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LA RECENSIONE DI DEAD MAN'S PATH

l quintetto statunitense, fondato a Buffalo, New York, nel 1987 e l'anno dopo spostatosi nella più ricettiva Florida, è uno dei nomi di punta del death metal a stelle e strisce, ed è stato capace, attraverso 11 album in studio ed una intensa attività concertistica, immortalata in ben tre live, di crearsi una credibilità ed un prestigio davvero degni di nota. “Dead Man's Path” è il dodicesimo capitolo della storia della band, il primo curato dalla Century Media, e non fa che ribadire la posizione preminente di questa band nel panorama estremo di genere e made in U.S.A.. Sebbene l'eterna instabilità nell'ambito della line-up abbia a più riprese minato l'evolversi della carriera dei Malevolent Creation - che tra ex-membri più volte andati e poi rientrati, session men dal vivo e in studio riempirebbe tranquillamente la sala di un cinema! - il brutal death venato di thrash propugnato dalla band ha nel tempo mantenuto una sua coerente credibilità, smussando magari qualche spigolo, ma conservando la carica primordiale e la forza dell'impatto. Questo atteso come back, dopo quasi cinque anni di silenzio discografico, ci regala una band in grande forma, tornata su livelli rimarchevoli dopo qualche realizzazione in vero un po' opaca, dovuta più che altro a scelte stilistiche troppo monocordi e votate al solo estremismo sonoro. Ecco quindi che “Dead Man's Path” si dipana su coordinate maggiormente diversificate e curate rispetto al recente passato, grazie anche ad una produzione pulita ma certamente non fredda e incolore, in grado di mantenere il sound dei Malevolent su binari sì estremi, ma intelligenti e ricchi d'atmosfera. Il cambio di etichetta ed il ritorno in formazione del batterista Justin DiPinto hanno evidentemente giovato all'ispirazione, tornata con questo platter a livelli più che competitivi, fornendo una prova a più riprese davvero buona e convincente. Una caratteristica dei Malevolen Creation a suo modo anomala rispetto alla stragrande maggioranza del gruppi estremi in circolazione, risiede nella scelta di porre il brano più lento, o sarebbe il caso di dire il meno veloce, in apertura di disco, così da porre l'ascoltatore in una sorta di tensione, di attesa del botto che certamente seguirà. Questo platter non fa eccezione e la title-track apre le danze (macabre) con un ritmo rallentato ed un cantato praticamente narrato, scegliendo la strada della pesantezza quasi doom più che giocarsi da subito la carta del massacro ad alta velocità. Con “Soul Razer”, uno dei brani più riusciti dell'intero album, tutto torna alla consuetudine, grazie ad un brutal death tipicamente americano che non lascia respiro, ottimamente eseguito e ricco di diversificazioni e cambi di tempo. Innervato di soluzioni dal sapore thrash, il muro sonoro innalzato dal quintetto si mostra possente e durissimo, impreziosito da un drumming dinamico e da un cantato magari non all'apice della duttilità, ma decisamente credibile e cattivo. “Imperium (Kill Force Rising)” si attesta su coordinate che definire estreme è puro eufemismo, ribadendo che il gruppo è più in forma che mai e che qui non si scherza. Death/thrash brutale e d'alta scuola, suonato alla grande e mai votato al caos fine a se stesso, dotato di una carica famelica e assatanata, che sa tenere viva la tensione nonostante la durata non proprio minimale. Ottimo l'assolo e la base ritmica, accompagnati da una serie di riff a mitraglia stoppatissimi e trascinanti. Segue “Corporate Weaporny”, dal piglio thrashy e ricca di accelerazioni davvero interessanti, in un alternarsi di tempi medi e velocissimi cuciti insieme con mestiere e perizia tecnica innegabile. I riff si rincorrono e accavallano, dipanando un quadro generale diversificato ma sempre volutamente schiavo dell'impatto. “Blood Of The Fallen” si fa valere grazie a reminiscenze Dark Angel nel riffing e ad una parte cantata ben legata al tappeto sonoro dalle molte sfaccettature, fortemente tortuoso ma ben lontano dal risultare contorto. Uno degli episodi più convincenti dell'intero lavoro a giudizio di chi scrive, nel suo riuscire ad essere diversificato, ficcante e senza pietà. “Resistance Is Victory” si staglia furiosa in piena scuola american brutal, affastellando riff assassini e velocità proibitive senza dare respiro, contando su un refrain vocale davvero epico e avvincete ed uno stop centrale che lascia senza fiato. Tempi parossistici e nessuna tregua neppure in “12th Prophecy” che mena botte da orbi in ogni direzione grazie a riff grattugiati, ad una ritmica che non fa prigionieri ed a cambi di tempo forse un po' scolastici, ma ricchi della forza d'urto obbligatoria per il genere proposto. Il mid tempo di “Extinction Personified” forse non convince appieno, girando su se stesso in maniera apparentemente priva dei necessari sbocchi e risultando ossessivo a lungo andare, sebbene l'accelerazione centrale dinamizzi il tutto con rinnovato vigore. “Fragmental Sanity” si erge maestosa su un riff di slayeriana memoria, sparato senza remore in un turbine fonico davvero letale. Il rallentamento centrale non brilla per gusto innovativo, ma allenta la tensione cattivissima del pezzo prima dello stop-n-go che lancia di nuovo il brano su coordinate tanto care a Kerry King & Soci (sentite l'assolo!). “Face You Fear” è l'ultimo episodio del disco, giostrato su un mid tempo che poi accelera per divenire una classica Malevolent Creation track, probabilmente non memorabile, ma pregna della rabbia tipica del genere e credibile nella sua furiosa cattiveria. Magari operando la scelta di una durata meno estesa, questo disco avrebbe potuto risultare ancora migliore, più snello e dinamico, ma il ritorno di questi americani merita di essere considerato nell'ambito di una discografia sempre di alto livello, ed essendo indubbiamente la migliore delle pubblicazioni recenti targate Malevolent Creation.

Vincenzo Barone

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Dead Man's Path – 00:04:46
Soul Razer – 00:04:08
Imperium (Kill Force Rising) – 00:06:09
Corporate Weaponry – 00:03:55
Blood of the Fallen – 00:04:52
Dead Man's Path – 00:04:46
Soul Razer – 00:04:08
Imperium (Kill Force Rising) – 00:06:09
Corporate Weaponry – 00:03:55
Blood of the Fallen – 00:04:52
Resistance Is Victory – 00:03:47
12th Prophecy – 00:04:14
Extinction Personified – 00:04:10
Fragmental Sanity – 00:04:08
Face Your Fear – 00:04:24
Carnivorous Misgivings – 00:03:18
Dominated Resurgency – 00:03:36