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karmacode

La realtà italiana più affermata e credibile all'estero in campo rock/metal si è trovata con questo album a dover dare un seguito al "botto" interanzionale del precedente "Comalies", pubblicato ben quattro anni prima (nel 2002), dal quale erano stati estrapolati due ottimi singoli e che aveva fatto meritare alla band l'ingresso nella Top 200 di Billboard, al 178° posto, oltre che la partecipazione ad importanti festival di settore come l'Ozzfest americano. La progressiva costante maturazione dei nostri dal gothic metal degli esordi verso lidi meno sclerotizzati e più aperti ad un mercato più ampio come quello del cosiddetto nu metal, assume con "Karmacode" un profilo non soltanto più evidente, ma serio e compiuto, pur restando ancorati ad uno stile ed un approccio che le regole del gioco, visto che si parla di una realtà in attività dal 1994, più che seguirle pedissequamente, in parte le ha dettate. I Lacuna Coil 2.0 sono entrati nel "giro grosso" e, sebbene siano spesso vittime dell'intramontabile adagio evangelico "nemo propheta in patria", riscuotendo più attenzione e riconoscimento da parte di critica e pubblico all'estero che entro i confini nazionali, hanno proseguito il loro cammino incuranti di severità da cortile, insistendo nel giocare le proprie carte ad un livello competitivamente globale, guardando costruttivamente a mercati come quello tedesco, o britannico, o americano. Sulla scorta di una carriera ormai degna di tale nome, il quarto album dei milanesi si è posto un po' come un ideale compendio di quanto realizzato fino a quel momento, lasciando che in "Karmacode" si incarnassero guardando al futuro tutte le anime del loro sound, ormai più che maturo e credibile. Il sestetto – composto all'epoca dalla coppia di cantanti Cristina Scabbia e Andrea Ferro, dal bassista/tastierista e principale compositore Marco Coti Zelati, dai chitarristi Marco Biazzi e Cristiano Migliore e dal batterista Cristiano Mozzati – con dietro alla consolle nientemeno che Waldemar Sorychta (Asphyx, Grip Inc., Moonspell, Sentenced, Samael, The Gathering, Sodom, Tank, Tiamat, Unleashed fra le sue collaborazioni), tira fuori dal cilindro un disco moderno, curato e competitivo, che rinuncia a qualche bizantinismo rispetto al passato e va dritto per la sua strada, alla ricerca del giusto puntellamento del successo del suo predecessore. L'intelligenza ed il senso della misura derivato dalla sincera dedizione ed alla professionalità dei Lacuna Coil prende così forma partendo da una convincente "Fragile", che mette subito in mostra talune ombreggiature orientaleggianti, specie nelle parti vocali della Scabbia, che faranno capolino a più riprese lungo l'album, cullate da un sound in una certa misura debitore verso i Korn (le linee di basso), ma carico di energia sensuale e di una dinamica ritmica efficace ed intensa. "To The Edge" accentua ancora di più lo slancio ritmico e danzereccio proprio dello stile del gruppo, che plasma il gothic delle origini, tirandolo a lucido ed immergendolo in dense sonorità nu metal raffinate e dal grande appeal a stelle e strisce. Il singolo "Our Truth" riprende il profilo arabeggiante dell'opener, permeandolo della carica insita nell'uso della doppia voce e di una base strumentale mobile e comunque dotata di una durezza trascinante ed efficace. La ballad elettrica "Within Me" regala una ottima prova vocale dei due singer, in un brano agrodolce spesso e ricco di intensità, semplice e lineare come struttura ma non per questo meno evocativo e vibrante, arrangiato con cura certosina. "Devoted" riprende le fila dell'equilibrata alternanza fra durezza e melodia tipica del gothic più moderno, giostrandosi fra riff pesanti e vocalità ricche di pathos. Torna il respiro dal sapore d'oriente in "You Create", un bellissimo bridge che sfocia nella riuscita e ben più dura e pesante "What I See", molto metallica e ficcante, che dal vivo assumerà un carattere ancora più trascinante e deciso. L'urgenza ritmica di "Fragments Of Faith" si staglia imperiosa e solenne, sorretta da un giro tastieristico efficace e da un mordente ricco di carattere ed incisività, mentre la successiva "Closer" si lancia in un goth-rock leggero ma potenzialmente molto contagioso. "In Visible Light" si muove sinuosa fra durezza e melodia, a tratti suadente e subito dopo carnale e possente, dalle aperture strumentali di grande effetto. Irruenta e dinamica, "The Game" si rivolge marcatamente oltreoceano, fra basso arpeggiato ed una alternanza vocale sempre centrata e nitida, dallo spessore da classifica per nulla trascurabile. "Without Fear", dal cantato in italiano, ad eccezione del ritornello, avvolge ed intriga con la sua calma solo apparente, mentre la cover del classico dei Depeche Mode "Enjoy The Silence" chiude in bellezza un lp più che riuscito. Missione compiuta per i Lacuna Coil.

Vincenzo Barone

 
 

Fragile – 00:04:26
To the Edge – 00:03:21
Our Truth – 00:04:04
Within Me – 00:03:38
Devoted – 00:03:52
You Create – 00:01:32
What I See – 00:03:41
Fragments of Faith – 00:04:10
Closer – 00:03:01
In Visible Light – 00:03:59
The Game – 00:03:32
Without Fear – 00:03:59
Enjoy The Silence – 00:04:00