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WITHERSCAPE

 

WITHERSCAPE

 

Dan Swano è un polistrumentista e produttore svedese che conta nel suo prestigioso curriculum una lunghissima serie di progetti e collaborazioni che lo hanno portato a militare o addirittura ad essere a capo di gruppi come gli Edge Of Sanity, i Pan.Thy.Monium, gli Infestdead, i Katatonia, i Bloodbath e molti ancora. Ha prodotto tra gli altri i Diabolical Masquerade e i primi album degli Opeth, è titolare di uno studio di registrazione dove, oltre a realizzare i suoi personali lavori, hanno registrato nomi del calibro di Dark Funeral, Dissection, Marduk, Merciless e Katatonia, e non ha mai lasciato il suo lavoro di assistente alle vendite in un negozio di musica vicino a casa sua in Svezia.

Quando un personaggio del genere, in grado di suonare con grande perizia la chitarra, il basso, la batteria e le tastiere, e dotato pure di un ampio registro vocale che gli permette con una certa disinvoltura di passare dal growl tipicamente death metal ad aperture altamente melodiche, si mette in testa di realizzare un suo personale progetto di atmospheric/progressive death metal, cosa pensate possa venirne fuori? Chiamando al suo fianco Ragnar Wideberg (già con Shadowquest e Witchcraft, con i quali suona la batteria) ed impegnandolo nel doppio ruolo di chitarrista e bassista, Swano ha fondato i Witherscape, ben più di una mera elucubrazione solistica, ma un progetto ben definito e con una personalità propria, inglobando nelle sue influenze un po' tutto lo scibile di esperienze sonore vissute in precedenza.

Servendosi anche di alcuni ospiti (Eddie Risdal, chitarrista degli Ancestral Legacy; Paul Kuhr, cantante dei November Doom ed autore della novella che ha ispirato le liriche proprio dell'esordio dei Witherscape e che tra l'altro è contenuta nel booklet del cd; il tastierista turnista Joel Selsfors ed il growler ex Bloodbath Morten Jorgensen), nel 2013 viene realizzato "The Inheritance", un eccellente album di melodic death metal intenso, curato, di gran classe ed in grado di competere con molti e più noti celebrati nomi del genere. Il mestiere e l'esperienza nulla tolgono al calore ed al potenziale emotivamente trascinante di un album che gode di una produzione "vera", non modernista o iper compressa, ma con autentica profondità ed impatto, ben suonato e cantato indiscutibilmente alla grande. Growl cavernoso che si alterna a clean vocals sempre molto equilibrate ed un songwriting che non si autocelebra avvolgendosi su se stesso, ma scorre coerente e intenso come un fiume in piena. Certo, siamo ben lontani da gioiose atmosfere solari, ma stiamo parlando di death metal progressivo in definitiva. "The New Tomorrow" esce nel 2014 d è un ep, registrato stavolta dal solo duo titolare, dividendosi equamente ruoli e strumenti, decisamente interessante e degno di nota in quanto contiene, oltre a due ottimi brani nuovi – la bellissima title track e la contunuazione più melodica di un brano dell'esordio, "Dead For A Day", giustamente intitolato "Dead For Another Day" - anche cinque cover, ovviamente rese nell'ottica dei Witherscape, quindi assai particolari: "Defenders Of Creation" dei miti del puro heavy anni '80 Warrior, "A World Without Heroes" dei Kiss del discusso "The Elder", di "Out In The Cold" dei Judas Priest di "Turbo", di "Last Rose Of Summer" sempre dei Judas Priest, ma stavolta dal più remoto "Sin After Sin", ed infine "A Cry For Everyone" dei Gentle Giant, resa in maniera davvero avvincente. Un esperimento riuscito con grande successo e che mostra come il progetto di Swano sia ancora una volta un piccolo gioiello che sarebbe criminale sottovalutare. L'uso delle tastiere e gli arrangiamenti così curati fin nei minimi dettagli fanno di questo ep una esperienza sonora che ogni estimatore del genere dovrebbe fare, lasciando un po' in disparte il death e predisponendosi verso il lato più progressive del progetto. Nel 2016 i due Witherscape tornano alla carica, coadiuvati ancora da Paul Kuhr, che ha scritto tutti i testi, in quanto il concept prosegue la narrazione iniziata nel primo lp, con "The Northern Sanctuary", più maturo e meno emotivo dell'esordio, ma non per questo meno efficace e riuscito. Un quadro sonoro mobile e cangiante, che sarebbe riduttivo circoscrivere nel solo death metal melodico, ci fornisce un continuo avvicendarsi di soluzioni che vanno dal metal tradizionale, al prog, al power, all'epic senza però perdere mai un'oncia in quanto a scorrevolezza e facilità di ascolto. Trascinante ed intensa, la proposta del duo si dipana su coordinate compositive, strumentali e vocali, che potrebbero insegnare molto a tante nuove leve, magari dal grande potenziale tecnico, ma senza la passione e l'onestà di Swano e Wideberg.

 

Vincenzo Barone