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GORGUTS

 

GORGUTS

 

Fondati nel 1989 a Sherbrooke, Quebec, in Canada, i Gorguts sono un gruppo di death metal molto tecnico da sempre gravitante attorno alla figura del chitarrista/cantante Luc Lemay, leader e arbitro incontrastato dei destini della band. Da sempre fautori di un approccio ai suoni estremi decisamente votato alla tecnica ed al gusto per le composizioni assai stratificate e diversificate al loro interno, i nord americani portano avanti il loro discorso artistico in barba a mode e tendenze effimere, ed, al contrario, addentrandosi con sempre maggior convinzione e veemenza all'interno di un songwriting di non facile assimilazione e fruibilità. Approdano al demo relativamente pochissimo tempo dopo aver fondato il progetto, e "Demo '89", pur comprendendo un solo brano ("Calamitous Mortification") rivela al mondo le potenzialità e lo stile di un nome che, pur essendo stato (colpevolmente) ignorato dai più, ha sempre avuto tutte le carte in regola per farsi spazio nel gotha internazionale del sound estremo. Nel 1990 è la volta del secondo demo, intitolato "... And Then Comes Lividity", 4 pezzi più l'intro che da il titolo all'intero lavoro, che mettono in luce una maturazione sorprendente ed un sempre più ricercato gusto per composizioni intricate e dense di riff e soluzioni sonore perennemente in bilico tra tecnica e brutalità, tra ricerca e impatto, tra sperimentazione e rispetto del genere che si propone. A più riprese accostati ai Death di "Leprosy" e "Spiritual Healing", i canadesi innegabilmente ne sono ispirati, sia a livello vocale che di suoni e produzione, ma mantenendo una loro freschezza e credibilità grazie alle doti compositive diversificate di Lemay, che magari non avrà l'estro innovatore di Chuck Schuldiner, ma conosce benissimo la materia e sa bene dove vuole arrivare quando compone. L'esordio su vinile avviene nel  1991 con "Considered Dead", un micidiale concentrato di death metal americano crudo e violento, sorretto da un riffing di primissima qualità e da un songwriting tutt'altro che semplicistico e lineare. Sull'album fanno la loro comparsa in veste di special guest il chitarrista James Murphy (già con Death, Obituary, Disincarnate, Testament, Cancer tra gli altri), che cura uno degli assoli di "Inoculated Life", ed il singer Chris Barnes (Cannibal Corpse, Six Feet Under) che presta la sua ugola corrotta nelle backing vocals di ben tre pezzi. Risulta evidente come il prodotto Gorguts abbia ben presente la fetta di pubblico in grado di apprezzarne le anche stravaganti esternazioni foniche, figlie degeneri sempre del death pià intransigente e mortifero. Certe dissonanze disturbanti, certi percorsi compositivi così accidentati, non sono certo alla portata di tutte le band come di non tutti gli ascoltatori. "The Erosion Of Sanity" vede la luce ad inizio 1993 e le disarmonie, la ricerca, la sperimentazione, si fanno ancora più ostiche, inerpicandosi a più riprese su sentieri ai limiti della dissonanza, della cervelloticità e del concetto di progressive in senso lato. Le strutture delle composizioni si fanno anche contorte e di non facile assimilazione, pur restando saldamente radicate in ambito estremo, con la voce poi che si fa più gutturale e ringhiosa che in passato. Un album intenso e zeppo di soluzioni tecnico-compositive anche spiazzanti, alla ricerca di uno stile personale ed a suo modo impenetrabile ed assolutamente d'èlite. Un radicale stravolgimento della line up ed un forzato cambio di etichetta porta i Gorguts a tornare sul mercato solo nel 1998 con "Obscura", nel quale ogni aspetto del carattere proprio del combo capitanato da Lemay trova la sua esasperazione più indigesta e pesante, dipingendo un quadro sonoro angosciante, di un eclettismo disorientante. Tutto si complica e si accartoccia su se stesso: riff infiniti si sovrappongono ed inseguono, in un costante saliscendi ritmico così ostico e accidentato da sfiorare a tratti la sperimentazione rumoristica più spinta ed inaccessibile. Nel 2001 è la volta di "From Wisdom To Hate" a farsi strada, grazie a composizioni un po' meno compromesse che nell'album precedente, seppur sempre schizoidi e intricate, ma dotate per lo meno di una maggiore compattezza, sempre però altamente disturbante e tossica per orecchie poco avvezze. Il batterista Steve MacDonald, con gravi problemi di depressione, si toglie la vita nel 2002 e per i Gorguts è un duro colpo. Lemay chiude la partita e prosegue con i suoi Negativa (2006), ma una volta compreso che il nuovo progetto non potrà essere la ideale continuazione dei Gorguts, ecco che il chitarrista riforma la band madre e torna alla carica, prima con l'album "Colored Sands" (2013) e poi con l'ep "Pleiades' Dust" (2016), che consiste di una sola lunga composizione di oltre mezz'ora. Vincenzo Barone