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NUCLEAR ASSAULT

 

NUCLEAR ASSAULT

 

Il gruppo Nuclear Assault è stato fondato a New York nel 1984 dal bassista Dan Lilker, dopo che quest'ultimo ha lasciato gli Anthrax a seguito della pubblicazione del loro primo lp “Fistful Of Metal”.

In cerca di sonorità più dure e dirette, il riccioluto bassista crea così i Nuclear Assault, da incasellare nella seconda ondata di thrash metal band americane degli anni '80, quella che seguì a ruota i cosiddetti Big Four del genere (Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax), ma che non sono mai riuscite ad imporsi allo stesso livello, pur proponendo temi e sonorità indiscutibilmente validi.

Stabilizzata la formazione col reclutamento del cantante/chitarrista John Connelly, del chitarrista Anthony Bramante e del batterista Glenn Evans, Lilker è finalmente libero di inscenare la sua sarabanda thrash/hardcore, veloce, furiosa e diretta, ma ricca di un sense of humour sagace e cinico che ne ha da sempre caratterizzato le liriche e gli atteggiamenti. Brani brevi e spesso sparati a velocità proibitive, votati all'impatto sebbene sempre ben confezionati e suonati con perizia, vengono sciorinati senza soluzione di continuità fin dall'esordio del 1986 intitolato “Game Over”, che mette subito in evidenza la particolare voce di Connelly, alta e stridula, ma non per questo incapace di efficaci melodie e dalla espressività tutta da scoprire. L'album viene accolto con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica, anche sulla scorta della gran sensazione che fece l'anno prima la pubblicazione di “Speak English Or Die” dei S.O.D. - che vedevano Lilker di nuovo a fianco di due membri degli Anthrax (Scott Ian e Charlie Benante) e del corpulento cantante Billy Milano – sulle cui tracce, in parte, si snoda il sentiero targato Nuclear Assault. Thrash dalle forti tinte hardcore venate da sprazzi di proto-grindcore, ad accompagnare testi pieni di impegno sociale, protesta, polemica contro il consumismo sfrenato, ambientalismo ed, ovviamente, sui pericoli del nucleare, il tutto con toni dissacranti, ironici e provocatori. La parabola creativa de quartetto non ha mai conosciuto picchi epocali, ma nemmeno si è mai rivelata deludente, attraverso una discografia che ha visto fin dal successivo ep del 1987 “The Plague”, una evoluzione che ha magari limato qualche spigolo, ma mai ha tolto furore ed energia allo stile dei nostri. Una sezione ritmica compatta e potente, un riffing stoppato ma mai confuso o impreciso e slogan cantati a squarciagola hanno reso “Survive” (1988) un album forse meno sorprendente, ma più vario e dinamico del predecessore, impreziosito da suoni sempre distinguibili ed all'altezza della situazione. Probabilmente proprio l'attenzione per la produzione ha fatto in modo che a seguire i Nuclear Assault fossero per lo più gli estimatori del metal piuttosto che quelli dell'hardcore puro. L'anno seguente “Handle With Care” conferma e sottolinea l'impianto thrash della proposta della band, che non rinuncia comunque al suo attacco all'arma bianca contaminato dall'hardcore tipicamente newyorkese ed i temi anarcoidi forse un po' naïf dei testi. Più vario e diversificato dei precedenti, è forse l'album della maturità, quello considerabile l'apice della carriera, sebbene, come accennato, la qualità media del materiale targato NA non sia mai trascurabile. Il successivo “Out Of Order” (1991) viene supportato da una importante attività concertistica, poi ben descritta l'anno dopo nel live “At Hammersmith Odeon”, ultima testimonianza della prima fase della carriera della band, che nel 1993 subirà uno scossone con l'abbandono (il primo dei tre avanti e indietro del bassista) da parte appunto di Lilker (che nel frattempo suona nei suoi Brutal Truth, negli Hemlock e nei The Ravenous!) ed anche del chitarrista Bramante per la pubblicazione di “Something Wicked”. La band si scioglie per poi ricostituirsi nella line up originale nel '97, con la pubblicazione di “Alive Again” (ovviamente dal vivo). Il gruppo, stanco e con alcuni dei suoi membri sempre più assorbiti da progetti paralleli o attività personali, si scioglie nel 1998 e si riforma nel 2001. Bramante abbandona di nuovo, sostituito dal polistrumentista Erik Burke (che fino ad allora era stato un batterista!) ed esce “Third World Genocide” (2005). Nel 2008 un nuovo split up che si protrae fino al 2011, quando la band si ricostituisce intenzionata ad affrontare un ultimo tour in giro per il mondo, il Final Assault Tour che però, tra una data aggiunta ed una richiesta di esibirsi da parte di fan ed organizzatori, si sta protraendo ancora fino ad oggi! Vincenzo Barone