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AGNOSTIC FRONT

 

AGNOSTIC FRONT

 

Fondati a New York nel 1980 ad opera del chitarrista Vinnie Stigma (nome d'arte di Vincent Cappuccio, di palesi origini italiane), gli Agnostic Front vedono via via assestarsi la formazione e delinearsi il genere proposto fino al tardo 1982, quando entra nei ranghi il cantante Roger Miret.

Esponenti di punta dell'hardcore della Grande Mela, incarnano alla perfezione attitudine e sonorità del genere che hanno contribuito a rendere famoso, animando una scena che dalla metà degli anni '80 vedrà nomi del calibro di Murphy's Law, Cro-Mags e Youth Of Today fare da apripista ad un fenomeno musicale che, col passare degli anni, costeggerà non poco il thrash metal e il cosiddetto crossover. Esordiscono nel 1983 con l'ep "United Blood", manifesto programmatico di un movimento che non si ferma al solo aspetto musicale ma, anzi, fa leva su una serie di principi e valori che creeranno non pochi problemi all'interno della scena, divisa tra posizioni reazionarie tipicamente americane ed estremismi anche religiosi oltre che attitudinali. L'esordio sulla lunga distanza avviene l'anno successivo con "Victim In Pain", ad alcuni dei cui testi collabora Peter Steele dei controversi Type O Negative, che non tarda a consacrare gli Agnostic Front tra le realtà più competitive e credibii dell'intero fermento hardcore newyorkese. I cardini su cui si dipana l'assalto frontale della band sono micidiali e tiratissimi, ma curati e ben eseguiti, occhieggiando senza alcun timore reverenziale alla contemporanea spinta thrash metal, non solo cittadina, ma nazionale. Ma è l'album successivo, "Cause For Alarm" (1986), che proietta Stigma & Soci nel gotha delle band del genere, accentuando ancora di più i parallelismi con un certo metal per l'epoca decisamente estremo, fondendoli alle pietre angolari stilistiche dell'hardcore punk di seconda generazione. Un autentico pugno in faccia sonoro che, fin dalla copertina, mostra i muscoli ed evidenzia una energia davvero furiosa: è nato quello che da allora si usa definire hardcore crossover. L'album ebbe una gestazione piuttosto lunga a causa dei frequenti cambi nella line up, con i soli Stigma e Miret sempre in sella. I puristi punk storcono il naso, ma il pubblico del quartetto aumenta esponenzialmente, affiancando capelloni a teste rasate in concerti che sono ogni volta celebrazioni del pogo totale. Nel 1987 arriva "Liberty & Justice", in cui si accentua lo sconfinamento nel metal anche grazie alla presenza di alcuni assoli di chitarra. L'instabilità della line up crea non pochi problemi in seno al gruppo che, dopo la pubblicazione del live "At CBGB" (1989), subisce anche la defezione forzata di Miret, arrestato e condannato per possesso di droga. In prigione il cantante ha il tempo di scrivere praticamente tutto il materiale che andrà poi a comporre l'album "One Voice", pubblicato nel 1992, accolto male dal pubblico che finì per ignorarlo, decretando lo scioglimento della band, poco dopo aver realizzato il testamento live "Last Warning" (1993). Stigma e Miret riformano il gruppo nel 1997 e l'anno seguente danno alle stampe per la Epitaph "Something's Gotta Give"(edito in Inghilterra col titolo "Today, Tomorrow, Forever"), ma pubblico e critica tornaranno ad esaltarsi per gli Agnostic Front solo con "Riot! Riot! Upstart" (1999), che riavvicinerà al gruppo anche molti fan di vecchia data. Dopo l'interlocutorio capitolo costituito dall'lp "Dead Yuppies" del 2001 (considerato più un lavoro legato al progetto dell'allora batterista Jim Colletti, Loved And Hated) ed una breve parentesi solista di Miret legata alle radici punk rock ed Oi, nel 2005 vede la luce "Another Voice", praticamente la continuazione di "One Voice", sebbene con qulche deriva considerata addirittura commerciale. Si torna ad un solido e compatto crossover con "Warriors" (2007), in cui la band, ormai solidamente un quintetto, in piena tradizione metal, ribadisce con forza e convinzione il proprio credo musicale, fornendo una prova fresca e convincente, che prelude alla agognata seconda giovinezza del gruppo. Tirato a lucido e modernizzato lievemente il sound, "My Life My Way" (2011) conferma quanto di buono ascoltato sul lp precedente, centrando di nuovo il bersaglio grazie anche ad una produzione praticamente perfetta (affidata all'esperto Erik Rutan), che rende l'heavy hardcore proposto un poderoso muro del suono. "The American Dream Died" (2015) aggiusta nuovamente il tiro, tornando decisamente in territori più marcatamente punk hardcore, richiamando un passato glorioso e sbandierando con orgoglio radici che vedono gli Agnostic Front indiscutibilmente fra le più valide e solide pietre angolari assolute.

 

Vincenzo Barone