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HEART OF A COWARD

 

HEART OF A COWARD

 

Quintetto britannico di Milton Keynes, nel Sud Est dell'Inghilterra, gli Heart Of A Coward sono in azione dal 2009 e portano avanti il loro discorso metalcore con convinzione e coerenza, mantenendo sempre alto il livello di attenzione e sciorinando uno stile aggressivo ma lucido, pregno di tutti gli stilemi tipici del genere, ma non per questo piatto o noiosamente prevedibile o fine a se stesso. Fiducia in se stessi e convinzione nei propri mezzi portano la band ad autofinanziarsi e realizzare autonomamente l'album di debutto "Hope And Hindrance", un piccolo gioiello underground di brillante ed acuminato metalcore, dove trovano un giusto bilanciamento la ferocia hardcore ed il gusto della melodia e del catchy. Esibizioni live sempre potenti e trascinanti contribuiscono non poco a diffondere il nome della band che, pur non inventando nulla di minimamemte distante dai dettami tipici del genere proposto, sa scrivere ottimo materiale, carico e dinamico, ricco di potenza e impatto e di gusto per aperture melodiche vocali che evitano pericolose cadute nel melenso fumettistico. Pur essendo autoprodotto, il debutto fa alzare le quotazioni del quintetto a livelli davvero lodevoli, contando anche su una padronanza tecnica non trascurabile e sul gusto per arrangiamenti spessi e pesanti come lastre d'acciaio. Genuini e credibili, i nostri approdano con "Severance" (2013) ad un livello più maturo e competitivo, certamente attuale e moderno, ma non per questo freddo ed artificiale. Tutto fatto come si deve, forse anche troppo, rispettando le regole del gioco al 100%. Ecco quindi il groove metal, i suoni bombastici e spessi, i riff enormi e pachidermici, le chitarre ribassate, i cori metalcore ed i ritornelli con la voce pulita, i breakdown e gli stop'n'go come è logico aspettarsi da produzioni di questo tipo. L'uscita del secondo album da il via ad una intensa attività concertistica da parte della band, che divide il palco, tra gli altri, con Thy Art Is Murder, After The Burial, Aversions Crow, Malevolence e Suicide Silence. E' il 2015 quando viene dato alle stampe "Deliverance", l'album della maturità, il famoso "terzo" lavoro che può segnare il salto definitivo o lo spegnersi anche delle più ottimistiche speranze. La capacità di scrivere cori di grande presa, avere un cantante come Jamie Graham, potente, cattivo, ma versatile ed espressivo, ed una coppia di chitarristi come Steve Haycock e Carl Ayers, che riesce a mostrare un certo buon gusto, sebbene intrappolato negli schemi in cui si è scelto di gravitare, sono gli ingredienti di una proposta che, seppur lontana dal far gridare al miracolo e dal far aprire frontiere inedite di sperimentazione e ricerca sonora, ha un suo innegabile valore oggettivo. Pur conservando intatte tutte le caratteristiche che ne hanno decretato il riconoscimento underground, col terzo lp i nostri mettono in luce una maturazione, una evoluzione del senso dell'arrangiamento e della struttura dei brani che ne fa un deciso balzo in avanti per il combo britannico. Molto adatto alla dimensione live, il nuovo materiale centra il bersaglio di una efficacia ed una credibile aggressività che ha ragione d'essere, al di là di mode o tendenze effimere.   Vincenzo Barone