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AYREON

 

AYREON

 

Un musicista ed un tecnico professionista, oltre che polistrumentista di altissimo livello, come l'olandese Arjen Anthony Lucassen, non poteva esprimere il suo sconfinato talento che attraverso un progetto in continua espansione e trasformazione, dallo stile cangiante, ma perennemente votato alla classe, al gusto, alla tecnica operistica ed orchestrale applicata al power metal di matrice nord europea, gli Ayreon appunto. Se i Savatage hanno saputo inventare le coordinate per un metal serio, maturo e teatrale, il gruppo facente capo a Lucassen porta tutto il discorso su coordinate ancora più, a loro modo, estreme, fondando praticamente tutto il proprio proponimento sonoro su atmosfere e storie che sanno di musical, di opera letteraria in musica. Con radici ben radicate nell'heavy metal, sia esso power, epic, doom o strettamente imparentato con l'hard rock, lo stile dei nostri si dipana attraverso sentieri progressive veri e propri, sconfinando a seconda delle esigenze narrative, nel folk, nella musica celtica, nel rock di ampio respiro, nel pop, nella musica classica ed anche nell'elettronica, perchè no? L'utilizzo di una strumentazione tipicamente metal accanto ad una classica folk fatta di flauti traversi, mandolini, percussioni, sitar, violini, viole, violoncelli o l'australiano didgeridoo, rende il quadro ancora più multiforme e diversificato, tenendo anche in considerazione che i complessi concept di volta in volta inscenati da Lucassen & Soci sono letteralmente interpretati da un cast di cantanti, ognuno a coprire un determinato e unico personaggio. Vere e proprie opere metal prendono così forma in un continuo mutare di impatto ed atmosfera, fornendo prove sonore sempre di difficile assimilazione sull'immediato, ma talmente incantevoli e curate da risultare trascinanti ad ascolto ripetuto. In azione dal 1995, il progetto facente capo a Lucassen esordisce lo stesso anno con "The Final Experiment" – inizialmente doveva chiamarsi "Ayreon: The Final Experiment" ed uscire a nome Lucassen, poi la formula fu cambiata in quella attuale e gli Ayreon hanno preso il via – che evidenzia già una trama di un certo spessore ed uno stile che riporta in auge il cosiddetto opera rock con una raffinatezza ed una cura che non ammettono repliche. Ben tredici cantanti/attori compongono il cast e sette strumentisti in totale vengono coinvolti per mettere in scena a livello sonoro la storia del menestrello cieco che anima l'esordio della band. Nel 1996 esce "Actual Fantasy", l'unico album degli Ayreon a non raccontare una storia, a non essere concept, che infatti vede ridursi il personale tirato a bordo a soli tre cantanti ed altrettanti musicisti. "Into The Electric Castle" viene ubblicato nel 1998 ed è un doppio album che torna ad essere una unica narrazione, di una storia che conta stavolta in otto cantanti ed undici strumentisti, resa con un tono che sembra voler flirtare con una certa psichedelia rock dal grandissimo respiro. Nel 2000 i due capitoli che compongono una unica storia "Universal Migrator Part 1: The Dream Sequencer" e "Universal Migrator Part 2: Flight Of The Migrator" (pubblicati in forma di un unico album doppio solo quattro anni più tardi), animato da una trama avvicente e fascinosa e nel cui ricco cast è il caso di segnalare anche la partecipazione di Bruce Dickinson degli Iron Maiden in qualità di ospite/attore/cantante/personaggio. "The Human Equation" (2004) è nuovamente un doppio album, nel quale passano in rassegna altri nomi illustri del panorama rock e metal internazionale, basti pensare che il personaggio principale è interpretato dalla voce di James LaBrie dei Dream Theater, animando una storia fantascientifica non priva di spunti vincenti. Ad inizio 2008 è la volta di "01011001" ad irrompere sul mercato, fornendo nuovamente una prova avvincente e credibile, sulla scorta di una vicenda appassionante e di interpreti sempre di altissimo livello come Simone Simons degli Epica e Hansi Kursh dei Blind Guardian, solo per fare due esempi. Più diretto ed aggressivo, questo doppio cd non delude però le aspettative, così come il successivo "The Theory Of Everything" (2013), sempre a doppio supporto, che completa diciamo la storia e chiude il cerchio. Il 2016 vede il gruppo fare il suo ritorno con il live "The Theater Equation", che contiene l'esibizione integrale dell'album "The Human Equation" tenutasi a Rotterdam l'anno precedente. Il nono album in studio, "Source" è atteso in questi giorni e può contare sulle illustri collaborazioni di Floor Jansen dei Nightwish, James LaBrie dei Dream Theatre, Mark Kelly dei Marillion, Russell Allen dei Symphony X, Simone Simons degli Epica, Paul Gilbert tra gli altri. Vincenzo Barone