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Messo alla porta dai futuri Entombed con un trucchetto vigliacchissimo – gli dicono che la band è sciolta e ne formano un'altra senza di lui il giorno dopo – Johnny Edlund rientra nella Storia del death metal dalla porta di servizio. I suoi amici l’hanno tradito e questo non se lo merita. Essendo il più grande della comitiva, a lui devono le immense sbornie che si sono presi negli anni in cui la legge gli avrebbe vietato di averle. Inoltre se quella band era esistita lo si doveva all’intraprendenza e la socievolezza di Big John. Certo, negli ultimi tempi, le cose con gli altri dei Nihilist non andavano bene. C’erano delle discrepanze da risolvere ma in sostanza le cose fatte con loro gli piacevano e per sommi capi voleva portarle avanti a modo suo con qualcun altro, magari aggiungendo le modifiche necessarie. E così Edlund si rimbocca le maniche e assieme ad alcuni compari reclutati nella famigerata Bajsligan (letteralmente armata degli escrementi), una comitiva di scalmanati discepoli del death svedese in cui bazzicavano praticamente tutti i futuri divi del death metal nordico, Johnny forma gli Unleashed. Tra loro c’è Robert Sennebäck, già voce dei Dismember e frontman stimato da tutta la scena di Stoccolma. Per Edlund l’esperienza Nihilist ha insegnato solo due cose: in un gruppo occorre democrazia e se scegli di suonare con altri tizi, fai in modo che siano simpatici e affini a te, altrimenti sarà dura quando ci passerai mesi interi a dormire in un bus con le poltroncine rimosse per far spazio alle cuccette. Gli Unleashed pubblicano un paio di ottimi demo che gli valgono l’attenzione entusiasta di una giovane e molto ambiziosa label tedesca, la Century Media. Per dimostrare alla band quanto possa essere proficuo un contratto con loro, l’etichetta infila assieme ai documenti da firmare una serie di album del proprio rooster. La band accetta l’offerta ma si ritrova senza cantante subito dopo. Poco male, ci pensa Edlund a tappare il buco, nessuno fermi gli Unleashed. Per la prima volta poi, proprio loro fanno una cosa inaudita che lascia a bocca aperta l’intera Svezia metallara: rinunciano a registrare negli intasatissimi Sunlight Studios e si trasferiscono in Germania. La riuscita di Where No Life Dwells gli da ragione. Oltre a permettere al gruppo di staccarsi dal consueto stile medioso ideato da Tomas Skogsberg, gli Unleashed sfoggiano una combinazione sonora pulita e precisa in grado di risaltare la violenza delle parti spinte e l’atmosfera mortuaria dei fraseggi doom lamentosi. A distanza di anni l’impatto e la freschezza di quel sound restano intatte, mostrando come Where No Life Dwells sia un classico epocale da schierare nella quadriglia infernale assieme a Left Hand Path degli Entombed, l’esordio dei Grave e Like An Even Flowing Stream dei Dismember. Rispetto alle altre band citate Johnny Edlund e i suoi Bajsliganz, mostrano una vena più epica in episodi ormai divenuti classici come Into Glory Ride e Before The Creation Of Time senza però tradire lo spirito nichilista e da poetica del crisantemo come Dead Forever e If The Had Eyes.

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Where No Life Dwells – 00:00:47
Dead Forever – 00:03:01
Before The Creation Of Time – 00:03:49
For They Shall Be Slain – 00:03:20
If They Had Eyes – 00:03:52
The Dark One – 00:03:40
Where No Life Dwells – 00:00:47
Dead Forever – 00:03:00
Before The Creation Of Time – 00:03:48
For They Shall Be Slain – 00:03:20
If They Had Eyes – 00:03:52
The Dark One – 00:03:39
Into Glory Ride – 00:03:20
...and The Laughter Has Died – 00:03:22
Unleashed – 00:03:25
Violent Ecstasy – 00:03:13
Where Life Ends – 00:04:59
The Dark One – 00:03:47
If They Had Eyes – 00:03:37
Dead Forever – 00:03:06
Unleashed – 00:03:23
Where Life Ends – 00:04:51
The Utter Dark Revenge – 00:03:42
Violent Ecstacy – 00:03:17