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MASSACRA

 

MASSACRA

 

Fondati a Franconville, Ile-de-France, nel 1986, i Massacra accesero la scena transalpina con il loro feroce death/thrash con convinzione e grinta, guadagnandosi una credibilità ed un seguito davvero invidiabili, risultando competitivi con molte più celebrate realtà del genere sia europee che americane. Sebbene con una parabola artistica che potremmo tranquillamente dividere in due parti ben riconoscibili e distinte, il quartetto francese disse la sua senza timori reverenziali, dando felice prova che il movimento death stava attecchendo davvero in ogni dove. Caustici e aggressivi, i Massacra godevano di un approccio al tema sonoro proposto a metà strada fra gli Slayer del primo album ed il plotone germanico facente capo a Kreator, Destruction e compagnia distruttiva, che si traduceva in un deragliante assalto death venato di sfumature thrash che non cavalcava necessariamente solo velocità folli per profilare la sua visione estrema. Dopo la consueta trafila di date live un po' ovunque e demo per far girare il nome e magari trovare un contratto discografico (furono ben tre: "Legion Of Torture" del 1987, "Final Holocaust" del 1988 e "Never From Death" del 1989), ecco che nel 1990 esce l'album d'esordio, "Final Holocaust" (sì, lo stesso titolo del secondo demo: evidentemente i Massacra c'erano particolarmente affezionati, anche se diede loro qualche grattacapo, soprattutto in patria, dove fu a più riprese erroneamente additato come simpatizzante con certe derive storiche), che corona un sogno, ma mette in bella mostra una band che sarebbe un errore sottovalutare. Grandi riconoscimenti a livello underground e da parte della stampa specializzata, in anni in cui il death lo si respirava praticamente di continuo, regalano alla band uno status quasi di culto. "Enjoy The Violence" (1991) ripropone lo scellerato tema dell'esordio, se possibile in maniera ancora più cattiva e ferale, dando un tono più gutturale alle linee vocali e scegliendo tonalità più cupe e magari in linea anche con i dettami death del versante americano, non prendendo però mai le distanze dalle sue radici estreme saldamente radicate in Europa. L'anno seguente è la volta di "Signs Of The Decline" di porre i francesi all'attenzione generale, consegnando ai posteri un lavoro ancora più estremo ed articolato che in passato, con velocità ancora più accelerate ed un incattivimento generale che cresce di pari passo con la padronanza tecnica dei membri della band, che consente loro di avventurarsi anche in torritori molto intricati compositivamente. Si scioglie il contratto che da sempre aveva legato i Massacre alla Shark Records (fra l'altro generalmente dedita a pubblicare ben altro tipo di metal, mantenendosi in generale su coordinaate power/speed) e che ha generato dei piccoli gioielli di death selvaggio e brutale, e la band, che deve comunque ancora un album alla vecchia etichetta, compie una decisa sterzata stilistica, che coglie impreparato soprattutto il pubblico, abituato ad aspettarsi dai Massacra un furioso death dl grande tasso tecnico, ed invece si imbatte in "Sick" (1994), fatto di un thrash evoluto e serio, molto contenuto e formale, diciamo pure colto e ricercato, come a cercare concentrazione e meditazione dopo le sfuriate belluine dei primi passi discografici. Tenendo in considerazione che nell'arco della loro attività i 3/4 della formazione d'oltralpe è rimasta invariata, c'è davvero da chiedersi cosa abbia provocato un cambiamento così radicale in tutti contemporaneamente. Il chitarrista/cantante Fred Duval, il chitarrista Jean-Marc Tristani e il bassista Pascal Jorgensen – che hanno visto susseguirsi alla batteria Chris Palengat, Matthias Limmer ed infine Bjorn Krugger – hanno portato avanti il discorso "evoluto" anche nel successivo "Humanize Human" (1995), nuovamente lontano da coordinate sonore avvelenate ed estreme ed, anzi, ancora più distante, visto che stavolta si sconfina proprio nel cosiddetto modern metal, scavalcando anche il neo thrash di "Sick". Nulla a che vedere con i fasti death metal in continua evoluzione di inizio carriera, che hanno anzi subito una radicale e profonda rivalutazione in chiave storica, grazie a preziose ristampe che, come "Day Of The Massacra" (2013), recuperano persino i demo degli esordi, richiesti a gran voce dagli estimatori dei francesi del periodo death. L'attività del quartetto si è purtroppo interrotta definitivamente nel 1997 con la prematura scomparsa del cantante/chitarrista Fred Duval a causa di un cancro alla pelle.

 

Vincenzo Barone