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DEICIDE

 

DEICIDE

 

Glen Benton, bassista/cantante, è da sempre il personaggio attorno a cui gravita il gruppo in ogni sua opera, esternazione e pubblicazione. Fondati a Tampa, in Florida, nel 1987, i Deicide prendono il via quando Benton coinvolge nel suo progetto tre elementi prima facenti parte dei Carnage (i fratelli Eric e Brian Hoffman alle chitarre e Steve Asheim alla batteria), e muove quindi i primi passi inizialmente sotto la denominazione Amon.

Sotto questo moniker vengono registrati due demo (in seguito recuperati a furor di popolo e pubblicati sul cd "Amon: Feasting The Beast" nel 1993), che attraggono immediatamente l'interesse di pubblico e stampa, profondamente colpiti dal furioso e glaciale death metal tutto americano proposto dal quartetto e dalle tematiche fortemente sataniste portate avanti in un concept forse non proprio originalissimo, ma ostentato con una forza ed una convinzione senza pari fino ad allora. Il cambio di nome in quello attuale avviene nel tardo 1989, quando la Roadrunner li mette sotto contratto ma impone loro detta modifica per via del fatto che nel concept dell'album "Conspiracy" del compagno di scuderia King Diamond, è presente il pezzo "Amon Belongs To Them". Il debutto ononimo avviene nel 1990 e, tra dichiarazioni sconcertanti in linea con l'attitudine del gruppo, azioni altrettanto discutibili, una sbandierata fede autentica nei dettami del satanismo ed una proposta musicale di una brutalità inaudita, si fa brillantemente strada tra le preferenze degli estimatori del genere di mezzo mondo. Il fatto ad esempio di marchiarsi a fuoco sulla fronte una croce capovolta, di chiamare suo figlio Leonard Daemon Benton e di dichiararsi fautore di sacrifici animali, non rende la vita facile alla band, che incontra da subito l'ostilità di associazioni religiose integraliste e degli animalisti. La pubblicità che ne deriva per i Deicide è enorme e di lì ad assurgere al ruolo di vera e propria cult band il passo è breve. "Legion" (1992) bissa il successo e la sensazione dell'esordio, supportato nuovamente da dichiarazioni annichilenti e da comportamenti al limite del paradossale (Benton che spara ad un fastidioso scoiattolo durante un incontro con i dirigenti della casa discografica). I fan si fanno più numerosi ed agguerriti, così come anche i detrattori, che arrivano a minacciare a più riprese il bassista/cantante di morte o addirittura, in una data live a Stoccolma, a piazzare una bomba nel locale, non mietendo fortunatamente alcuna vittima. Anche il fronte purista del black metal scandinavo non sembra amare molto i Deicide e tutto il movimento death, ma i nostri proseguono per la loro strada tra trovate di dubbio gusto ed esternazioni che lasciano sinceramente basiti (a più riprese Benton dichiarerà di volersi togliere la vita una volta compiuti i 33 anni, giusto per il gusto di aver vissuto più di Gesù Cristo), inspessendo sapientemente sia il profilo musicale che quello meramente cronachistico. Il tema demoniaco ha costantemente accompagnato anche le uscite seguenti del quartetto, che ha comunque cercato di diversificare i temi delle liriche spingendosi anche verso questioni come gli abusi sui minori o l'esistenza di civiltà aliene. Banditi da molti festival e raduni a causa delle loro posizioni perennemente così provocatorie, i quattro americani hanno sviluppato la loro discografia attraverso episodi dal valore indiscutibile ("Once Upon The Cross" del 1995, "Serpents Of The Light" del 1997, "Insineratehymn" del 2000 – preceduto dal live "When Satan Lives" nel 1998 – "In Torment In Hell" del 2001 e "Scars Of The Crucifix" del 2004), ma forse privi dell'effetto sorpresa e meno ispirati degli esordi col botto, fino a "The Stench Of Redemption" (2006) che, oltre a contare su un radicale stravolgimento a livello di line up - con l'abbandono dei fratelli Hoffan al cui posto vengono inseriti Jack Owen (ex Cannibal Corpse) e Dave Suzuki (Vital Remains), quest'ultimo della partita per non interrompere la precedente attività live, ma poi, poco prima di entrare in studio, rimpiazzato da Ralph Santolla (ex Death ed Iced Earth) - vede il death senza compromessi del gruppo aprirsi a soluzioni anche melodiche e rinnovarsi uscendo da una certa ripetitività. "Till Death Do Us Part" (2008) ribadisce e conferma le rinnovate coordinate sonore della band (e anche filosofiche, visto che Santolla dichiara di essere cattolico!), parzialmente abiurate però nel successivo "To Hell With God" (2011) che ritrova la furiosa cattiveria degli esordi. "In The Minds Of Evil" (2013) vede l'abbandono di Santolla in favore di Kevin Quirion (Order Of Ennead), ma evidenzia uno stile credibile e solidissimo, reso in forma smagliante.

 

Vincenzo Barone