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ENTOMBED A-D-

 

ENTOMBED A-D-

 

Lo scioglimento dei seminali Entombed, protagonisti sia del primevo fermento death metal svedese che ha infuocato la scena estrema internazionale fin dall'alba degli anni '90, sia della nascita e dello sviluppo del fenomeno del cosiddetto death 'n' roll avvenuta qualche anno dopo, aveva lasciato l'amaro in bocca. Un po' per l'immancabile nostalgia delle glorie passate, e un po' per la mai sopita speranza che il gruppo tornasse a pubblicare materiale che riconquistasse e ribadisse una leadership appanata con gli anni, ma comunque mai messa in discussione. Dopo l'improvviso split up del gennaio 2014 – seguito all'abbandono prima dello storico chitarrista Uffe Cederlund e poi del batterista Peter Stjarnvind (ex Merciless ed Unanimated), che era a sua volta in precedenza riuscito nel difficile compito di non far rimpiangere troppo la defezione del batterista fondatore e maggior compositore degli Entombed Nicke Andersson - ecco che il cantante LG Petrov, seguito nel progetto da Victor Brandt al basso, Nico Elgstrand alla chitarra e dal batterista, Olle Dahlstedt – vale a dire portandosi dietro ben due membri dell'ultima incarnazione degli Entombed – mette su questo nuovo gruppo, per chiarezza di intenti denominato appunto Entombed A.D..

Le speranze dei numerosi fan della prima ora vengono in parte premiate, ed infatti questa nuova incarnazione sonora vede un parziale recupero del death metal che ha reso famosi gli Entombed, senza però accantonare la pur efficace deriva death 'n' roll, in un compedio moderno e competitivo di quanto realizzato nell'arco di una fortunata carriera durata affatto trascurabilmente oltre 20 anni, fin dagli esordi sotto la denominazione Nihilist. Il quartetto propone un convincente melting pot di sonorità old school death metal indomito e rabbioso, senza però mai voltare le spalle a quello che è stato il marchio di fabbrica degli Entombed più recenti, quel roccioso e dinamico death 'n' roll che, fin dallo storico "Wolverine Blues" (1993), ha saputo intrigare folle di vecchi fan ormai stanchi dei rigidi schemi estremi, ed attirarne di nuovi, sempre interessati a sonorità dure e al cantato cavernoso in growl, ma aperti a soluzioni foniche più leggere, sebbene con le dovute proporzioni. Nemmeno il tempo di riprendersi dall'annuncio del terremoto in casa Entomed che, sempre nel 2014, viene pubblicato "Back To The Front", una palese dichiarazione di intenti che mette immediatamente in luce le potenzialità di un progetto che sa far tesoro del passato, ma è capace di guardare avanti con grande ottimismo: inizia il cammino degli Entombed A.D., che hanno il duro compito di non far sentire i fan di sempre del tutto orfani di una delle band made in Sweden più mamate di sempre. Il ruolo di Petrov è naturalmente preponderante, fornendo una prova assolutamente convincente ed innervando i cori ed i ritornelli di alcuni brani di un potenziale trascinante che sarebbe un crimine ignorare. Accolto favorevolmente sia dal pubblico che dalla critica, l'esordio dei nostri spiana la strada a ben riposte speranze e cancella senza tema di smentita le paure per la fine definitiva di un percorso che ha comunque segnato la storia della musica dura europea e, perché no, mondiale. Servendosi dal vivo di una chitarra in più, con l'aiuto del turnista Johan Jansson (Uncanny, Regurgitate), gli Entombed A.D. cominciano a macinare date live, ottenendo sempre riscontri positivi e guadagnando la fiducia anche di chi aveva inizialmente guardato alla band come un ripiego di serie B per speculare sul glorioso ed illustre passato. Seri e credibili, Petrov & Soci danno alle stampe nel 2016 "Dead Dawn" che ribadisce e rafforza quanto di buono espresso nell'esordio, mantenendo innanzi tutto stabile la formazione (segno che si tratta in definitiva di una band solida e reale), e perfezionando ulteriormente uno stile che decisamente gli appartiene. Con la copertina ad opera di Erik Danielsson dei Watain, il secondo capitolo del progetto deflagra senza esitazioni, mostrando i muscoli e anabolizzando le fughe più dinamiche con una energia tutta death metal che contagia nuovamente il canovaccio death 'n' roll con sempre efficace vigore. La fine degli Entombed come li abbiamo conosciuti ed apprezzati è certamente un nuovo inizio, importante e competitivo, che non si ferma certo a furbi rimandi al passato.

 

Vincenzo Barone