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THE CROWN

 

THE CROWN

 

Fondato a Trollhattan, in Svezia, nell'ottobre 1990 per iniziativa del cantante Johan Lindstrand, inizialmente sotto la denominazione Crown Of Thorns – contratta poi nel 1997 in The Crown al fine di evitare vertenze legali con un omonimo gruppo americano, ironia della sorte di matrice cristiana – il gruppo si fa immediatamente notare grazie a due demo ("Forever Heaven Gone" del 1993 e "Forget The Light" del 1994) ed alcune prestigiose esibizioni live (il festival di Hultsfred, il più importante evento del genere in Svezia), che mettono in luce uno stile a metà strada tra il classico old school death ed il thrash più aggressivo intriso però di tematiche anticristiane.

Con la classica formazione a cinque elementi che vede, oltre al citato vocalist, i chitarristi Marcus Sunesson e Marko Tervonen, il batterista  Janne Saarenpaa ed il bassista Magnus Olsfelt, la band giunge nel 1995 all'esordio su vinile con "The Burning" che, seppure non immune da talune ingenuità tipiche di una prima prova, mostra già potenzialità per nulla trascurabili, come la apparente naturalezza nel fondere le atmosfere melodiche di un certo death svedese e gli spigoli del thrash più furioso e privo di compromessi. "Eternal Death" (1997) bissa quanto di buono messo in evidenza sull'esordio, aggiustando un minimo il tiro, alla ricerca di maggiore identità ed equilibrio tra le componenti di un sound comunque convincente e ricco di forza ed impatto. Dopo il forzato cambio di denominazione (i primi due lp verrano poi ristampati col nuovo moniker e relativo logo opportunamente modificati), è la volta di "Hell Is Here" (1999) di imperversare fra le preferenze underground degli estimatori di un certo modo di concepire la musica estrema death, compressa e brutale, ma con un occhio alla melodia ed a partiture chitarristiche legate profondamente anche al metal classico ed al thrash sia europeo che, in una certa misura, anche statunitense. L'evoluzione tecnico-compositiva va di pari passo con l'unità della line up, che non conosce ancora alcuna variazione fin dagli esordi (caso più unico che raro), e lo stile dei The Crown cavalca sì il contemporaneo "botto" dello swedish death metal, impreziosendolo però di carattere, potenza, velocità e ricerca melodica tali da farne una realtà che sarebbe criminale ignorare. Nel 2000 esce "Deathrace King", un ennesimo colpo vincente, una autentica randellata in pieno viso, ottimamente accolto da pubblico e critica, che vede di conseguenza intensificarsi l'attività live e ampliare quindi il numero di estimatori di una band forse non destinata al pantheon del genere, ma senza alcun dubbio tra le migliori in assoluto fra quelle per così dire di seconda fascia. Questo capitolo della discografia del quintetto resterà uno dei più amati ed apprezzati nell'arco dell'intera carriera della band, risultando probabilmente il culmine della maturazione di un progetto che ha qui trovato il suo definitivo marchio di fabbrica. "The Burning" e "Eternal Death", come accennato, vengono ristampati con la veste grafica aggiornata nel 2002, proprio per sfruttare il salto di qualità ed il riconoscimento underground internazionale raggiunto con "Deathrace King". La momentanea defezione del singer e fondatore Lindstrand permette alla band di reclutare un vecchio e noto amico (che già si era reso protagonista di una preziosa ospitata su "Devil Gate" appunto da "Deathrace King"), quel Tomas "Tompa" Lindberg che tanta fortuna ha regalato agli At The Gates, per la registrazione di "Crowned In Terror" (2002), da più parti considerato il capolavoro assoluto partorito dalla band, che sciorina il suo furente death/thrash con una forza ed un vigore senza pari. L'ex Lindstrand, a dimostrazione che i rapporti sono rimasti ottimi, ricambia l'ospitata apparendo nel brano "Death Metal Holocaust", posto in chiusura di un album che fa davvero il botto! La collaborazione con l'illustre Lindberg dura solo un anno e Lindstrand rientra nei ranghi – registrando in seguito di nuovo le parti di "Crowned In Terror" (al quale viene apportata anche qualche modifica in fase di produzione e di linea di basso), che viene pubblicato di nuovo col titolo "Crowned Unholy" nel 2004. "Possessed 13" (2003) è il capitolo finale prima dello scioglimento dell'anno seguente. Dopo che il progetto denominato Dobermann (con tutti i The Crown ma col singer Andreas Bergh dei Deathstars) è naufragato, i The Crown si sono ricostituiti nel 2009, senza Lindstrand, sostituito dall'ex Utumno e chitarrista dei God Macabre Jonas Stalhammar, col quale viene realizzato "Doomsday King" (2010). L'ennesimo rientro di Lindstrand e l'abbandono del batterista  Saarenpaa (rimpiazzato in studio dal chitarrista Tervonen) caratterizzano poi "Death Is Not Dead" (2015). Vincenzo Barone