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ANTI-FLAG

 

ANTI-FLAG

 

Provenienti da Pittsburgh, in Pennsylvania, gli Anti Flag fanno parte di quella serie di gruppi antagonisti, di hardcore punk dal forte impegno sociale e politico, che ad un certo punto della loro carriera si trovano un po' ad essere una specie di novelli Robin Hood delle sette note: inseriti in un contesto major, e quindi del tutto parte del sistema, lo minano dall'interno, utilizzando mezzi e fondi per promuovere la lotta contro quello stesso sistema. Ora non sta a noi giudicare la coerenza e l'attitudine o meno di una certa linea di condotta, ma questa band non ha comunque mai smesso di esporsi in prima linea a difesa dei propri ideali e delle lotte che, in quanto composta da persone pensanti, ha deciso di intraprendere ogni giorno. Fondati nel 1988 da Justin Sane (chitarra e voce) e Pat Thetic (batteria), a cui si unisce la sorella di Justin, Lucy Fester dietro il microfono. Affiancati da tutta una serie di bassisti e chitarristi, il gruppo si da prima il nome (dalle forti connotazioni politiche nella Pittsburgh di quegli anni, fatta di forti proteste e prese di posizione giovanili), poi tiene il suo primo concerto ed infine si scioglie, fino al 1992 quando Pat e Justin, di ritorno da un viaggio esplorativo del fermento punk di San Francisco, non decidono di ricominciare sotto la medesima denominazione del primo tentativo, Anti Flag. Trovato un bassista nella persona di Andy Flag, la band inizia la tipica trafila dei gruppi punk hardcore, fatta di demotape, split con altre band ed esibizioni dal vivo come e dove si può, scarse finanze permettendo. La mancanza di un mezzo di trasporto proprio fa sì che gli Anti Flag si esibiscano molto nella loro zona e poco altro, così comunque da crearsi un buon seguito nell'ambito della loro scena locale. Una volta che, insieme ad altri gruppi, i nostri riescono ad organizzare una sorta di tour che li porterà fino in Canada, vengono fuori i problemi caratteriali che portano alla rottura fra il bassita Andy e il leader Justin, non prima però di essere venuti anche alle mani. Siamo così giunti al 1996 ed esce finalmente il primo lp, intitolato "Die For The Government", una sorta di antologia di tutto quanto registrato fino ad allora su singoli, split e demo, con ancora Andy in formazione. L'album viene pubblicato sul circuito indipendente per l'etichetta che fa capo al gruppo punk U.K.Subs. Momentaneamente stabilizzata la line up con l'ingresso del secondo chitarrista Chris Head e poi della bassista Jamie Cook, la band parte per un tour di spalla proprio agli U.K.Subs e realizza ben tre split prima di fondare una etichetta discografica propria, la A-F Records, per la quale viene fatto uscire il secondo lp "Their System Doesn't Work For You", nel 1998, e tutta una serie di altri dischi delle band che gli Anti Flag stimano di più nell'ambito della loro scena. Per problemi logistici la bassista abbandona la partita, prontamente sostituita da Christopher Baker, soprannominato Chris#2 per distinguerlo da Head. Di nuovo al completo, ecco che i nostri fanno uscire "A New Kind Of Army" (1999). Stanchi di fare tutto in casa, firmano per l'etichetta di Fat Mike dei NOFX e viene dato alle stampe "Underground Network", nel 2001. Scelte politiche decise ed impegno sociale non rendono la vita facile alla band, specie dopo gli attacchi al World Trade Center di New York, vista anche l'abitudine del gruppo di ammainare una bandiera americana all'inizio di ogni concerto. Un tour dichiaratamente schierato contro la guerra in Afghanistan riscuote un grande successo e prelude all'uscita di "Mobilize" (2002). L'anno seguente è la volta di "The Terror State" che porta gli Anti Flag per la prima volta in tuor in Europa a diffondere il loro aggressivo punk hardcore. Nel 2005 la band firma per la major RCA – innescando polemiche infinite con i puristi del mondo indipendente e gli idealisti punk più incalliti - che l'anno seguente da alle stampe "For Blood And Empire", che riporterà il gruppo nel vecchio continente e per la prima volta anche in Italia, a Bologna. Nel 2008, sempre a cura della RCA, esce "The Bright Light Of America", dalle sonorità più volte verso il punk rock dalle voci pulite che al consueto selvaggio hardcore durissimo dagli slogan strillati a squarciagola. Il 2009 vede gli Anti Flag tornare sui loro passi e scegliere di nuovo il circuito indipendente per pubblicare "The People Of The Gun", parte dei cui guadagni delle vendite vengono devoluti ad Amnesty International. "The General Strike" (2012) è compatto e tirato ed i brani di breve durata, per non diluire troppo il messaggio, sebbene ancora su lidi stilistici più punk rock che hardcore. Nel 2015 ecco "American Spring", per Spinefarm/Universal (ancora una major) con i suoi testi di denuncia nuovamente "addolciti" da una forma musicale meno estrema che agli esordi.

Vincenzo Barone