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Indiscutibilmente ogni nuova uscita del combo tedesco mette in evidenza e sottolinea come il concetto di miglioramento ed evoluzione sia familiare si nostri, che riescono, pur restando fedeli a quello che ormai è un loro trademark stilistico riconoscibile, a sviluppare il tema death/metalcore in modi diversi ma sempre convincenti e credibili, compiendo sistematicamente un più che valido passo in avanti rispetto al passato.

Con “Veto”, settima prova in studio sulla lunga distanza del quintetto di base a Saalfeld, ci troviamo di fronte ad un album completo, intenso, ottimamente suonato, ricco e, pur restando ancorato ai dettami di genere, vario e diversificato, denso sì di carica primordiale e ferocia belluina, ma curato e rifinito alla grande, grazie ad una produzione cristallina e soprattutto ad un songwriting che ormai si è fatto più che competitivo e di altissima scuola. La padronanza del proprio stile e dei propri strumenti ha ormai consacrato i nostri come una delle realtà più serie e valide sia in campo strettamente deathcore, che trasversalmente in ambito estremo, visto che gli Heaven Shall Burn sono forse uno dei pochissimi nomi in grado di piacere a tutto il popolo metal estimatore delle soluzioni più dure. Ecco quindi dipanarsi lungo tutto il disco l'efficace miscela di death metal melodico, hardcore, riff al limite del thrash, strappi blast-beat, aperture epiche e breakdown a velocità rallentata, ormai riconoscibilmente ad appannaggio di questa ottima band.

Un dolce arpeggio elettrico apre “Godiva”, un episodio ricco di groove, feeling e potenza che mette subito in chiaro che i teutonici hanno affilato a dovere le loro armi ed una volta di più hanno saputo confezionare un lavoro intenso, duro, curato e pregno di quella melodia agrodolce che fa da degno contraltare alla voce di Marcus Bischoff, ormai un consumato veterano del growling animalesco coniugato allo screaming più isterico. Gli ingredienti ci sono tutti ed è una gioia per le orecchie godere di tanto gusto e perizia tecnica asserviti ad una proposta tanto estrema e intransigente. Un sottile tappeto di tastiere inspessisce il suono, grondante melodia passionale e rabbia cieca, in un mélange dai toni trascinanti ed epici. “Land Of The Upright Ones” è veloce e tesa, incalzante e durissima, impreziosita addirittura da un breve assolo di chitarra e poggiata su un drumming dinamico e bellicoso che non lascia scampo. La voce si mantiene efficacemente sul confine del growl e dello screaming, il ritornello è una goduria e gli stop and go indovinatissimi. “Die Sturme Rufen Dich” è sparata su ritmiche telluriche e strabordanti, cori dalle reminiscenze hardcore e poggia su una serie di riff taglienti come lame di rasoio, intrisi di thrash iper potenziato e di death melodico. “Fallen” si lancia velocissima sulle ali di un palm muting forsennato accompagnato da una doppia cassa “ad elicottero” che non concede tregua. Si erge un moro sonoro imponente che i breakdown rendono solo più spesso e invalicabile ad orecchie non allenate. Segue “Hunters Will Be Hunted”, introdotta da una ambientazione sonora dal gusto cyber, che poi si trasforma in un brano denso di tensione in cui le tastiere hanno un ruolo importante nel creare una certa atmosfera e che va poi a confluire in una sfuriata dal profilo quasi epico e power. La melodia chitarristica è magniloquente e il cantato tanto rabbioso quanto disperato. Dalla prova vocale quasi brutal “You Will Be Godless” si attesta su posizioni in linea con quanto avviene dietro al microfono, regalando tre minuti di pesantezza furibonda dai brekdown ferali e da letali accelerazioni blast-beat.

La cover di “Valhalla” dei Blind Guardian, con Hansi Kursh in veste di ospite, supera indenne il trattamento iper vitaminizzato riservatole dagli Heaven Shall Burn, capaci di renderla un anthem deathcore credibile e potentissimo, assolutamente irresistibile. Anche l'assolo fa bella mostra di sé in questo gioiellino così incalzante ed epico. “Antagonized” è un vortice death che non lascia via di scampo grazie a riff vincenti e dinamici che mettono in luce la grande capacità del gruppo di muoversi agilmente tra sonorità a volte molto distanti fra loro, inglobando in un unica massiccia macchina da guerra ogni influenza andata a comporre il ricco background dei teutonici. Una apertura epica solenne e rallentata introduce “Like Gods Among Mortals”, in cui il ruggito vocale contrasta piacevolmente con le derive melodiche delle chitarre che dipingono un quadro dalle tinte fosche e pesanti in un brano che non necessita della velocità per risultare un vero pugno in faccia, poderoso come un macigno. Un drumming tribale ci introduce “53 Nations” che approda poi ad un ritornello magniloquente ottimamente cucito ad una tortuosità ritmica mai contorta, ma sempre asservita all'impatto in your face. Dinamismo e tensione caratterizzano un pezzo in cui Bischoff riesce anche a recitare declamando quasi la parte finale della composizione. La lenta ed ispirata “Beyond Redemption” chiude il disco in modo inusuale per gli standard del quintetto, contando anche su assoli di chitarra e su una serie di begli arpeggi dalle vibrazioni drammatiche e dal credibile pathos grandioso. La parte cantata parte solo a metà pezzo, votata ad uno screaming quasi spinto fino al black metal, mentre la dolcezza iniziale si dinamicizza senza mai spingersi troppo in là e lasciando che tutto proceda su binari pacati e ricchi di trasognata melodia.

 Vincenzo Barone

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Godiva – 00:04:19
Land of the Upright Ones – 00:04:08
Die Stu00c3u00bcrme Rufen Dich – 00:04:00
Fallen – 00:04:28
Hunters Will Be Hunted – 00:05:59
You Will Be Godless – 00:03:09
Valhalla – 00:05:30
Antagonized – 00:03:34
Like Gods Among Mortals – 00:04:19
53 Nations – 00:04:05
Beyond Redemption – 00:05:46
European Super State – 00:04:30
Counterweight (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:04:28
Profane Believers (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:35
The Only Truth (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:04:23
The Omen (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:54
Voice of the Voiceless (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:04:14
Behind A Wall Of Silence (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:52
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Whatever It May Take (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:48
The Disease (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:02
Trespassing the Shores of Your World (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:05:30
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Black Tears (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:12
To Inherit the Guilt (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:03:28
The Weapon They Fear (live in Saalfeld, 21. December 2012) – 00:04:15