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IT BITES

 

IT BITES

 

Gli It Bites sono uno di quei gruppi che, pur avendo cavalcato gli anni d'oro di un determinato stile, non sono riusciti ad imporsi fra le realtà di prima fascia, fra i nomi di spicco ed importanza storica, vuoi per mancanza di fortuna, vuoi per reali limiti artistici rispetto a chi invece ha sfondato in una qualche misura. Inglesi di Egremont (Cumbria), sono in azione dal 1982 e sono fautori di un progressive pop rock screziato di fusion, folk e hard, sempre ottimamente eseguito ed arrangiato, con una propensione vocale melodica di grandissima classe. Divenuti noti ai più per il singolo "Calling All The Heroes" (1986), che raggiunse addirittura la Top 10 dei singoli più venduti in UK, sono da sempre considerati e rispettati in ambito progressive, pur potendo contare su divagazioni stilistiche ed influenze più o meno velate in quantità rimarchevole, muovendo il loro sound di volta in volta in direzione del jazz, del metal, del pop sofisticato, del funk, del rock melodico, dell'aor. Fondati per iniziativa del batterista Bob Dalton, del bassista Dick Nolan e del chitarrista/cantante Francis Dunnery, i nostri iniziano dapprima come cover band esibendosi nei piccoli locali della loro zona, per poi sciogliersi repentinamente a causa della diaspora della line up, che si sparge fra Birmingham, Londra e Manchester. Si ritrovano l'anno dopo a Egremont e decidono di ricominciare, ma scegliendo Londra come base operativa. Ricollocati logisticamente, gli It Bites iniziano un febbrile periodo di prove e composizione, durato almeno un anno, nel quale perfezionano la loro proposta, accumulano esperienza e realizzano un demo che farà loro guadagnare un importante contratto di management e, di conseguenza, un contratto discografico con la Virgin. Ad inizio 1986 esce il primo singolo "All In Red", accolto tiepidamente, seguito però dal grande successo di "Calling All The Heroes", che porta il nome della band sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori e di un sempre più numeroso e meno distratto pubblico di estimatori. Il secondo singolo fa guadagnare al gruppo una nutrita serie di programmazioni radiofoniche e partecipazioni televisive, trascinando anche il terzo, "Whole New World" verso le classifiche di vendita ed il pubblico riconoscimento. I tre singoli li ritroviamo poi sull'album d'esordio "The Big Lad In The Windmill", pubblicato nel tardo 1986, che ottiene un buon riscontro commerciale, giungendo fino al 35° posto nella classifica nazionale degli album più venduti. Inizia una febbrile attività live che porta il quartetto a dividere il palco con Marillion, Go West e Robert Plant fra gli altri. L'eterogeneità del materiale e degli stili in esso contenuti proposto dalla band divide in due la critica, che se da una parte è entusiasta, dall'altra accusa la band di non avere le idee chiare. "Once Around The World" esce nel 1988 e sposta la bilancia del sound degli It Bites decisamente dal lato del progressive e del rock più energico e trascinante. L'anno seguente è la volta di "Eat Me In St. Louis", prodotto da Reinhold Mack (Queen, Rolling Stones...), di far parlare di sè, sulla scorta di un sound sensibilmente più diretto e guitar-oriented, con brani più asciutti e brevi, per stessa ammissione dei membri della band, scritti con l'intenzione di non finire per annoiare gli ascoltatori. Non vengono certo ripudiate le radici progressive, ma stavolta il respiro dei brani sembra averla avuta vinta su dissertazioni strumentali anche cervellotiche o prive alla lunga del necessario dinamismo. Se magari le vendite non toccano mai picchi memorabili, l'attività concertistica garantisce sempre un ottimo rientro, ed i concerti con Jethro Tull e Beach Boys non fanno che dare conferme in tal senso. Durante la lavorazione del quarto album qualcosa si rompe e Francis Dunnery viene allontanato dal gruppo perchè troppo dispotico ed accentratore. Orfani del cantante, i tre superstiti si trasferiscono a Los Angeles per iniziare le audizioni, ma senza successo. Tornati in Inghilterra, reclutano Lee Knott ma cambiano nome in Navajo Kiss prima e Sister Sarah poi, perdendo un po' il filo del discorso It Bites. Ognuno a seguire altri progetti ed impegni, ma restando in perenne amichevole contatto, i membri della band danno così il via ad una serie di reunion e separazioni, condite da ulteriori rientri ed allontanamenti dei personaggi coinvolti, scrivendo magari nuovo materiale, ma via via non pubblicando mai nulla, fino al 2008, quando "The Tall Ships" segna il ritorno del gruppo sul mercato, con un album curato e competitivo, compendio del primo periodo di attività, ma con classe ed esperienza da vendere in più. "Map Of The Past" (2012) è un concept vario ed avvincente di progressive moderno: una conferma.

Vincenzo Barone