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SWALLOW THE SUN

 

SWALLOW THE SUN

 

Fondati all'inizio del 2000 dal chitarrista Juha Raivio e dal batterista Pasi Pasanen (entrambi membri dei Plutonium Orange) gli Swallow The Sun sono un grppo finlandese fautore di un intenso e trascinante doom metal impreziosito da venature melodic death che fa dell'atmosfera e della tensione i cardini su cui dipanare la propria forza avvolgentee densa di carica emotiva e di gusto per le atmosfere sospese e rallentate. L'anno seguente la formazione viene completata da Markus Jamsen alla seconda chitarra, Aleksi Munter alle tastiere, Mikko Kotamaki come cantante ed infine Matti Honkonen al basso (questi ultimi due provenienti dai Funeris Nocturnum). Viene così realizzato il primo demo "Out Of This Gloomy Light" (2003) e, verso la fine dello stesso anno, ecco che la band approda subito all'album d'esordio "The Morning Never Came". Con dalla loro una classe cristallina ed un gusto per visioni angosciose, ricche di tenebra e malinconia, i finlandesi si fanno subito notare, galleggiando sulfurei al ritmo cadenzato e magniloquente del loro doom cimiteriale, che sa oscillare sapientemente tra soluzioni ai limiti del dark e riff serpeggianti che si insinuano sotto la pelle, in pieno primi Black Sabbath style, sebbene fortemente contaminato da derive sonore più moderne ed iper-arrangiate. La voce è ruvida, cupa e tenebrosa, muovendosi melliflua fra toni caldi e profondi ed altri ringhianti e ferini che sembrano provenire direttamente dall'oltretomba. Soffocanti e pesanti, i ritmi proposti dagli STS di muovono pachidermici e colossali, inscenando quadri privi di luce, attraversati da una malinconia colma di dubbio e di dolore, nella definizione di un doom fuligginoso e possente. E' del febbraio 2005 l'uscita del secondo lp "Ghost Of Loss", che conferma quanto di ottimo mostrato dal sestetto con la prima prova. Nell'aprile 2005 viene pubblicato il singolo "Forgive Her...", che raggiunge il 4° posto nella top 20 dei singoli più venduti in Finlandia e vi staziona per circa sei settimane. Nel 2006 il gruppo si concentra su un'intensa attività concertistica che contribuisce non poco a far girare il nome del gruppo ed a fare sempre nuovi proseliti anche fuori dai patrii confini, prima di giungere con "Hope" al traguardo del terzo lp (siamo nel 2007), che vede anche una serie di ospiti illustri aumentare le già alte quotazioni del lavoro: da Tomi Jousten degli Amorphis a Jonas Renske dei Katatonia. Inizia un lungo tour americano insieme ai citati Katatonia, agli Scar Simmetry ed agli Insomnium. "Plague Of Butterflies" è un ep di 5 brani, per lo più versioni demo rivedute e corrette di brani già editi, che però dura oltre un'ora e risulta davvero difficile considerarlo solo un ep, che viene pubblicato per fare da apripista al nuovo singolo "New Moon", uscito poi nel giorno dei morti, a novembre 2009. Solo qualche giorno dopo è la volta dell'album ad irrompere sul mercato, con lo stesso titolo del singolo, ma decisamente più ricco e variegato, in grado nuovamente di far assurgere il nome dei finlandesi agli onori della cronaca grazie ad uno stile cattivo e minaccioso, ma a suo modo pieno di trasognata poesia e di atmosfere rarefatte decisamente di grande effetto e trasporto emotivo. Un tour di supporto agli Apocalyptica contribuisce non poco alla diffusione del nome Swallow The Sun, che anzi scalano rapidamente le classifiche delle preferenze personali di tutti gli appassionati di tempi lenti e dilatati, di grandi atmosfere sospese tra l'epico ed il magico, di voci rantolanti che fanno da efficace contrasto con la mestosa solennità delle tastiere. Melodie tristi e ricche di pathos si sciolgono così nella solizione acida ed aggressiva del doom più nobile e curato, in un mèlange che può a più riprese emozionare tanta l'intensità e la rabbia che la voce trasmette, pur cullata da suoni dolci e cambi di tempo dal respiro assai ampio. Solo poche settimane dopo il batterista Pasi Pasanen lascia il gruppo, prontamente sostituito da Kai Hatho dei Wintersun. L'attività live si fa febbrile e la stampa specializzata, soprattutto quella del vecchio continente, non fa nulla per mascherare il proprio entusiasmo per i STS, autentica credibile e trascinante new senastion della scena doom internazionale. "Silent Towers" è il singolo che annuncia da vicino la pubblicazione del quarto album, "Emerald Forest And The Blackbird" (2012), un piccolo gioiello dalle grandi atmosfere tastieristiche e dal respiro ampio e monumentale, col suo incedere lento ma ricco di soave melodia e di un gusto per le atmosfere quasi da colonna sonora di un film ambientato interamente di notte. Nel 2015 è la volta dell'addirittura triplo "Songs From The North I, II & III", un'opera magniloquente fatta di paesaggi cangianti e di soluzioni brividose del tutto credibili.

Vincenzo Barone