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LA RECENSIONE DI METAL HEART

Nel 1985 i tedeschi Accept pubblicano il secondo album di una triade destinata a cambiare le loro sorti artistiche e commerciali, elevandoli da potente ed affermata band metal tedesca in vera realtà della scena internazionale. A due anni di distanza dal potentissimo “Ball To The Walls” e con un anno di anticipo rispetto a “Russian Roulette”, Udo Dirkschneider e soci centrarono una serie di dischi importante, passando dalla furia cieca degli esordi (Restless & Wild), ad un heavy più sostanzioso, compatto, di grande impatto, dove l’importanza della linea ritmica prendeva il sopravvento sulla velocità d’esecuzione, come in “Fast as a shark” , che li aveva forse un po’ troppo caratterizzati nei primissimi anni 80. “Metal Heart” è una sorta di manifesto dell’heavy metal , ricca di soluzioni melodiche - tipiche di quel momento storico chiamato “Midnight Mover”- , mescolate ad un power metal destinato a stabilire un nuovo parametro nel genere, specialmente in Europa. I toni striduli della voce di Udo si fondono alla perfezione con una potentissima alchimia bassobatteria e all’impronta inconfondibile della prima chitarra di Hermann Wolf raddoppiata da quella di Jorg Fischer, che in quel disco prese il posto di Frank Hermann. Tipici esempi di questa innovativa soluzione musicale in campo heavy sono brani come “Up to the limit” o la veloce “Wrong is right”.” Metal Heart” ribadisce ancora una volta il forte legame tra la musica metal e le radici classiche, e cerca di porsi al presente ed al futuro della band come un giusto mix di struttura compositiva, elementi melodici ed un virtuosismo appena accennato che difficilmente va fuori dagli schemi. “Metal Heart” e “Screaming for a love bite” sono brani semplici, immediati, destinati ad entrare in pianta stabile delle scalette live del gruppo e rappresentano forse la colonna sonora del momento migliore degli Accept, che li vide a metà degli anni 80 assoluti protagonisti nel Vecchio Continente. Il gruppo ebbe discreti riscontri oltreoceano, allorché aprirono i tour di Ac/Dc, Dokken e Ronnie James Dio negli Stati Uniti. Con “Metal Heart” la band tedesca si affranca definitivamente da una scena underground che fu negli anni 80 foriera speranze e sogni per le aspettative dell’heavy germanico, solo in parte mantenute dai successi di alcune selezionate bands. Anthems come “Livin for Tonite” rimarranno per sempre nella memoria del metal europeo dinamico e propositivo, ma sono brani più sotterranei come “Teach u sto survive” o “Dogs on fall”che raccontano quanto e come questa band abbia contribuito a lasciare un segno indelebile nella coniugazione musicale dell’heavy metal targato anni 80. Forse meno dirompente del precedente “Balls To The Wall,” ma più ricco e musicalmente interessante rispetto al successivo “Russian Roulette”, “Metal Heart” resta un masterpiece della sua epoca. Per produrre questo album gli Accept si affidarono alle mani esperte di Dieter Dierks, santone del metal tedesco che aveva contribuito in maniera sostanziale al successo mondiale degli Scorpions e che quell’anno aveva prodotto e mixato “Wolrd Wide Live” per la band di Rudolph Schenker.

Paolo Maiorino

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Metal Heart – 00:05:19
Midnight Mover – 00:03:05
Up To The Limit – 00:03:47
Wrong Is Right – 00:03:08
Screaming For A Love-Bite – 00:04:06
Too High To Get It Right – 00:03:47
Dogs On Leads – 00:04:23
Teach Us To Survive – 00:03:32
Living For Tonite – 00:03:33
Bound To Fall – 00:04:58
Love Child – 00:04:44
Living For Tonite – 00:03:53