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LA RECENSIONE DI Songs from the North

Questa è una storia che non può non colpire ed appassionare. I finlandesi Swallow The Sun esistono da circa 15 anni. Per poter riuscire ad esistere prima ancora che confermarsi ed affermarsi sono passati attraverso durisse esperienze personali e professionali. La loro storia ha dell’incredibile , parte dal doom metal dei fasti dei My Dying Bride, indubbiamente loro punto di riferimento più evidente, e si snoda attraverso una sequenza di albums che testimoniano la loro costante crescita compositiva. Già “Emerald Forest & The Blackbird “del 2012 aveva sconvolto la scena europea prima ed internazionale dopo. Eh già perché anche negli States gli STS avevano cominciato a farsi notare col loro blend di doom metal ed epic. Problemi di contratto con la loro piccola etichetta finlandese, la necessità di poter finalmente fare un salto di qualità, un deal con la Century Media ed improvvisamente la band formata dal chitarrista Juha Raivio ha avuto la possibilità di poter finalmente esprimere tutto il proprio sterminato potenziale. Il risultato è un lavoro molto complesso ed articolato, suddiviso in tre distinti dischi che testimoniano una capacità musicale veramente fuori dal comune. E’ uno spettro molto ampio il loro, come se fossero tre facce distinte della stessa anima. Un’anima nera, tormentata, intensa e capace di evocare immagini di una grandezza celestiale. Il primo dei tre cd forse rispecchia di più lo storico del gruppo finnico, integrando sempre più elementi acustici di grande respiro. L’introduttiva “With You Come the Whole of The World’s tears” è un piccolo grande capolavoro di poco oltre 7 minuti che rende perfettamente l’idea della portata di questo disco e della statura artistica di questa band. “Rooms & Shadows” e “Harmstrings Shatterings” sono due perfetti esempi di un magma compositivo che non è mai completamente fermo, definito nella sua materia. Se l’intero disco si risolvesse a questo primo cd, ci sarebbero già tantissimi elementi di riflessione e di soddisfazione, innanzitutto la capacità degli Swallow di saper coniugare cantato e screamato in una connotazione musicale assolutamente bilanciata. “The memory of light” ne rappresenta probabilmente l’esempio più portante. Ma come inizia il secondo dei tre dischi, entriamo in un mondo completamente nuovo, solo occasionalmente sfiorato nei precedenti lavori del gruppo. Le note di pianoforte di “The Womb of Winter” ci introducono nella seconda faccia di una medaglia a tre immagini. Si sfiora il pop in alcune soluzioni melodiche. E’ un approccio totalmente acustico, che si coniuga con un cantato leggero, sussurrato, epico, creando una forma nuova ed inaspettata con melodie di ampio respiro.”The heart of a cold white land” apre nuovi orizzonti, “Away” ribadisce immediatamente il concetto proiettando l’ascolto in un contesto musicale piacevolissimo e molto ispirato. “Pray for the winds to come” è un’altra gemma acustica di rara bellezza che anticipa una title track sontuosa. Ed il fatto che “Songs from the North” sia contenuta in questo secondo cd, ci fa comprendere come gli STS abbiano finalmente vinto le proprie resistenze ed abbiano voluto mostrarsi nella maestosità di una trasformazione artistica davvero importante. “66,50 N°, 28,40 E°” sono le coordinate geografiche di una nuova dimensione sonora in cui è bello e sognante lasciarsi cullare. Ed è cosi che ancora storditi dalla sorpresa di questo secondo album, ci troviamo ad affrontare Songs From The North Pt. 3 che esordisce con “The gathering of black moths” che dalla prima nota stabilisce un netto, inedorabile ritorno al doom più duro e talebano. Un vero monolite nel suo genere, come se la band finlandese volesse ribadire le proprie origini e la perdurante capacità di rientrare in certi canoni compositivi e qualitativi. E’ tuttavia un doom elaborato, ricco, evoluto, Siamo di fronte ad una band eccellente, in grado di essere tutte e tre le facce di questa medaglia e di sapersi assumere la responsabilità di una crescita importante, destinata a stabilire un nuovo parametro nel panorama metal mondiale.”Abandoned by the light” e “The clouds prepare for battle” chiudono imperiosamente un album epocale, un 5 stelle pieno inequivocabile.

Paolo Maiorino

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With You Came the Whole of the World's Tears – 00:09:03
10 Silver Bullets – 00:07:12
Silhouettes – 00:05:56
The Memory of Light – 00:06:17
The Womb of Winter – 00:03:35
The Heart of a Cold White Land – 00:04:47
Away – 00:05:22
Pray for the Winds to Come – 00:05:28
The Gathering of Black Moths – 00:13:00
Empires of Loneliness – 00:11:02
The Clouds Prepare for Battle – 00:09:05
With You Came the Whole of the World's Tears – 00:09:03
10 Silver Bullets – 00:07:12
Rooms and Shadows – 00:07:20
Heartstrings Shattering – 00:07:46
Silhouettes – 00:05:56
The Memory of Light – 00:06:17
Lost & Catatonic – 00:07:07
From Happiness to Dust – 00:08:39
The Womb of Winter – 00:03:35
The Heart of a Cold White Land – 00:04:47
Away – 00:05:22
Pray for the Winds to Come – 00:05:28
Songs from the North – 00:05:16
66,50'N,28,40'E – 00:06:42
Autumn Fire – 00:05:46
Before the Summer Dies – 00:05:37
The Gathering of Black Moths – 00:13:00
7 Hours Late – 00:10:02
Empires of Loneliness – 00:11:02
Abandoned by the Light – 00:08:48
The Clouds Prepare for Battle – 00:09:05