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LA RECENSIONE DI AUDIOSLAVE

Una delle competenze meno enfatizzate nei discorsi sulla musica pop-rock è quella del produttore, benché il ruolo che ricopre sia essenziale, quanto risolutivo, nell’orientamento delle scelte artistiche del musicista o del gruppo di musicisti che in sala di registrazione sono impegnati nell’incisione di un loro disco. Rick Rubin è un produttore determinato, abile e scaltro che, dagli anni ’90, ha esercitato una considerevole influenza su artisti provenienti da generi diversi, a volte incompatibili, come l’hip hop, il rock più classico, l’alternative rock, l’heavy metal in tutte le sue accezioni contemporanee o il pop più mainstream. Si sono affidati alle sue intuizioni i Red Hot Chili Peppers, i Rage Against the Machine, gli Slayer, gli AC/DC, ma anche Tom Petty, Shakira, Sheryl Crow, perfino Mick Jagger l’ha voluto come co-produttore per le registrazioni del suo fortunato “Wandering Spirit”. Oltre ai meriti artistici, Rick Robin è stato l’artefice della fondazione degli Audioslave, super-gruppo nel quale i tre strumentisti dei Rage Against the Machine tastavano una plausibile intesa con l’ex cantante dei Soundgarden, Chris Cornell, che dopo la fine del progetto Soundgarden, si era concentrato e dedicato ad una carriera come solista. Sulla carta si poteva pensare che i Rage stessero semplicemente cambiando cantante e che l’osmosi ipotizzata da Rubin fosse inattuabile: il chitarrista Tom Morello e la sezione ritmica dei Rage, formata da Tim Commerford al basso e dal batterista Bred Wilk, avevano una formazione musicale decisamente ancorata a forme alternative di rock e di metal, mentre Cornell era stato uno dei padri fondatori del grunge. La disponibilità accordata a Rick Rubin da Chris Cornell, per tentare un nuovo percorso compositivo in studio, avrebbe potuto soltanto materializzarsi in una musica che fosse un equilibrato incontro tra la quasi decennale proposta dei Rage ed una scena grunge decisamente estinta, di cui Cornell era però stato un autorevole ed influente  promotore e sostenitore. Nel 2001, con Rick Rubin alla consolle, iniziano le prove per testare una possibile intesa tra i vari musicisti e per vagliare il materiale da incidere. L’inserimento dei Cornell nell’ensamble musicale avviene in maniera spontanea, l’indirizzo sonoro perseguito sembra attuarsi senza alcuna artificiosità o attrito e finalmente verso la fine del 2002 gli Audioslave, questo il nome che si erano nel frattempo imposti, pubblicano il loro omonimo album d’esordio. Ad un primo ascolto appare subito evidente che i due poli, Rage e Soundgarden si attraggono, si confutano e respingono durante un iniziale reciproco annusarsi. Da un lato troviamo un Tom Morello espressione di uno stile unico, riconoscibile e consolidato, dall’altro un Chris Cornell che padroneggia un timbro ed una emissione canora difficilmente confondibili, mentre la sezione ritmica, sempre stata incisiva e ordinata, non rinuncia a queste sue prerogative, anzi le esalta. Il prodigio di questo incontro si concreta alfine in un lavoro sorprendentemente bilanciato, nel quale i quattro musicisti si integrano armoniosamente, quanto sorprendentemente. In apertura il brano COCHISE, scelto anche come primo singolo, evidenzia l’avvenuto incontro tra esperienze dissimili: la chitarra di Morello si modella su riff e licks che predispongono una intelaiatura hard rock nella quale Cornell spazia liberamente inserendo accenni ed accenti tipicamente post-psichedelici. Mentre Morello continua a tessere la sua tela o trama, Cornell, in SHOW ME HOW TO LIVE, affronta i fantasmi del suo passato risvegliando una pasta vocale, una intenzione tipicamente grunge. E’ poi sempre Cornell a trascinare i suoi nuovi pards in territori cari agli ultimi Soundgarden; con LIKE A STONE, secondo singolo tratto dall’album, siamo di fronte ad brano che si sviluppa nel rispetto pedissequo della forma canzone, un brano notevole, coinvolgente, semplice e la semplicità, la godibilità è a volte la cifra stilistica dell’intero lavoro. Su GASOLINE e SET IT OFF Morello propone le sue divagazioni affascinanti ed astratte compiute sulla tastiera di una chitarra, tastiera che per lui non ha più segreti, né limiti. Lo stesso accade su EXPLORER dove il lavoro del chitarrista è puramente ipnotico e sembra voler decostruire i sedimenti di un chitarrismo stratificatosi dalle prime esperienze degli anni ’60, proiettandosi in un futuro sconosciuto, colmo di stuzzicanti premesse. SHADOW ON THE SUN e I AM THE HIGHWAY sono l’espressione più autentica  offerta dei neonati Audioslave, sono conquiste inedite in uno stile esternato, basato e sviluppato sull’esperienza che Rage e Soundgarden avevano condotto nei ’90. Sono ballate, canzoni a volte romantiche ed anche evocative dove le necessità comunicative individuali si piegano all’idea di gruppo. Per chi adora i cinguettii  declinati sulle corde della chitarra dalle abili dita di Morello, si segnala che BRING EM BACK ALIVE contiene interventi, assoli, incantesimi e malie come sempre inarrivabili, inconcepibili. LIGHT MY WAY è costruita su un riff ossessivo, su aperture melodiche e ritmiche improvvise ed efficaci, melodicamente incontriamo il Cornell più scuro, più depresso, più incline al lamento; sorprendono, sul finire del brano delle brevi preziose citazioni ‘sonore’, più o meno volute, che ricordano itinerari percorsi dai Beatles nella lunga suite di “Abbey Road”. L’album chiude con due brani riconducibili ad una stessa intuizione e ispirazione, GETAWAY CAR e THE LAST REMAINING LIGHT: ancora ballate in forma canzone, ancora melodie accattivanti e un Morello inusuale che si affida ad armonizzazioni di carattere vagamente jazzistico. In THE LAST REMAINING LIGHT incontriamo una melodia progressive oriented dalla quale si sviluppa il più classico crescendo invero inconsueto, assolutamente inconsueto, per musicisti che hanno frequentato situazioni tra loro dissimili, eppure sempre ancorate su strutture di certo alternative, non omologate. L’avvenuto incontro tra Cornell e Morello viene sancito forse proprio da questa canzone che sembra voler smantellare le certezze sulle quali i due musicisti hanno incentrato le rispettive antecedenti proposte. Album imperdibile per la musica espressa e il concretizzarsi di una fonte musicale nuova ed inaspettata: sebbene Cornell e Morello siano i due poli che direzionano il progetto, è necessario ancora sottolineare come la sezione ritmica sostenga assiduamente ogni necessità espressa dalla musica accreditata agli Audioslave e dai testi di Chris Cornell.

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Cochise – 00:03:42
Show Me How to Live – 00:04:37
Gasoline – 00:04:40
What You Are – 00:04:09
Like a Stone – 00:04:54
Set It Off – 00:04:23
Shadow on the Sun – 00:05:43
I Am the Highway – 00:05:35
Exploder – 00:03:26
Hypnotize – 00:03:27
Bring Em Back Alive – 00:05:29
Light My Way – 00:05:03
Getaway Car – 00:04:59
The Last Remaining Light – 00:05:17