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MALEVOLENT CREATION

 

MALEVOLENT CREATION

 

Formatisi a Buffalo, New York, nel 1987 sotto la denominazione di Resthaven, si trasferiscono poi in Florida, più ricettiva verso le sonorità death metal, l'anno seguente, modificando la denominazione in quella attuale.

Da sempre gravitanti attorno alla figura del chitarrista Phil Fasciana, membro fondatore e leader indiscusso e, a quanto pare, indiscutibile del progetto, i Malevolent Creation si sono imposti praticamente fin dai primissimi album fra i nomi di punta del neonato fermento brutal death metal, divenendone tra gli alfieri più credibili e coerenti.

Notati dalla Roadrunner fin dalla registrazione del loro secondo demo, nel 1990, che fu un piccolo successo underground, vengono messi immediatamente sotto contratto per i primi tre album, ma sarà solo il primo passo di un pellegrinaggio da casa discografica a casa discografica che si protrae fino ai giorni nostri, tra polemiche, incomprensioni, critiche ed intemperanze caratteriali, professionali e umane. La forte personalità di Fasciana ha d'altro canto da sempre caratterizzato e segnato profondamente l'attività e la carriera della band, il cui andirivieni di componenti, negli anni, ha assunto proporzioni davvero massicce. Defezioni poi seguite da rientri, seguiti poi da licenziamenti definitivi, nuove assunzioni entusiastiche divenute alla fine di breve durata, line up in studio differenti da quelle usate dal vivo e praticamente nessun album suonato dalle stesse persone di quello che l'ha preceduto. E' possibile paventare che, mettendo insieme tutto il personale transitato nei ranghi dei Malevolent Creation, si possa facilmente riempire la sala di un cinema di medie dimensioni! Dichiarazioni forti, a volte volutamente esagerate o travisate, del leader, hanno poi contribuito a incrementare la fama di difficile gestione da parte di management, stampa, promoter, produttori e etichette discografiche della band, che ha visto così concretizzarsi solo in parte quello che sarebbe indiscutibilmente stato un meritato riscontro artistico e di vendite, pur trattandosi musicalmente di una realtà sempre di ottimo livello. “Se sei troppo lento, te ne devi andare” è il motto, o la scusa, più frequente addotta dal chitarrista leader per giustificare i frequenti cambi nelle line up - con licenziamenti ed assunzioni avvenuti praticamente costantemente lungo la carriera del combo statunitense - e comunque la dice lunga sull'attitudine sonora del progetto, votato a tempi forsennati, ritmiche stoppatissime, growl incazzato e feroce, cambi di tempo mozzafiato ed assoli dissonanti ma mai lasciati al caso. Esternazioni ben più pesanti e polemiche hanno poi trapuntato l'attività ed i rapporti esterni della band, sempre in bilico tra l'essere presa troppo sul serio o, per contro, troppo facilmente assolta minimizzandone le uscite poco felici. Dalle radici più thrash oriented dell'esordio “The Ten Commandments” (1991), comunque inesorabilmente feroce e aggressivo, l'ago della bilancia si è via via spostato verso un death veloce e corrosivo, fino a spingersi in territori decisamente brutal, pigiando sull'acceleratore ed accentuando temi ed atmosfere tipici del genere, eseguito sempre con gusto e perizia, sebbene con un profilo sempre più intransigente. L'implacabile e brutale death metal propugnato dal gruppo, si snoda lungo una discografia ricca, nonostante tutto, di ottima qualità e, viste le caratteristiche di instabilità proprie del progetto, incredibilmente costante nel tempo. “Retribution” (1992), “Stillborn” (1993), “Eternal” (1995), “In Cold Blood” (1997), “The Fine Art Of Murder” (1998), “Envenomed” (2000), “The Will To Kill” (2002), “Warkult” (2004), “Doomsday X” (2007), “Invidious Dominion” (2010) fino all'ultimo micidiale “Dead Man's Path” (2015), sono i capitoli di un percorso discografico che conta anche ben tre live album e la partecipazione a numerose compilation, nella definizione di uno stile e di una qualità che raramente hanno perso colpi, fornendo sempre credibili saggi di musica aggressiva e senza compromessi. Forse se polemiche e controversie verranno messe da parte una volta per tutte, per i Malevolent Creation potrebbe prospettarsi quel salto di qualità definitivo che potrebbe farli assurgere alla posizione di band leader di un intero movimento, alla stregua di quanto ottenuto a suo tempo dai Morbid Angel, dai Deicide, dagli Obituary o dai Cannibal Corpse. Vincenzo Barone