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FATES WARNING

 

FATES WARNING

 

Insieme ai Queensryche, senza dubbio tra i pionieri di quello che anni dopo verrà definito progressive metal, di marca ovviamente tutta americana. Fondati ad Harford, nel Connecticut, nel lontano 1982, i Fates Warning iniziano la loro attività sotto la denominazione Misfit, poi mutata due anni dopo in favore di quella attuale a causa della quasi omonimia con The Misfits, il gruppo punk. Il chitarrista Jim Matheos mette su la band dopo aver risposto ad un annuncio su un giornale locale da parte del batterista Steve Zimmerman. Iniziano le cover e i cambi di elementi – che porteranno lo stesso Matheos ad allontanarsi dal gruppo, per poi farvi ritorno poco dopo – con l'embrione della band che sarà, solo timidamente abbozzato in un mare di ispirazione di marca spiccatamente maideniana. Il ritorno col cambio di nome e con il quintetto che sembra aver trovato un suo equilibrio con Matheos alla chitarra e Zimmerman dietro ai tamburi, insieme a Joe DiBiase al basso, John Arch alla voce e Victor Arduini alla seconda chitarra. Con questa formazione prima partecipano con il brano "Soldier Boy" al quinto volume della fortunata serie di compilation underground "Metal Massacre" curata dalla Metal Blade – insieme a nomi del futuro calibro di Omen, Voivod, Overkill, Metal Church, Hellhammer (!) e Mace fra gli altri – poi realizzano il demo "1984", con tre brani che, seppure non facciano gridare al miracolo in quanto ad originalità, fanno subito notare che i ragazzi hanno stoffa da vendere e che potrebbero essere una scommessa vincente. Pochi mesi dopo ecco infatti "Night On Brocken" uscire, sempre per la Metal Blade, e regalare al gruppo una prima serie di buone recensioni che ne tessono le lodi, pur evidenziando la forte influenza della Vergine di Ferro sul sound della band. Scampoli più che credibili e convincenti della personalità che il gruppo saprà tirarae magicamente fuori in seguito, si intravedono nell'esordio. Acerbo sì, ma già valido senore di un talento che aspetta solo di potersi esprimere. Già con il seguente "The Spectre Within" (1985) il miglioramento si fa sensibile e la band leva gli ormeggi. Le dissertazioni decisamente progressive si fanno più ingombranti e centrali ed i brani, tutti di lunghezza ben sopra la media, godono di un songwriting dinamico e variegato, non asservito ad alcuna delle allora imperanti regole di mercato. E' la critica che sembra maggiormente attenta alla band, non altrettanto il pubblico, ed il primo tour di supporto al nuovo album si interrompe poco dopo il suo inizio. Arduini lascia la band, sotituito dopo non poche ricerche dal chitarrista di una thrash band locale, Frank Aresti. Nel 1986 esce "Awaken The Guardian" ed il definitivo salto di qualità è compiuto. Tutto si fa più nitido ed a suo modo scorrevole, fornendo un saggio accattivante di progressive metal senza barriere o compromessi. Il successo, sebbene in una dimensione non esattamente commerciale e comunque ristretta al solo discorso underground, è notevole e rumoroso, con i nostri che finalmente partono per un tour serio ed esteso. La vita on the road però non perdona ed a cedere stavolta è il cantante John Arch ad abbandonare la partita, sostituito dopo affannose ricerche dall' ex Syrus Ray Alder. "No Exit" viene pubblicato nel 1988, preceduto dai singoli "Anarchy Divine" e "Silent Cries", dei quali verranno anche realizzati dei video, e conferma e ribadisce il sentiero stilistico intrapreso dal gruppo, limando e perfezionando via via una formula importante ed impegnativa, sospesa tra aperture maestose di sangue progressive fuse ed avvolte intorno ad un solido telaio di maturo e ricercato heavy metal di notevole spessore tecnico-compositivo.  Il restare un fenomeno di nicchia deve aver stancato i nostri che a questo punto decidono per una svolta stilistica più melodica ed assimilabile, vicina ad un metal raffinato e d'alta classe. Il nuovo sentiero costringe la band ad optare per un batterista più tecnico e versatile, reclutando Mark Zonder (ex-Warlord) al posto di Zimmerman. Nel 1989 esce "Perfect Simmetry" e le coordinate più melodiche delle intenzioni prendono forma attraverso un lavoro ricercato e mobile, imbevuto di atmosfere malinconiche e sperimentali: il prog dilaga. "Parallels" (1991) e  "Inside Out" (1994), più semplici e radiofonici, non danno comunque il riscontro cercato e DiBiase e Aresti lasciano la band, da qui integrata da ospiti anche illusttri, come Joey Vera degli Armored Saint. "A Pleasant Shade Of Gray" (1997) fa un po' retromarcia e recupera un po' dello spolvero iniziale, mentre "Disconnected" (2000) è più pesante e cupo. Nel 2004 "FW X" sceglie ancora la semplicità, seguito da "Darkness In A Different Light" (2013) e "Theories Of Flight" (2016). Vincenzo Barone