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ART OF ANARCHY

 

ART OF ANARCHY

 

La forma del "supergruppo" può rivelarsi un'arma a doppio taglio. Il coinvolgimento in un unico progetto di una serie di nomi altisonanti del panorama più o meno mainstream, attrae sì l'attenzione e stuzzica la curiosità, ma quante volte è successo che, alla fine, il tutto si rivelasse null'altro che un'overdose di fumo in una qusi totale assenza di saporitissima carne? Scherzando con il fuoco, si può finire per bruciarsi e, a volte, i gusti e la volontà del pubblico sono insondabili e del tutto privi di una logica apparente. A volte. Altre invece l'idea, il progetto, l'iniziativa di dare vita ad un "supergruppo", magari anche mosso da finalità ludiche fuori dal mero concetto di business, almeno nelle intenzioni, si rivela un autentico investimento, vincendo su tutta la linea ogni eventuale scetticismo sulla reale portata dell'operazione, specie a livello artistico. Gli Art Of Anarchy sono una hard rock band moderna, un supergruppo fondato negli Stati Uniti nel 2011 per volontà dei gemelli Jon e Vince Votta (chitarra e batteria) e del loro vecchio amico dei tempi newyorkesi Ron "Bumblefoot" Thal, coinvolto in veste di chitarrista e produttore, in forza in una incarnazione dei Guns N' Roses. A loro si affiancano presto il bassista dei Disturbed John Moyer e dietro il microfono Scott Weiland, dal glorioso passato negli Stone Temple Pilots prima e nei Velvet Revolver poi. Il coinvolgimento di Weiland terminerà improvvisamente una volta pubblicato l'album d'esordio degli Art Of Anarchy: nonostante il cantante avesse lavorato ai testi e ad alcune stesure di brano, avesse registrato il disco, fosse presente nelle foto e nei video, questi si è affrettato a chiamarsi fuori dai giochi a prodotto finito, definendo la propria come una collaborazione amichevole senza grossi impegni, e che la sua unica priorità fosse il suo nuovo gruppo, i Wildabouts. Tutto ha inizio nel 2011, dicevamo, anche se il lavoro di prova e composizione del materiale viene portato avanti a singhiozzo, incastrato ad arte fra gli impegni prioritari dei protagonisti della storia. Le distanze non aiutano, ma oggi è possibile ovviare all'inconveniente con grande facilità, con l'ausilio delle tecniche a disposizione e di internet, per cui il 2012 e il 2013 proseguono per la lavorazione di quello che sarà il disco d'esordio degli Art Of Anarchy. Il platter, che come titolo porta il nome stesso della band, viene pubblicato nel giugno 2015 e viene ottimamente accolta sia dal pubblico che dalla critica, che saluta negli AOA una nuova e convincente incarnazione dei Velvet Revolver, forse più calda e malinconica, velata da un sottile strato di polvere grunge. Un lavoro intenso e potente, ricco di atmosfere e melodia, ma spigoloso e compatto, capace di irretire con ritornelli melliflui e un riffing ipnotico e seducente. Convergono nella proposta del quintetto tracce e contaminazioni proprie dei rispettivi sentieri d'origine, non rendendo però il tutto confuso e privo di spessore, ma regalando un quadro denso di coloriture forti, ricco di energia e carattere fortemente metal. I supergruppi bluff dicevamo in apertura: non è il caso degli Art Of Anarchy. Qui la classe cristallina dei membri della band si sente tutta, il mestiere ha il suo peso, tanto più se valorizzato da una proposta artistica sentita e onesta, del tutto spontanea. Ognuno ci sa fare nel suo settore, ed il collage si compatta presto, solidificato da un indiscutibile talento alla base di tutto. L'annuncio del singer Weiland della sua non partecipazione all'attività live e di promozione della band, seppure a più riprese minimizzato se non smentito dagli altri membri degli Art Oof Anarchy, si rivela serio e fondato, e il gruppo rischia una battuta d'arresto pesante proprio all'nizio del cammino. Scott Weiland verrà trovato morto nel tour bus dei suoi Wildabouts all'inizio del dicembre di quello stesso anno, il 2015, e gli Art Of Anarchy metteranno a disposizione l'album gratuitamente attraverso internet per i propri fan, salutando l'amico scomparso prematuramente. Nel maggio 2016 viene annunciato che sarà Scott Stapp dei Creed a sostituire lo sfortunato Weiland nel nuovo progetto, che quindi proseguirà la sua attività, pur collateralmente risptto alle carriere principali dei suoi protagonisti. "The Madness" è il titolo del singolo che la band ha pubblicato ed iniziato ad eseguire nella scaletta dei concerti nel tardo 2016, a fare da apripista per l'omonimo album atteso per i primi mesi del 2017. Lo stile si conferma equilibrato ma mobile ed interessante, nell'esatto punto di congiunzione tra Disturbed, Guns N'Roses e Creed...

 

Vincenzo Barone