Sonymusic-Centurymedia

GATHERING, THE

 

GATHERING, THE

 

I The Gathering prima di Anneke e dopo Anneke. La band olandese si formò nei pressi della cittadina di Oss agli inizi degli anni 90 per opera di due fratelli, il batterista Hans ed il chitarrista Renee Rutten che almeno agli inizi veleggiavano sospesi tra il gothic ed il doom.

Always del 1992 e Almost A Dance uscito un anno più tardi introdussero il gruppo all’attenzione di media e pubblico. Furono anni difficili, dove i The Gathering stavano cercando il proprio assetto ed una focalizzazione musicale che stava per arrivare, ma non nella forma prevista dai due. Sebbene Almost A Dance avesse fatto registrare passi avanti importanti dal punto di vista sia compositivo che interpretativo, fu il 1994 l’anno della svolta con l’ingresso nella band di Anneke Van Giersbergen talentuosa vocalist e con la firma per la Centiry Media. Mandlyon vide la luce proprio quell’anno e semplicemente i The Gathering divennero un’altra cosa. Il blend di metal era una miscela spaziale di doom, melodia e metal core. Anneke semplicemente trasformo il sound della band con una presenza dominante ed uno stile inconfonidbile. Strange Machines che fu il singolo estratto da quel primo lavoro con Anneke ottenne ottimi riscontri ed attirò l’attenzione sulla formazione olandese. Quello è davvero un disco memorabile e per certi versi irripetibile. Questo perché l’intensa attività live ed il consolidamento della line up produssero un cambiamento che si manifestò negli anni successivi e più eattamente a cavallo tra il 1997 ed il 1998. Prima con l’album Nightime Birds e successivamente come How To Measure a planet. Già nel primo dei due si notava una certa evoluzione del suono, ma in qualche modo la struttura ritmica dei brani riconduceva ai dettami del doom. Con il successivo disco fu come se i The Gathering si staccassero per molti versi dalle loro radici per fondere la loro espressione di metal consonorità psichedeliche che in qualche modo facevano pensare alla tradizione inglese dei primi 70. Quello che ne scaturì fu peraltro una delle espressioni musicali più originali che l’Europa abbia saputo produrre in quel periodo. How To Measure è un disco assai complesso e ricco di sfumature. E’ anche un album di transizione tra ciò che i The Gathering erano stati sino a quel momento e quello che sarebbero diventati in seguito, almeno fino a quando nel 2007 Anneke lasciò la band dopo 13 anni di militanza. E c’era molta attenzione su di loro nel 2000 quando venne pubblicato If Then Else, un album meraviglioso perché sfugge a qualsiasi definizione. E’ un disco di straordinaria melodia e potenza, un connubio armonioso di impeto e dolcezza tracciato su composizioni davvero bellissime come “Amity” o “Rollercoaster” o “Colorado Incident”. E’ il disco della maturità, quello in cui l’impatto devastante della suadente voce di Annake si fonde alla perfezione con un sound intenso e scevro da ogni tipo di gabbia o parametro di definizione. La reazione fu decisamente variegata. I primi fans della band si allontanarono , ma  i The Gathering conquistarono intere schiere di nuovi fans. Fu ovviamente un cambio di marcia non semplice da metabolizzare e ci vollero ben tre anni prima di tornare ad ascoltare un disco della band, Souvenirs che uscì nel 2003 appunto e che per certi  versi perdeva qualcosa in impatto,  perché seguiva un disco talmente sconvolgente come If Then Else. In quello stesso periodo, la band dutch realizzò un live elettrico intitolato Superheat, che vide la luce nel 2000, qualche mese prima di If Then Else. Quattro anni dopo, all’indomani di Souvenirs uscì invece Sleepy Buildings, un live acustico di grandissima portata che in qualche modo dimostrò come la band potesse rendere versatile il proprio stile, adattando le nuove e vecchie composizioni a modalità di esecuzione veramente alternativi. Negli anni successivi uscirono un paio di raccolte, la prima affondava il microscopio nei primi anni della band, l’altra  presenteva una collezione di b-sides di singoli e rarità varie. Era un pochino il crepuscolo del gruppo che nel 2006 pubblicò l’album Home, l’ultimo con Annke ed il primo con la bassista finlandese Marjorie Kooijman. La storia più recente del gruppo recita la sostituzione alla voce con la norvegese Sijeg Wergeland e la realizzazione di The West Pole del 2009, Disclosure del 2012 e Afterwords del 2013.