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SICK OF IT ALL

 

SICK OF IT ALL

 

Tra i capostipiti della scena hardcore di New York, i Sick Of It All vengono fondati nel 1986, nel quartiere del Queens, dai fratelli Lou e Pete Koller (rispettivamente voce e chitarra), dal bassista Rich Cipriano e dal batterista Armand Majidi.

Nati dalla fusione di due band, Straight Ahead e Rest In Pieces, i SOIA fanno loro tutti i cardini sonori e attitudinali che hanno reso la scena punk hardcore della Grande Mela riconoscibile in tutto il mondo.

Vista la giovane età sia dei componenti del gruppo che dei loro fan, per lo più minorenni, il primo periodo live si svolge le domeniche pomeriggio al famigerato CBGB, ma senza vendita di alcolici. Dopo un demo ed un singolo autoprodotto, il quartetto giunge nel 1989, grazie alla Relativity Records, alla pubblicazione dell'esordio “Blood, Sweat And No Tears”, che ben presto diviene una pietra miliare del genere, portando in se la carica e la potenza d'impatto rozze ma efficaci che costituiscono la forza del genere, con i suoi stop'n'go, le sue aperture rallentate ed il cantato rabbioso e diretto, ma non per questo privo di mordente e presa. “Just Look Around”, del 1992, vede la band confermare quanto di buono espresso nel primo lp, mostrando nuovamente i muscoli ed energia e convinzione difficilmente eguagliabili. Il mondo si accorge di loro ed iniziano i tour di livello internazionale che li portano fino in Europa ed in Giappone. La major discografica East West, appartenente al gruppo Warner, si ingolosisce e, nonostante il punk più accessibile di Rancid ed Offspring si stia facendo largo nelle classifiche di tutto il mondo, i Sick Of it All realizzano uno dei capitoli più duri ed intransigenti della loro ricca discografia, quello “Scratch The Surface” (1994) che li porrà anche all'attenzione del pubblico metal, forse anche grazie all'apporto del nuovo bassista Craig Setari (Youth Of Today, Agnostic Front), dallo stile più preciso del suo predecessore. Nonostante nel '92 il gruppo si fosse trovato al centro di attacchi ingiustificati e di feroci polemiche per via del fatto che un giovane con problemi mentali avesse ucciso due persone e ne avesse ferite altre cinque in una scuola del Massachussets indossando una maglietta dei Sick Of It All, accusati dai benpensanti di istigare alla violenza, il seguito della band continua ad aumentare costantemente e le date in giro per gli Stati Uniti continuano a richiamare moltissima gente. L'interlocutorio e troppo punk oriented “Built To Last” del 1997 – che ha fatto seguito all'ottimo disco dal vivo “Live In A World Full Of Hate” del 1995 – delude un po' le aspettative e sancisce la fine del contratto major. Accasatisi nuovamente al mercato indipendente per l'etichetta Fat Wreck Chords, di proprietà del cantante dei NOFX Fat Mike, dopo la pubblicazione di un singolo, nel 1998, i SOIA danno alle stampe il disco del rilancio “Call To Arms” che , fedele al suo titolo, rimette in chiaro l'immutato spirito combattente tipico dell'hardcore di scuola newyorkese della band. “Yours Truly” (2000) non viene accolto con lo stesso entusiasmo, forse per la copertina non proprio indovinata, o più probabilmente per una certa stanchezza e povertà di idee. “The Story So Far” è un dvd, film documentario sulla band che viene pubblicato nel 2001, riscuotendo un successo inaspettato, andando a travalicare i confini del genere, e assurgendo a valida testimonianza di tutto un fenomeno, dell'intero movimento hardcore statunitense. “Live In A Dive” (2002), ovviamente dal vivo, restituisce il quartetto in tutta la sua carica, nella dimensione che più gli è congeniale: sul palco. L'anno seguente “Life On The Ropes” si lega strettamente alle radici, agli esordi del gruppo, che inanella un altro tassello vincente della sua discografia. L'ottavo capitolo dell'avventura discografica dei Sick Of It All avviene per l'indipendente specializzata in metal/hardcore Abacus Rec. nel 2006, e si intitola “Death To Tyrants”, il cui singolo “Take The Night Off” mostra una metallizzazione non invadente, ma che ben si accorda con la proposta del quartetto. Dopo una pausa, a dir la verità preoccupante, essendo una contingenza inedita nell'arco della carriera del combo in questione, di ben quattro anni, i Sick Of It All tornano alla grande, stavolta accasati con la Century Media e con la medesima formazione di sempre, con “Based On A True Story”, una autentica randellata in mezzo agli occhi, durissima e senza cali di tensione. Non a caso sulle copertina campeggia la “X” con le lettere NYHC, a chiarire il concetto, se qualcuno avesse avuto dei dubbi. “Nonstop” (2011) non è che una raccolta, un prezioso best of, mentre “The Last Act Of Defiance” (2014) ribadisce che con questo gruppo non è mai il caso di scherzare. Qui si fa l'hardcore o si muore. Vincenzo Barone