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BORTED

 

BORTED

 

Da sempre gravitanti intorno alla figura del cantante fondatore Sven "Svencho" de Caluwé, unico membro in forza fin dagli esordi della band, gli Aborted sono un gruppo belga, per la precisione originario di Beveren, in azione già dal 1995 e fautore di un brutal deathgrind massiccio e violento, che comunque non ha mancato di segnare una sensibile evoluzione, pur restando assolutamente estremo, col passare degli anni e l'accumularsi di una notevole esperienza sia a livello discografico che live.

Dopo la registrazione di due demo, entrambi messi in circolazione nel 1998 ("The Splat Pack" e "Necrotorous Chronicles"), l'anno successivo esordiscono sulla lunga distanza con "The Purity Of Perversion", lavoro che mette subito in luce potenzialità sonore interessanti, pur circoscrivibili nell'apparentemente angusto ambito grind, ed un impianto lirico perfettamente in linea con i canoni tipici del genere, con sangue a ettolitri, gore, serial killer, necrofilia, tortura ed una buona dose di medicina legale. La formula delle pubblicazioni split, in condominio quindi con altre band affiliate al genere, tipica dell'universo grind, caratterizzerà non poco il percorso discografico dei belgi, che però non mancheranno di compiere un cammino artistico personale che via via li condurrà su sentieri death metal vari e competitivi, oltre che tecnicamente affatto trascurabili. Nel 2001 è la volta di "Engineering The Dead" di mettere in ulteriore luce il talento del quintetto che, pur fedele ai dettami di genere, evidenzia un certo gusto per la scuola death americana, fra blast beat micidiali ed un guitar work chirurgico (giustamente) e sempre mobile e diversificato. La voce del singer si sposta poi repentinamente da toni corrosivamente in growl ad uno screaming scellerato con rapidità e naturalezza, donando al tutto una dinamicità davvero encomiabile. Una intensa ed importante attività live contribuisce non poco a far aumentare a livello internazionale le quotazioni del quintetto, riconosciuto da pubblico e critica come una delle realtà più importanti dell'intero filone. "Goremageddon: The Saw And The Carnage Done" del 2003, prodotto dall'esperto Tue Madsen (The Haunted, Ekomorf, Disbelief, Exmortem fra gli altri), è senza dubbio il disco del definitivo salto di qualità, ponendosi come manifesto ideale dell'Aborted-sound: durissimo e sparato a mille, ma curato, tecnico e mai caotico, in cui convivono cucite insieme – come un novello Frankenstein sonoro – scalate ritmiche impressionanti, assoli ricchi di gusto e melodia, blast beat assassini, un cantato che si muove e trasforma a piacimento, aperture inaspettate, riff stoppatissimi che si rincorrono spietati, cambi di tempo ai limiti del thrash ed un gusto catchy che sa davvero catturare l'ascoltatore anche meno fanatico di sonorità brutal o grind, quest'ultimo tra l'altro via via stemperato in favore di un death famelico e feroce. Un acclamato tour insieme a Cannibal Corpse e Kataklysm consacra la band come una delle realtà più competitive e credibili di un genere che, nonostante i detrattori affermino con forza il contrario, è ricco di diversificazioni, dinamica e mobilità. Dopo l'ep "The Haematobic" (2004) è "The Archaic Abattoir" (2005) a farsi largo nelle prefereze dei fan del gruppo che, nonostante una certa instabilità a livello di line up, mostra una personalità sempre più unica e riconoscibile, per nulla schiava di mode o tendenze effimere. Difficile davvero pronosticare una evoluzione tanto coerente e costante da parte di un gruppo così votato al sound estremo, ma per gli Aborted la strada sembra ormai spianata ed ecco che "Slaughter & Apparatus: A Methodical Overture" (2007) e "Strychnine.213" (2008)  mettono in luce sempre maggiori infusioni melodiche ed accortezza negli arrangiamenti, senza però mai stemperare la tensione fondamentale per un brutal death metal moderno degno di tale denominazione: tirato, feroce ed "in your face". L'ep "Coronary Reconstruction" (2010), pubblicato dopo un profondo rivoluzionamento della formazione, torna su coordinate più dirette e violente, ribadite con grande mestiere in "Global Flatline" (2012), un fulgido esempio di come si possa interpretare il vero death metal nel nuovo millennio, tenendo sempre a mente i Carcass, ma senza perdere un'oncia di gusto e personalità. L'ep "Scriptures Of The Dead" con l'lp "The Necrotic Manifesto" (2014) e l'ep "Termination Redux"con l'lp "Retrogore" (2016), ribadiscono una cadenza nelle uscite e quindi una ispirazione affatto sedata, ma al contrario sempre più di qualità cristallina, di immane impatto e di credibile e sincera devozione nel verbo dell'estremismo fonico più di classe.   Vincenzo Barone