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STARKILL

 

STARKILL

 

Gli Starkill sono di Chicago, Illinois, e pur giovanissimi, si rivelano da subito ricchi di indiscutibile talento, sapendo fondere e amalgamare con grande gusto i generi da loro più amati: death metal melodico, thrash, power ed una spruzzata di black metal sinfonico. Fondati nel 2008 sotto la denominazione Ballistika (fino al 2010), poi mutata in Massakren (fino al 2012) e finalmente scegliendo Starkill quale nome definitivo, i nostri hanno decisamente bruciato le tappe, inanellando in breve tempo ben tre album e mettendo il luce potenzialità che potrebbero portare il quartetto molto lontano negli anni a venire. Il cantante/chitarrista/tastierista Parker Jameson ed il batterista Spencer Weinder, da più parti indicati come fratelli, danno il via al progetto già con le idee ben chiare su cosa e come fare, cosa che non rende facilissimo l'arruolamento degli altri componenti, non reperibili con leggerezza in un contesto come il loro. Reclutato il bassista Mike Buetsh, e sebbene i due membri fondatori abbiano iniziato a scrivere del materiale molto presto, sarà solo dopo che Jameson si sarà iscritto all'Università dell'Indiana ed avrà conosciuto e coinvolto il chitarrista Charlie Federici, che il gruppo prenderà davvero il via. Inizia una proficua attività live ovunque se ne crei l'occasione, e la Century Media non tarda a notare le grandi potenzialità del quartetto, mettendolo sotto contratto e pubblicando a fine aprile 2013 il debutto "Fires Of Life", che fa meritare al gruppo un tour americano e poi uno in Europa. Il death melodico dei nostri è comunque durissimo e competitivo, magari non un campione di originalità, ma diretto ed intenso con credibile ferocia, proiettando subiro gli Starkill fra le promesse più fulgide del genere. Ad ottobre 2014 viene dato alle stampe il secondo album "Virus Of The Mind", che conferma quanto di buono proposto nell'esordio, pur dovendo contare ben due cambi a livello di line up, che vedono Jameson e Weinder stavolta coadiuvati dal chitarrista Tony Keathley e dal bassista Shaun Andruchuk nello sciorinare il loro impatto frontale senza ma e senza se. La capacità della band di inscenare assalti furiosi ma melodicamente convincenti, di sapersi muovere con dinamismo e gusto tra estremi differenti e dando al tutto una mano di modernità supportato da indubbie qualità tecniche e compositive, rende la proposta del quartetto credibile ed incendiaria, così il nome del progetto comincia a circolare con insistenza sia in ambito strettamente undergound che ad un livello anche più ampio, grazie soprattutto ad esibizioni dal vivo sempre ben sopra la media. Con una tabella di marcia invidiabile, ecco che nel 2016 arriva il terzo lavoro, "Shadow Sleep" e che, come ormai sembra essere una consolidata tradizione, risulta essere l'album della piena maturità, del possibile "salto" verso posizioni più in evidenza nel panorama death melodico internazionale. Effettivamente al disco non manca nulla per essere apprezzato anche dai palati più smaliziati, vantando grande cura per gli arrangiamenti, un gusto nitido e ben bianciato per gli inserti melodici sia strumentali che vocali, un songwriting dinamico, variegato e lontano dalla prevedibilità, che è forse il limite principale di un genere che ha già detto molto in epoche passate. La formazione, rimasta immutata, vede come ospite anche la cantante Sarah Lynn Collier, che impreziosisce la trame degli Starkill con mestiere e misura. Il pubblico e soprattutto la critica vanno via via accorgendosi del talento a disposizione degli americani ed il futuro potrà senza dubbio riservare non poche soddisfazioni a Jameson & Soci, pur nel loro ambito così estremo ed ancora bene ancorato a determinate scelte stilistiche. Il fatto che del brano "Before Hope Fades", tratto da "Virus Of The Mind", sia stato realizzato anche un buon video, la dice lunga sugli sforzi che la casa discografica intende investire su questa band, ormai ben più di una scommessa azzardata.

 

Vincenzo Barone