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LACUNA COIL

 

LACUNA COIL

 

Nemo propheta in patria. Una locuzione latina che ben si adatta al percorso che i milanesi Lacuna Coil hanno intrapreso fin dagli albori della loro brillante carriera. Un esempio di quanto sia difficile in terra italica superare pregiudizi, invidie e provincialismo e far valere solo e semplicemente talento ed attitudine altamente professionali. I Lacuna Coil ci sono riusciti facendosi apprezzare e valere prima e principalmente fuori dai confini nazionali – dove imperano beghe un po' misere e continue guerre fra poveri – e poi tornando sistematicamente come vincitori, nell'arco di una carriera che a questo punto sarebbe ottuso non apprezzare e lodare.

Nati nel 1994 come Sleep Of Right, iniziano la loro attività con una discreta attività live e guadagnando col brano "Bleeding Souls" il gettone di partecipazione alla compilation indipendente "Noise Of Bolgia" (1995).

I consueti assestamenti a livello di line up portano Claudio Leo (chitarra), Leonardo Forti (batteria) e Cristina Scabbia (voce) ad unirsi ai fondatori Andrea Ferro (voce), Marco Coti Zelati (basso) e Raffaele Zagaria (chitarra), a cambiare denominazione in Ethereal (1996) ed a registrare il demo "Promo Tape '96", ottimamente accolto dalla critica e che fa loro guadagnare, primi in Italia, un contratto con la tedesca Centuty Media, che coglie da subito il grande potenziale del gruppo, che propone una sua personale visione del cosiddetto gothic metal, dipanato su cardini dinamici e ricchi di pathos. Il definitivo cambio di nome in Lacuna Coil, per l'esistenza degli Ethereal greci, porta con se anche un maggiore inspessimento del suono, che miscela con gusto le atmosfere sospese di un certo gothic di respiro con la oscura pesantezza e l'energia del metal. Nel 1997 esce l'omonimo ep di debutto, prodotto da Waldemar Sorychta – la cui collaborazione con i milanesi continuerà fino al 2002  - che mette subito in luce una competitività difficile da ignorare e per la cui promozione i milanesi si imbarcano in tour di spalla ai potoghesi Moonspell prima ed ai The Gathering poi (durante il quale venne momentaneamente coinvolta nel progetto la tastierista Alice Elizabeth Chiarelli). I chitarristi Leo e Zagaria ed il batterista Forti lasciano la band, sostituiti da Cristiano Migliore alla chitarra e Cristiano Mozzati alla batteria, prima della pubblicazione (1999) del debutto sulla lunga distanza "In A Reverie", che mette in luce una maturazione notevole, guadagnando in immediatezza e dinamica. Il pubblico prende coscienza della nuova realtà proveniente dal Bel Paese, grazie anche alla partecipazione ai grandi festival Wacken Open Air, Dynamo e Gods Of Metal, oltre che ai tuor con Skyclad, Lacrimosa, Samael e Grip Inc. Il secondo chitarrista Marco Biazzi si unisce alla band, che registra prima l'ep "Halflife" (2000) e poi l'album "Unleashed Memories" (2001), che consente ai Lacuna Coil di fare il cosiddetto salto di qualità, arrivando ad esibirsi anche in Messico, Canada e Stati Uniti, oltre che girare in tutta Europa. La progressiva maturazione del gruppo è bene evidenziata soprattutto dalla sempre maggiore coesione, sia in studio che dal vivo, delle due voci, capaci di "inseguirsi" dipingendo virtuali affreschi di rara intensità e dal grande potenziale evocativo. Se il terzo album è da molti considerato la prova chiave nella carriera di un progetto musicale, con "Comalies" (2002) i meneghini fanno centro al 100%. Trascinato anche dal singolo "Heaven's A Lie", il platter brilla per equilibrio e gusto, miscelando sapientemente le influenze della band e convogliandole in un unicum in bilico tra gothic, metal, alternative e melodia davvero avvincente. Piovono le attestazioni di stima, sia a livello di vendite che di richiesta di brani dei Lacuna per videogiochi e colonne sonore, che di opportunità live, guadagnando il palco del prestigioso Ozzfest. "Karmacode" (2006) proietta il sestetto verso gli Stati Uniti grazie ad una iniezione dal gusto nu metal che non snatura però la personalità del gruppo, che prosegue la sua marcia costante verso il successo. I riconoscimenti internazionali e le ben più che occasionali incursioni nelle charts più prestigiose del mondo, fanno dei Lacuna Coil una realtà innegabile ed un orgoglio italiano da non poter più sottovalutare. "Shallow Life" (2009), "Dark Adrenaline" (2012) – prodotti da Don Gilmore - e "Broken Crown Halo" (2014) delineano una carriera luminosa ed internazionalmente riconosciuta, confermando un gusto ed un talento troppo grandi per essere confinati in Italia, evidentemente. Dopo molti anni di stabilità, la line up nel 2014 conosce un radicale stravolgimento che vede superstiti solo i due cantanti ed il bassista e principale compositore  Marco Coti Zelati che si uniscono al batterista statunitense Ryan Folden e ad una serie di chitarristi turnisti per registrare "Delirium" (2016), un raffinato compendio di quanto realizzato nell'arco di una carriera ormai ventennale e credibile testimonianza di uno stato di salute ottimale da parte della band.   Vincenzo Barone