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LEPROUS

 

LEPROUS

 

Sarebbe errato pensare che dalla fredda norvegia possano levarsi testimonianze musicali legate esclusivamente a derive epiche vichinghe o alla rabbia pagana degli adepti del black metal. Dalla terra dei fiordi giungono anche suoni progressive, gelidi e taglienti come lame, ma pur sempre progressive, benchè moderno, dinamico, intenso e pieno di pathos. Fondati a Notodden nel 2001 per iniziativa del cantante/tastierista Einar Soldberg e del chitarrista/cantante Tor Oddmund Suhrke, presto raggiunti dal batterista Truls Vennman, dal bassista Stian Lonar e dal chitarrista Esben Meyer Khristensen, questi ultimi due sostituiti tra il 2002 e il 2003 rispettivamente da Kenneth Solberg ed Halvord Strand, i Leprous muovono i primi passi attraverso due demo: "Silent Waters" (2004) e "Aeolia" (2006), che mettono in luce un potenziale ed un talento davvero difficili da ricondurre ad un solo genere, spaziando con innegabile talento dal metal estremo all'ambient, dal folk all'epic, dal dark all'elettronica con una solo apparente leggerezza. Nel 2004 Solberg lascia il gruppo, sostituito da Oystein Landsverk, e nel 2005 è Vennam a dare forfait, in favore di Tor Stian Borhaug. Il demo "Aeolia", di nove brani, in realtà doveva essere il disco di debutto, ma alla fine il gruppo scelse di usare per quello il materiale più recente composto nel frattempo. E' la volta di Borhaug di abbandonare il gruppo, con il rimpiazzo scelto opportunamente nella persona di Tobias Ornes Andersen, ed a formazione finalmente stabilizzata, i Leprous si mettono al lavoro sul disco d'esordio, "Tall Poppy Syndrome" (2009). Il quintetto si rende protagonista di una prova brillante, ottimamente accolta dalla critica, che tiene a sottolineare come il progressive moderno della band sappia guardare avanti, scavalcando le barriere di genere proiettandosi vero l'industrial e il rock alternativo. Ihsahn, ex-Emperor, li sceglie come gruppo di accompagnamento per i suoi show solisti e questo ne decreta un po' la consacrazione, così come il successivo tour di spalla ai Therion. Strand lascia anche lui la band e subentra Reim Blomquist. Ad agosto 2011 esce "Bilateral", il famigerato terzo album, almeno nelle intenzioni, quello della consacrazione. E i Leprous non si fanno trovare impreparati, dando alle stampe quello che da più parti verrà accolto come uno dei capolavori assoluti del progressive moderno e di un certo modo "colto" di intendere il rock. Co-prodotto dal gruppo e dal citato Ihsahn – che canta pure nel brano "Thorn" – il disco viene promosso con un tour di spalla agli Amorphis ed uno in qualità di headliner nell'ambito dell'European Progressive Assault (2012). La fama della band cresce, sebbene a livello underground, ed il nome comincia a farsi insistente fra le preferenze non solo degli estimatori puristi del progressive, ma anche delle menti aperte della musica, gli ascoltatori sempre affamati di novità interessanti, al di là dei confini stilistici o attitudinali. La maniera di essere "estremi" dei Leprous è seria e credibile, basata su un susseguirsi di grandi idee, di guizzi creativi multicolori capaci di dare personalità e spessore a qualunque composizione si firmi. "Coal" esce nel 2013 e risulta essere cupo e malinconico, forse appesantito da una cappa grigia e fuligginosa di plumbea disperazione, che lo caratterizza inesorabilmente. Preceduto dal singolo "Chronic" e seguito a ruota dall'altro "The Cloak", il nuovo lavoro risulta ostico perchè orfano di talune dinamiche all'interno del songwriting che lo rendono più spoglio e ossessivo che in passato. Un ascolto impegnativo pregno di un disagio che forse ha tolto un po' di poesia al linguaggio sonoro del progetto. Altri cambi nella formazione vedono arrivare il bassista Martin Skebergene e il fenomenale Baard Kolstad alla batteria ed inoltre, e siamo a fine 2014, viene anche annunciato il termine della collaborazione con Ihsahn. L'abbandono anche del nuovo bassista rallenta le operazioni di registrazione del nuovo album, che vede la luce l'anno seguente e porta il titolo "Congregation" e riporta la band su coordinate più consone, sebbene "Bilateral" resti un picco ineguagliato. Il prog di gran classe torna a brillare ai massimi livelli e l'album, pur senza far gridare al miracolo e privo forse dell'effetto sorpresa che tanto aveva caratterizzato le uscite precedenti, sa farsi comunque rispettare, sebbene le dissertazioni nel metal vero e proprio si siano fatte più rare e sottili ed il rock d'avanguardia, la sperimentazione di respiro anche industrial si impongano in grande stile. Una campagna di crowdfunding di successo consente al gruppo di realizzare "Live at Rockfeller Music Hall" (2016), registrato ad Oslo e contenente davvero l'esibizione dal vivo di una band in grande spolvero.

Vincenzo Barone