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ICED EARTH

 

ICED EARTH

 

Dopo una breve esperienza nei The Rose, il chitarrista ritmico Jon Shaffer, insieme al batterista Greg Seymour, fonda i Purgatory. Schaffer, dopo la tragica scomparsa del suo migliore amico in un incidente motociclistico, lascia il natio Indiana e si trasferisce a Tampa, in Florida, deciso a darsi completamente alla musica e quindi a formare una sua band: siamo nel 1984. Costretto spesso a dormire in macchina o in alloggi di fortuna, l'uomo non si da per vinto e crede nel successo fin dai primi vagiti di quella che, dal 1985, diviene la sua band a tutti gli effetti, gli Iced Earth. Inizia così, dopo aver stabilizzato il quintetto, una intensa e proficua attività live, che fa aumentare l'interesse intorno al progetto.

Viene realizzato un demo, “Enter The Realm” (1989), divenuto oggi oggetto per collezionisti, che fa notare la band alla Century Media, la quale si affretta a metterli sotto contratto. Il 1990 è l'anno dell'esordio omonimo, acerbo e fortemente influenzato da Iron Maiden e Judas Priest, ma nonostante la non superlativa prova del cantante, viene bene accolto da pubblico e critica. Nel 1992 arriva “Night Of The Stormrider” ad alzare il tiro, mettendo in luce non solo maggiore personalità ed un nuovo cantante, ma evidenziando un netto miglioramento a tutti i livelli. Inizia una intensa attività concertistica che porta la band anche in Europa, di spalla ai Blind Guardian, e le quotazioni di Schaffer e compagni cominciano a salire, sulla scorta di un power thrash metal epico e intenso. Matt Barlow entra nei ranghi, risultando un cantante ben sopra la media e regalando agli Iced Earth il meritato salto di qualità che si concretizza nel lp “Burnt Offerings” (1995), pubblicato finalmente dopo lunghe beghe contrattuali. L'amore di Shaffer per la forma concept album prende piede e nel '96 esce “The Dark Saga”, incentrato sulle avventure del personaggio dei fumetti Spawn e stilisticamente più lineare dei suoi predecessori. L'instabilità a livello di line up diviene una sorta di marchio di fabbrica per la band, che gravita comunque sempre attorno alle figure di Shaffer e Barlow. “Something Wicked This Way Come” del 1998 è il disco spartiacque nella carriera degli Iced Earth, in quanto riassume ed esalta tutti gli aspetti stilistici che hanno caratterizzato il passato del gruppo, e lancia un ponte ideale col futuro, fornendo un sound in grande spolvero, all'incrocio ideale tra power, thrash, heavy tradizionale e toni più oscuri. Dopo il live, a questo punto doveroso e richiesto a gran voce dai fan “Alive In Athens” (1999), è la volta di un concept sui personaggi horror di cinema e letteratura intitolato “Horror Show” (2001), il cui riscontro nelle vendite regala a Schaffer & Soci un tour mondiale di spalla ai Megadeth. I tragici fatti dell'11 settembre 2001 toccano a fondo l'animo di Barlow, che decide di lasciare il gruppo per arruolarsi in polizia. Contemporaneamente Rob Halford fa il suo ritorno in seno ai Judas Priest, rendendo libero Tim “Ripper” Owens, che entra in forza al fianco di Schaffer, prima solo per le registrazioni del nuovo “The Glorious Burden” (2004) e poi in pianta stabile negli Iced Earth. Nel 2007, dopo una serie di tour non proprio fortunati a causa di defezioni improvvise nelle line up e di problemi di salute occorsi a Schaffer, esce “Farming Armageddon (Something Wicked Part I)”, che riprende le tematiche liriche di “Something Wicked...”, ma la cui prolissità lascia un po' interdetto il pubblico. A fine 2007 Barlow rientra a sorpresa nella band, legato a Schaffer oltre che da stima e rispetto reciproci, anche da legami di parentela, visto che il cantante è sposato con la sorella del chitarrista. La separazione da Owens è del tutto amichevole, nonostante la stampa tenda a più riprese a gettare benzina sul fuoco paventando liti e dissapori poi fermamente negati da ogni parte in causa. “Crucible Of Man (Something Wicked Part II)” viene pubblicato a fine 2008, salutato da un tour trionfale insieme ai Saxon. Purtroppo il talentuoso Barlow abbandona di nuovo il gruppo nei primi mesi del 2011 per problemi familiari, degnamente sostituito dall'ex Into Eternity Stu Block. A fine anno vede la luce “Dystopia”, che mostra una band perfettamente in salute, sebbene qualche cedimento si intraveda, più che altro a livello di stretta innovazione, ma la prova del cantante non lascia dubbi sulla sua capacità di non far rimpiangere troppo chi lo ha preceduto. Nel 2014 è la volta di “Plagues Of Babylon”, un ottimo platter, in cui Schaffer si diletta nel cantarsi da solo un brano (la cover di “Highwayman) ed in cui non risulta esserci un batterista di ruolo, essendo il compito affidato a pur validissimi turnisti. Vincenzo Barone