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DARK ANGEL

 

DARK ANGEL

 

Dark Angel: uno dei gruppi che meglio rappresenta il concetto di evoluzione e crescita in ambito metal estremo, inteso in campo thrash della scuola primeva.

Qualità tecniche affatto trascurabili e un songwriting per nulla lineare, in cui la forma-canzone viene stravolta e dilatata risultando a tratti anche ostica, ma sempre capace di un impatto impressionante, rendono questo quintetto o particolarmente amato, oppure del tutto indigesto. Inizialmente sotto la denominazione Shellshock, la band viene fondata nel 1981 a Downey, in California, ma come Dark Angel l'attività inizia solo nel 1983. Un intenso impegno concertistico consente alla band di crearsi un seguito invidiabile e di cavalcare brillantemente l'allora crescente fenomeno thrash della Bay Area. Dopo la consueta trafila di demo e di assestamenti a livello di formazione, si giunge al 1985, dapprima con il gettone di partecipazione “Welcome To The Slaughterhouse” al sesto volume della prestigiosa serie di compilation curata dalla Metal Blade “Metal Massacre”, e subito dopo con l'esordio “We Have Arrived”, abum che contiene brani per lo più provenienti dai tre demo realizzati in precedenza, ma ri-registrati e ri-arrangiati, a seguito della cui registrazione fa il suo ingresso in formazione il batterista compositore Gene Hoglan (ex Wargod), da questo momento il perno tecnico e creativo della band. Con la nuova formazione, che oltre a Hoglan dietro i tamburi può contare sui chitarristi Eric Meyer e Jim Durkin, sul cantante Don Doty e sul bassista Rob Yahn, l'anno dopo viene dato alle stampe il secondo lp “Darkness Descends”, che sebbene risulti ancora sensibilmente derivativo da quanto proposto a livello sonoro dagli Slayer, mette in luce spunti e potenzialità che non tarderanno a sfociare in vera e propria personalità stilistica, gusto originale per testi fiume e interminabili serie di cambi di tempo, perennemente votati all'impatto più violento e senza compromessi. Il contributo compositivo e soprattutto tecnico del drummer Hoglan comincia a profilarsi massiccio e imponente, mettendo in luce uno dei talenti più seri e credibili dell'intera scena estrema internazionale. E' nel 1989, dopo aver intensificato l'attività live, aver preso parte alla compilation “Ultimate Revenge II” insieme a Death, Forbidden, Faith Or Fear e Raven, aver sostituito Doty col più duttile e dotato Ron Rinehart al microfono e inserendo Mike Gonzales al basso al posto di Yahn, che esce “Leave Scars”, il disco della consacrazione. Il thrash dei Dark Angel è divenuto maturo, ricco di personalità, tecnicamente fuori dal comune e basato su un songwriting cervellotico e vorticoso, ma non per questo meno brutale. Il chitarrista fondatore Durkin abbandona e viene rimpiazzato da Brett Eriksen e, al fine di immortalare la furia ormai proverbiale dei concerti del gruppo, viene pubblicato prima “Live Scars” (1990), l'album dal vivo, e poi esce il video “3-Way Thrash”, che vede i Dark Angel dividere il palco con i Candlemass ed i DAM, uscendone chiaramente vincitori assoluti. “Time Does Not Heal” del 1991 è l'album definitivo del quintetto, a suo modo perfetto, in cui ogni elemento si bilancia e divenendo, sebbene valorizzato solo negli anni a seguire (all'epoca dell'uscita fu “soffocato” dall'esplosione del death), un vero e proprio manifesto dell'intero movimento thrash metal. Con in bella evidenza sulla copertina un adesivo che avvertiva che nel disco si possono ascoltare ben 246 riff diversi, temi lirici – per lo più curati dallo stesso Hoglan – che riguardano temi sociali, disagi mentali, violenza sessuale e critiche feroci alle società ecclesiastiche, il disco non viene accolto secondo le aspettative ed i Dark Angel, al termine di un tour estenuante, finiscono per implodere e sciogliersi. La frustrazione per aver raggiunto un inimmaginabile apice creativo e vedersi ignorati dal pubblico, fa sì che i rapporti interni tra i membri del gruppo si fossero fatti troppo tesi per sperare in un futuro competitivo. Il solo Gene Hoglan resta nel giro, divenendo uno dei turnisti dediti alle sonorità metal estreme più richiesti e apprezzati a livello planetario, collaborando tra gli altri con i Death, i Testament, gli Old man's Child e gli Strapping Young Lad. Dopo la compilation commemorativa “Decade Of Chaos” (1992) cala il sipario su una delle realtà più valide che il sound estremo circoscrivibile al thrash abbia mai conosciuto. Voci di una reunion circolano già dal 2002, ma gli impegni di Hoglan e lo stato di salute precario di Ron Rinehart che, dopo un incidente occorsogli nel 2005 ha subito seri danni alla spina dorsale, stanno prolungando i tempi della comunque trepidante attesa. Vincenzo Barone