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LA RECENSIONE DI REFUGE DENIED

Verso la metà degli anni 80, mentre i Megadeth si stavano consolidando e scrollando finalmente un po’ di dosso il peso della parentela con gli ingombranti Metallica, Dave Mustaine , come al solito molto attivo sul fronte artistico oltre che musicale, scovò a Seattle questa promettente band capitanata dal carismatico vocalist Warren Dane, destinato molti anni dopo a fondare i Nevermore. “Refuge Denied" è il primo album di questa band che bissò questo album tre anni dopo con In To The Mirror Black per poi scomparire dalle scene salvo riapparire qualche anno fa con una line up quasi completamente nuova, ma con lo stesso logo per un terzo album intitolato The Year The Sun died, pubblicato dalla Centiry Media nel 2014. I Sanctuary del 1987 erano molto tecnici per quell’epoca, ed in qualche modo si rifacevano ai Metal Church ed agli Agent Steel; avevano nella loro pasta musicale qualcosa anche dei Queensryche e di tutto quel movimento del metal cosiddetto sperimentale, che aveva nella band di Geoff Tate e nei Crimson Glory i principali protagonisti. “Refuge Denied” è un disco seminale ma ancora acerbo, con una struttura compositiva decisamente ricca ed interessante, ma anche con dei limiti proprio di soluzioni melodiche che già tre anni più tardi la band di Seattle seppe ampiamente colmare. A distanza di 30 anni tuttavia è un ascolto molto piacevole, un disco sostanzialmente di epic metal ma con infinite venature. “Termination Force”, la stessa “Sanctuary”, “Die for my sins” sono episodi degni di piena menzione ed un capitolo a parte merita la chitarrosa versione di “White Rabbit”, inno indiscusso della psichedelica americana degli anni 60, portata al successo dai Jefferson Airplane di Grace Slick. L’intro di rullante è inconfondibile, ma le chitarre elettriche disegnano subito una contro melodia arabeggiante e aprono il corso ad una rivisitazione molto personale del pezzo, giustamente anche piuttosto distante dalla versione originale e d’altra parte non poteva essere altrimenti…. Mustaine produsse il disco e registrò dei cori e si fece promotore della loro espansione sul mercato nordamericano ed europeo. I risultati di classifica ed in genere commerciale non furono entusiasmanti e dipesero in parte del fatto che il metal si stava già trasformando alla fine di quel 1987 in altre soluzioni artistiche. Refuge Denied rimane però un documento importante e fortemente contestualizzato in quel particolare momento storico. Qualche anno, dopo mentre la loro casa discografica li spingeva inutilmente verso il grunge, i Sanctuary si sciolsero, e Warren Dane insieme al bassista Jim Sheppard formarono i Nevermore.

Paolo Maiorino

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Battle Angels – 00:04:52
Termination Force – 00:03:40
Die for My Sins – 00:03:42
Soldiers of Steel – 00:05:30
Sanctuary – 00:03:57
White Rabbit – 00:03:10
Ascension to Destiny – 00:04:57
The Third War – 00:03:52
Veil of Disguise – 00:05:55