Sonymusic-Centurymedia

MEGADETH

 

MEGADETH

 

Quando Dave Mustaine fu letteralmente cacciato dai Metallica nel 1983, accadde come inevitabile epilogo di una sofferta convivenza . In particolare  ci furono problemi con James Hetfield. La situazione   era arrivata a livelli di guardia, complice un abuso spaventoso di alcool e droga. Uno dei due doveva fare le valigie, e fu proprio il biondissimo chitarrista, che oltre tutto aveva sviluppato una litigiosità spettacolare, che lo aveva messo in contrapposizione con chiunque, sia all’interno della band che fuori.

Mustaine formò immediatamente i Megadeth e cominciò una guerra a distanza con i Metallica, che lo rimpiazzarono con Kirk Hammett degli Exodus. Fu, come per tutte le bands metal di quegli anni, un’ascesa piuttosto rapida e fulminea.

Ma tra gli inizi e la registrazione del primo album, intitolato” Killing Is My Business”  la line up cambiò quasi totalmente, a conferma delle bizze del vulcanico Mustaine. Con Dave Ellefson al basso, amico fraterno di Dave, la formazione si completò con Gary Samuelson alla batteria e Chris Poland alla chitarra. Killing è un album ancora molto crudo dove la furia sonica di Mustaine fatica a trovare una dimensone compositiva accettabile. E’ sicuramente uno dei suoi albums più importanti e significativi, che non vede molti filtri e vive di continue fiammate ed un suono ruvido e tagliente. “Mechanix” , composta da Mustaine ai tempi dei Metallica, rappresenta insieme a “These Boots” e la stessa title track uno degli episodi migliori di un debutto comunque importante. Il disco successivo, “Peace Sells But Who’s Buying” fu un parto lungo e complicato. Chris Poland lasciò  la band , poi cambiò, idea tornando dopo qualche mese. I Megadeth lasciarono la Combat per una major, la Capitol e dal punto di vista sonoro si presero tutto il tempo per migliorare il suono ed uscire sul mercato con un album che suonasse molto più al passo con i tempi, soprattutto in considerazione del fatto che nel 1986 i Metallica avevano appena pubblicato il capolavoro Master of Puppets. “Peace Sells” è un album  anni luce avanti rispetto al disco precedente. Ed è il risultato di una crescita artistica importante per Mustaine, che finalmente trova il coraggio per fare il salto di qualità, anche a livello di testi e tematiche affrontate. Il grafico e disegnatore Ed Repka propose per la prima volta il personaggio di Vic Rattlehead, che divenne istantaneamente la mascotte della band, un po’ come Eddie per i Maiden. Ancora problemi di line up con Poland definitivamente allontanato dalla band e Chuck Behler, il batterista ,che subì la stessa sorte per poi essere reintegrato. Nel 1988, a due anni di distanza da Peace Sells, i Megadeth tornarono con un ennesimo capitolo della loro saga,” So Far So Good….So What!”  L’album della maturità compositiva e sonora. Alla chitarra ritmica troviamo Jeff Young ed il redento Behler, ma è sempre più lui il vero fulcro dei Megadeth. “In my darkest hour” riconosce un tributo alla memoria dello scomparso Cliff Burton, con “Anarchy in the Uk” cambiata in USA i Megadeth pagano il loro dazio al punk ed alla tradizione britannica e nell’assolo di chitarra troviamo Steve Jones in persona. Dave sembra essersi staccato di dosso il peso del suo ingombrante passato e questo terzo album dimostra una potenzialità che solo a tratti era capitato di intuire in precedenza. “Mary Jane”, “Hook in Mouth” e la stessa “In my darkest hour” le tracce più significative.  I Megadeth si affacciano sempre più frequentemente anche oltreoceano , creando i presupposti per una affermazione mondiale. So Far supera il milione di copie nei soli Stati Uniti e si affaccia in classifica. “Rust In Peace”, pubblicato  nel 1990, sale al 23° posto della classifica americana di Billboard e complice MTV proietta i Megadeth nell’olimpo del metal globale insieme agli amici/nemici Metallica, agli Anthrax ed agli Slayer. E’ un disco socialmente e politicamente sempre più impegnato, con testi che non temono argomenti scottanti e delicati come la corsa agli armamenti. Sono pericolosamente e straordinariamente premonitori di ciò che la società sta vivendo in questi ultimi tempi. E’ anche l’album in cui debuttano Marty Friedman alla chitarra e Nick Menza alla batteria. “Hangar 18” e “Holy Wars” i brani più significativi. I soliti due anni e poi ancora un nuovo album, “Countdown to extinction “, che addirittura debutta nella Top Ten americana, a dimostrazione che ormai i Megadeth sono una splendida realtà. E’ l’album di “Symphony of Destruction” destinata a diventare una anthem song della band californiana. Ed è anche l’album di una raggiunta maturità, grazie anche al fatto che Mustaine sembra aver finalmente trovato la quadra e non avverte la necessità di cambiare la formazione, che rimane dunque con Ellefson, Menza e Marty Friedman. Nel 1994 “Youthanasia “ è il sesto album dei Megadeth e trova conferme con un nuovo debutto nella Top Ten di Billboard. Ancora stessa line up ed un sound sempre più maturo e consapevole. “Elysian Fields” e “Train of consequence” su tutto.

La carriera dei Megadeth proseguirà con regolarità, “Cryptic Writings “del 97, “Risk” nel 99 e via dicendo. Fino a “Dystopia” del 2016 con una sola costante, la coppia inossidabile composta da Dave Mustaine e Dave Ellefson, insieme dal 1983 ad oggi.