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BLOODBATH

 

BLOODBATH

 

Ingredienti: Dan Swano (Edge Of Sanity, Diabolical Masquerade, Godsend, Pan-Thy-Monium e almeno una dozzina di altri progetti, polistrumentista di grido, alla batteria), Mikael Akerfeldt (Opeth, voce), Andres Nystrom (Katatonia, chitarra) e Jonas Renske (Katatonia, basso). Miscelate bene innaffiando il tutto con una buona dose di amicizia, di sangue e di amore per il caro vecchio death metal svedese, aggiungere poi uno schizzo di brutalità tutta americana, ed ecco serviti i Bloodbath.

Nato come una sorta di divertissement per combattere il logorio della vita (metal) moderna, questo progetto è in effetti quello che si usa definire un "supergruppo" – termine che fa inorridire, ma che mai fu più azzeccato – che, probabilmente in preda ai fumi dell'alcol, in una fredda serata scandinava, questi quattro figuri hanno deciso di tirare su, era il 1999 e la città Stoccolma, per rinverdire i fasti primitivi di nomi del calibro di Entombed, Dismember, Grave e Carnage, alla faccia di evoluzione, crescita, maturazione e scorrere del tempo. Ovviamente la notizia di tale iniziativa si è diffusa come un virus letale negli ambienti del metal estremo ed ecco che, ad un anno dall'ideazione del progetto, viene dato alle stampe "Breeding Death", un ep di tre brani che viene accolto entusiasticamente da pubblico e critica, mostrando un valore artistico effettivo, uno spessore ed una credibilità che in genere non appartengono a trovate come questa. Si fa sul serio quindi, e le pressioni dei fan si fanno immani: ritagliandosi spazi e momenti tra gli impegni principali, i novelli Bloodbath riescono solo due anni dopo a pubblicate l'album d'esordio, quel "Ressurrection Through Carnage" (2002) che impiega pochissimo a salire in alto nella classifica delle preferenze di sempre degli estimatori del genere. Magari sulla spontaneità dell'ispirazione si potrebbe discutere per ore, ma l'effettivo valore del materiale proporto è indiscutibile, sebbene strettamente "come da manuale". Il mestiere ha il suo bel peso e si sente alla grande: Akerfeldt non ha dimenticato come si ruggisce e ringhi ad un microfono, nonostante nel gruppo d'origine ormai non lo faccia più da un pezzo, ed i comprimari tutti non sono da meno, fornendo una prova brillante e tostissima, una vera gioia per le orecchie. Tutto è equilibrato ed al posto giusto e, anche se la rabbia non è esattamente quella adolescenzialmente vissuta, il risultato è davvero incredibile. Il dovere chiama e nel 2004 Akerfeldt deve dare forfait per dedicarsi ai suoi Opeth, ma viene più che degnamente sostituito da un altro nome ben noto: Peter Tagtgren degli Hypocrisy (scusate se è poco). Il rimescolamento prosegue e Swano passa alla seconda chitarra, sostituito dietro i tamburi da Martin Axenrot (ex Nifelheim, Witchery ed in forza negli Opeth, guarda il caso), dando alla band un profilo leggermente più serio e duraturo, almeno potenzialmente. Nel settembre dello stesso anno esce "Nighmares Made Flash" che conferma e ribadisce quanto di buono i Bloodbath hanno saputo esprimere fino ad allora. L'old school death metal marcio e caustico propugnato dai nostri fa la gioia dei fan di mezzo mondo, ipnotizzati da tanto impeto "romantico". Ad inizio 2005 è Tagtgren a lasciare il progetto per inconciliabili impegni come musicista e produttore e nell'unica data dal vivo al Waken Open Air, dietro il microfono torna  Akerfeldt, ma esclusivamente per l'occasione. L'anno dopo è la volta di Swano di abbandonare la partita, stavolta per divergenze musicali (sembra fosse propenso ad un ammorbidimento del sound!) e bisognerà comunque attendere fino al 2008 per il rientro nei ranghi in pianta stabile di Akerfeldt e del nuovo chitarrista Per Eriksson (ex Katatonia), con i quali vengono pubblicati lo stesso anno prima l'ep "Unblessing The Purity" e poi il live "The Waken Carnage", che immortala l'unica data live dei nostri in formazione originale fino ad allora. Alla fine sempre del 2008 viene pubblicato il terzo lp "The Fathomless Mastery", nuovamente un mirabile esempio di death d'alta scuola, solo a tratti contaminato dal suono made in Florida, ma solidamente radicato in terra death svedese della prima ora. Nel 2011 viene pubblicato il dvd live "Bloodbath Over Bloodstock" filmato a Derby quello stesso anno. Arriva il 2012 e Akerfeldt abbandona definitivamente i Bloodbath e solo nel 2014 viene trovato un degno sostituto nientemeno che nella persona di Nick Holmes dei Paradise Lost con il quale, pochi mesi dopo, viene dato alle stampe l'ottimo "Grand Morbid Funeral". Vincenzo Barone