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GRAVE

 

GRAVE

 

Fra gli iniziatori di maggior talento della scena death metal svedese, i Grave provengono da Visby, una cittadina medievale dell'isola di Gotland. Formato nel 1986 per iniziativa dal chitarrista Ola Lindgren – che più tardi diverrà anche il cantante della band – il gruppo di giovanissimi si farà inizialmente chiamare in diversi modi, stabilizzando finalmente la denominazione prima in Corpse, fautori di un rudimentale speed metal di tipo tedesco, che realizzano anche un demo, e alla fine, nel 1988, subendo la fascinazione dell'allora crescente fenomeno death nazionale, cambiando definitivamente in Grave.

Dopo aver registrato ben cinque demo dal 1988 al 1991, il quartetto esordisce su vinile con il singolo “Tremendous Pain” e, sempre nel '91, partecipa a due split lp il secondo dei quali, “In The Eyes Of Death”, insieme a nomi del calibro di Unleashed, Asphyx, Tiamat e Loudblast. Nell'agosto dello stesso anno Lindgren (chitarra), Jorgen Sandstrom (voce/chitarra), Jensa Paulsson (batteria) e Jonas Torndal (basso), sotto l'egida della sempre attenta Century Media, danno alle stampe l'album di debutto “Into The Grave”, che mette ottimamente in luce le potenzialità della band, fautrice di un death metal crudo e brutale, diretto e innervato di latente melodia nelle parti di chitarra, caratteristica propria dello swedish death. Inizia una intensa attività live che porterà i Grave anche dall'altra parte dell'oceano, negli Stati Uniti. Nel 1992 esce il secondo lp “You'll Never See...”, dal suono più pulito del predecessore, ma stilisticamente assolutamente coerente. Il bassista Torndal si stanca presto della vita on the road ed abbandona il gruppo che, dopo un primo tentativo di sostituirlo, decide di proseguire come trio, facendo passare Sandstrom al basso e partendo in tour di spalla ai Morbid Angel insieme ai compatrioti Dismember. Dopo l'ep “... And Here I Die... Satisfed” (1993), è la volta del terzo lp, “Souless” (1994), che vede affacciarsi nel sound della band influenze industrial. L'abbandono anche di Sandstrom, per unirsi agli Entombed, costringe i Grave a realizzare il nuovo “Hating Life” (1996) come duo, con Lindgren nel triplo ruolo di cantante/bassista/chitarrista, spostando ancora di più il suono generale sul versante industrial, con un approccio a suo modo addirittura orecchiabile. Richiamato “in prestito” Torndal, la band si impegna in lunghi tour che sfoceranno nel 1997 nell'album dal vivo “Extremely Rotten Live”, prima di sciogliersi per stanchezza, fino alle soglie del 2000. Ricominciano le prove e le esibizioni dal vivo fino a che il redivivo quartetto – che oltre al sempre presente Lindgren in veste di cantante/chitarrista, vede sempre Paulsson dietro i tamburi, Torndal stavolta alla chitarra ed il nuovo acquisto Fredrik Isaksson (ex Excruciate) al basso – pubblica nel 2002 “Back From The Grave”, che stilisticamente riprende il discorso dal death incontaminato dei primi due lp. “Fiendish Regression” (2004) conta sulla sostituzione del batterista con il più tecnico Per Ekegren, che regala maggiore velocità e dinamica allo stile del gruppo. Il 2006 vede l'uscita di “As Rapture Comes”, che preme ulteriormente sull'acceleratore e sull'aggressività, sebbene contenga una cover di “Them Bones” degli Alice In Chains. I tour si fanno incessanti e prestigiosi, insieme a nomi quali Dismember, Vital Remains, Entombed, Unleashed e Nile, fra gli altri, e portano il quartetto ad esibirsi in giro per moltissimi paesi. Altri cambi nella line up che vedono l'ingresso di Ronnie Bergerstal (ex Demonical e Cenitex) al posto di Ekegren alla batteria ed il definitivo abbandono di Trondal, che riduce nuovamente i Grave a trio. “Dominion VIII” viene pubblicato nel 2008, “Burial Ground” nel 2010 e tutti e due mostrano una piacevole propensione a rivalutare il death metal delle radici, scevro da dinamiche fin troppo moderniste ed estreme. Isaksson lascia la band, prontamente sostituito dall'ex Dismember Tobias Cristiansson ed entra Magnus Martinsson alla seconda chitarra. Con “Endless Procession Of Souls” (2012), l'ep “Morbid Ascent” (2013) e soprattutto con “Out Of Respect For The Dead” (2015), il quartetto di Ola Lindgren consolida la sua posizione nella cerchia dei puristi dello swedish death, mostrando un rinnovato vigore ed una confidenza col genere per nulla piatta o priva di spunti vincenti. Nella tradizione sta la qualità, direbbe qualcuno... Vincenzo Barone