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APOCALYPTICA

 

APOCALYPTICA

 

L'idea di fondere sonorità metal con strumentazione e modalità proprie della musica classica non è inedita in campo hard rock, ma i finlandesi Apocalyptica portano questo concetto alle estreme conseguenze, scegliendo di creare uno stile ed un approccio completamente nuovi, capaci di spingere le due facce della proposta ad un livello personale e ampiamente distinguibile.

Tutti diplomati presso l'Accademia Sibelius di Helsinki, i violoncellisti che animano questo progetto, dal 1993, hanno iniziato col proporre cover di Metallica e Sepultura, per poi scegliere di dedicarsi a materiale originale ed, addirittura, brani classici veri e propri, come ad esempio “Hall Of The Mountain King” di Edvard Grieg.

Il symphonic metal proposto dal gruppo è stato ottimamente accolto non solo dagli estimatori del rock, ma anche da molti puristi delle sonorità classiche, positivamente colpiti dalla spinta innovativa e dagli inediti e straordinari parallelismi con lo stile heavy metal emersi grazie al combo scandinavo. L'esordio targato 1996 “Plays Metallica By Four Cellos” - agli inizi non c'erano parti di batteria, se non in limitati episodi, e gli strumentisti classici erano quattro – ha segnato il punto di svolta, rivelando al mondo una realtà che, non fosse altro che per curiosità, sarebbe stato un errore ignorare a causa di preconcetti o per snobismo. A partire dal secondo album, “Inquisition Symphony” del 1998, il gruppo ha cominciato a proporre anche materiale proprio, sempre dalle caratteristiche spiccatamente heavy metal, inserendo la batteria sempre più frequentemente, fino ad inglobarla definitivamente nella line up, servendosi inizialmente di collaborazioni anche illustri (si pensi a Dave Lombardo degli Slayer) ed alla fine, nel 2005, decidendo per il definitivo ingresso di Mikko Sirén (ex Megaphone) dietro ai tamburi. Anche il profilo strettamente strumentale degli esordi è stato via via limitato con la collaborazione di una folta schiera di cantanti, sia metal che non, che hanno di volta in volta prestato la propria ugola per completare le composizioni degli Apocalyptica. Ecco quindi, tra gli altri, Max Cavalera (Soulfly, ex Sepultura), Cristina Scabbia (Lacuna Coil), Till Lindemann (Rammstein), Mattew Tuck (Bullet For My Valentine), Corey Taylor (Slipknot/Stone Sour) o Sandra Nasic (Guano Apes), alternarsi dietro il microfono ad impreziosire e rendere ancora più interessante la proposta della band finnica. Il salto di qualità ed una notorietà in crescita costante, hanno portato con se anche qualche collaborazione illustre: si pensi all'album “Twilight Of The Thunder God” degli Amon Amarth, nel cui brano “Live For The Kill” gli Apocalyptica fanno un'ospitata riuscitissima.

Gli otto album realizzati fino ad ora, ultimo l'ottimo “Shadowmaker” del 2015, non hanno smorzato di una virgola lo slancio iniziale e, sebbene attraverso composizioni sempre più mature e meno heavy, lo stile proposto dalla band non ha finito di incuriosire e convincere.

Vincenzo Barone