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Disco cruciale dei fratelli Ammott, separatisi dal singer Johan Liiva e pronti a ripartire con una scommessa da palle fumanti: affidare il microfono della loro band a una donna, sgomentando il misantropico e repressivo pubblico metal estremo. Angela Gossow non ha grandi album nel suo curriculum, è solo un’economista con esperienze nel mondo della pubblicità, suona nei dilettanteschi Mistress e collabora per amicizia con una webzine metal. L’intervista con gli Arch Enemy è galeotta. Lei e Mike Ammott si incontrano nell’ex città mineraria di Bochum. Tra i due c’è un feeling animalesco che lascia entrambi con una gran voglia di vedersi ancora. Angela consegna a Mike un demo dei Mistress. Lui le promette di ascoltarlo. Lei magari pensa che non lo farà ma il chitarrista è di parola e quello che sente lo sorprende a tal punto da avere in testa un solo nome il giorno che si presenta il problema di sostituire Liiva. Lui è convinto e la convoca per un provino. Angela ci andrebbe su un piede solo. Arriva e spettina tutti quanti. Tette e growl da scorticare follicoli come un rastrello. Il posto è suo. Lo stile della frontgirl è acido e brutale come quello di Jeff Walker dei Carcass. In effetti gli Arch Enemy rappresentano un po’ un’evoluzione del sound di Heartwork, soprattutto su Black Earth. Wages Of Sin ricapitola quella stessa ricetta di sangue e melodia ma in chiave più cicciuta e catchy. Il disco esce nel 2001 esclusivamente in Giappone, per una serie di incomprensioni tra la Century Media e il management degli Enemy. Solo un anno più tardi è pubblicato in Europa, con un cd pieno bonus di varie chicche, giusto per stuzzicare l’appetito dei fans. Quarantamila copie vendute nella terra di Holly e Benji, il pubblico nipponico totalmente avvinto dalla nuova metal goddes sono risvolti che incoraggiano l’occidente borchiato a dare una possibilità ai nuovi Arch Enemy. In effetti la Gossow spacca il marmo in due, e per quanto una brutta infezione alle corde vocali finisca per bloccarla un mese intero a ridosso del tour europeo, le sue prestazioni dal vivo rivelano un carisma e una disinvoltura da regina del femdom. Il dibattito attorno a lei non si è mai esaurito del tutto ma a distanza di anni è ormai palese che abbia esordito con uno dei migliori album metal del nuovo millennio. Wages Of Sin è un lavoro ispirato e trascinante. Ravenous e Burning Angels sono i nuovi destrieri con cui calpestare il mondo ma Behind The Smile e Dead Bury Their Dead aggiungono un sapore più poetico ed esistenzialista che il gruppo saprà sviluppare ancora meglio nei due album successivi. L’interpretazione di Angela e il suo approccio aggressivo aggiungono sfaccettature alle invettive rabbiose dei brani, i cui testi sono scritti quasi tutti da Mike. Wages Of Sin è anche un indiscutibile ritorno alla violenza e la brutalità degli esordi, visto che Burning Bridges, pur ottimo, registrava un eccessivo ammorbidimento stilistico. Sarebbe ora di riconoscere agli Arch Enemy il valore dei dischi con la Gossow, estremi ma dal respiro ampio dei grandi classici metal moderni.

 
 

Enemy Within – 00:04:19
Burning Angel – 00:04:17
Heart of Darkness – 00:04:51
Ravenous – 00:04:06
Savage Messiah – 00:05:16
Dead Bury Their Dead – 00:03:52
Web of Lies – 00:03:54
The First Deadly Sin – 00:04:18
Behind the Smile – 00:03:28
Snow Bound – 00:01:32
Shadows & Dust – 00:04:30
Lament of a Mortal Soul – 00:04:07
Ravenous (music video) – 00:04:32
Starbreaker – 00:03:23
Aces High – 00:04:24
Scream of Anger – 00:03:46
Diva Satanica – 00:03:43
Fields of Desolation 99 – 00:06:02
Damnation's Way – 00:03:47
Hydra – 00:00:58
The Immortal – 00:03:56