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IN FLAMES

 

IN FLAMES

 

Capostipiti della saga di Goteborg insieme a Dark Tranquillity e At The Gates, gli In Flames furono formati dal chitarrista Jesper Stromblad, col preciso obiettivo di coniugare i dettami del death metal con la melodia di alcune soluzioni che in quel periodo si facevano sempre più presenti sul panorama heavy.

La loro carriera può essere idealmente divisa in tre parti; la prima delle quali coincide con i primi 10 anni di attività, durante i quali la band svedese ha realizzato 4 albums che hanno segnato una costante crescita artistica e compositiva. Quella della maturazione costante ed esponenziale è indubbiamente la caratteristica più importante di circa 26 anni di attività della band. A partire dall’esordio con “Lunair Strain” del 94, attraverso “The Jester Race” del 96,  “Whoracle “uscito un anno più tardi e dunque” Colony”, del 1999, che suggella un primo periodo storico per la formazione scandinava.

Da “Colony “ in poi la turbolenza a proposito di cambi continui di line up si acquieta, e gli In Flames, forti di una stabilità d’organico, si proiettano verso un relativo consolidamento del sound e del gusto musicale, attuato attraverso i due albums successivi,” Clayman “(2000) e “Reroute to Remain” 2002).

Ma è un punto di passaggio che indirizza la band verso nuove mete ed un sound più coraggioso ed ambizioso. “Soundtrack to your escape”, del 2004, definisce abbastanza lucidamente un sound più elaborato, meno ancorato ai dogmi del death , capace di elaborazioni ritmiche intricate e comunque melodiche. E’ l’album che fa vincere agli In Flames il primo dei due Grammy Awards che conquisteranno nella loro carriera su tre nominations (l’altro per Come Clarity nel 2006). Il cambio di direzione artistica sconcerta i loro fans che sembrano spaccarsi, ma le crescenti vendite del gruppo ed una popolarità ormai diffusa in tutto il mondo rafforza ulteriormente la loro convinzione di essere sulla strada giusta. Nel 2005 tornano in studio per realizzare “Come Clarity”,  che di fatto conferma il grande successo del disco precedente proiettando  gli In Flames nel gotha del metal più duro in tutto il mondo. “A Sense of Purpose” del 2008, con un tour mondiale lunghissimo al fianco di bands come Killswitch Engage, Mayhem e vari altri, sembra coronare un periodo veramente d’oro, ma sul più bello l’unico membro fondatore superstite, Jesper Stormblad lascia la band e gli In Flames si preparano all’ennesimo cambio di marcia. E’ un processo di ulteriore crescita, stavolta addirittura sorprendente, perchè il gruppo svedese approda alla Century Media e sembra rinvigorirsi, acquistando una spinta propulsiva devastante, che si concretizza in due straordinari albums, “Sounds of a playground Fading” del 2011 e” Siren Charms” del 2014. Il primo  segna un passo avanti,sia in termini compositivi che di compattezza sonora, impressionante rispetto al passato, il secondo  segna un nuovo capitolo, una vetta conquistata di consapevolezza dei propri mezzi. “Siren Charms” è un capolavoro di metal moderno, dove gli In Flames sintetizzano un metal che è la giusta combinazione di furia sonica, melodia, ritmi sincopati, venature alternative metal. Un disco completo per una band completa in grado di proporsi ai livelli più alti di quello che il metal sta esprimendo negli ultimi anni.