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LA RECENSIONE DI BLUE OYSTER CULT

Album d’esordio per una delle band di culto della scena hard-rock newyorkese, risalente al 1972, che vide la luce due anni prima di quello dei ben più famosi colleghi Kiss, originari come loro di Long Island. La band si formò, inizialmente sotto il nome di Soft White Underbelly, nel 1967 grazie al chitarrista Donald “Buck Darma” Roeser e al batterista Albert Bouchard, nonché sotto l’ala protettrice del manager e produttore Sandy Pearlman, autore del poema dal quale scaturì in seguito il nome stesso del gruppo, nonchè co-autore di molti brani dell’album. Nel poema - con la denominazione Blue Öyster Cult - s’intendeva un gruppo di alieni riunitisi per colonizzare segretamente il pianeta Terra, anche se qualche anno più tardi Pearlman stesso, durante un’intervista concessa ad una rivista musicale inglese chiamata Zig Zag nel 1976, rivelò che in realtà trattavasi di un anagramma della locuzione “Cully Stout Beer”. Non ultimo, l’aggiunta dell’umlaut (o dieresi che sia) che rende tutto ancor più teutonico, pseudo-metallaro e wagneriano (da notare che i Blue Öyster Cult sono stati gli antesignani nell’uso dell’umlaut, prima ancora di band quali Motörhead, Mötley Crüe e Queensrÿche). L’album è un concentrato di hard-rock, hard-blues e dark-psychedelia di ottimo livello, con chiare influenze esercitate da band storiche come The Who e Black Sabbath. Ma sin dal brano apripista "Transmaniacon MC” si percepisce la complessità e la diversità del suono dei Blue Öyster Cult, che si articola su 3 chitarre, una tastiera e una base ritmica reminiscente degli Steppenwolf, e che già, nel brano successivo "I'm on the Lamb But I Ain't No Sheep," cambia, lasciando respirare un’atmosfera più post-rock anni sessanta. A seguire uno degli episodi migliori dell’album: “Then Came the Last Days of May”, un brano dalla linea melodica soft-country e blueseggiante. Gli altri brani in scaletta sono la cosmica "Stairway to the Stars”, l’incalzante "Before the Kiss, a Redcap," che suona un po’ come se i Savoy Brown si fossero fusi con i Canned Heat, la psichedelica “Screams” ed un’altra delle gemme dell’album: l’orientaleggiante “She’s As Beautiful As a Foot”. Ma il brano più famoso dell’album è e rimane ”Cities on Flame With Rock & Roll" ove la band è in grado di dare origine ad uno dei primissimi inni “pseudo-metal”, facendo assurgere così il quintetto allo status definitivo di band di culto. Degni di nota anche il brano a seguire, “Workshop Of The Telescopes”, un altro esercizio di dark-psychedelia e a chiudere, la splendida “Redeemed”. Nonostante in seguito la band sarà in grado di mettere sul mercato album più popolari e canzoni più radiofoniche, non è mai più stata capace di esprimere la densità e l’originalità di questo splendido album di debutto.   Andrea Cardillo  

 
 

Transmaniacon MC – 00:03:21
I'm On the Lamb but I Ain't No Sheep – 00:03:10
Then Came the Last Days of May – 00:03:31
Stairway to the Stars – 00:03:43
Before the Kiss, a Redcap – 00:04:59
Screams – 00:03:10
She's as Beautiful as a Foot – 00:02:58
Cities On Flame with Rock and Roll – 00:04:03
Workshop of the Telescopes – 00:04:01
Redeemed – 00:04:01
Donovan's Monkey – 00:03:50
What Is Quicksand – 00:03:40
A Fact About Sneakers – 00:02:50
Betty Lou's Got a New Pair of Shoes – 00:02:34