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CRADLE OF FILTH

 

CRADLE OF FILTH

 

Il gruppo Cradle of filth nasce nel 1991 a Ipswich, nel Suffolk, in Inghilterra, e fin dai suoi primi passi mette in luce una certa difficoltà di catalogazione stilistica sia da parte dei fan che della stampa specializzata.

Fondendo con gusto e mestiere i dettami del death metal, di un certo black metal sinfonico, del gothic ed anche del thrash e del metal più tradizionale, la band non tarda a farsi notare e, dopo tre demo ed uno split/lp insieme ai Malediction, esordisce con il primo full lenght “The Principle Of Evil Made Flesh” nel 1994.

Il sestetto, la cui line up in perenne mutamento ruota da sempre intorno alla figura del cantante e leader Dani Filth Davey, che nel corso degli anni ha schierato un sostanzioso numero di musicisti così come di turnisti sempre di ottimo livello, costituisce, insieme ai coevi norvegesi Dimmu Borgir, l'ideale anello di congiunzione tra il metal più estremo ed il mainstream, occhieggiando anche melodie ed arrangiamenti a loro modo “commerciali” ed assimilabili ad un pubblico non necessariamente oltranzista. Tra le numerose figure che nel tempo si sono avvicendate all'interno della line up del combo britannico, è il caso di sottolineare quella del batterista Nicholas Barker (poi divenuto un giramondo del metal estremo, militando tra gli altri nei Testament, nei Dimmu Borgir, nei Possessed, nei Benediction, negli Ancient, nei Cancer, negli Exodus, negli Anathema ed in moltissime altre formazioni), del batterista Adrian Erlandsson (At The Gates, The Haunted, Paradise Lost tra gli altri), del bassista Dave Phybus (Anathema, Massacre), della corista Sarah Jezebel Deva (Therion, Covenant), del tastierista Martin Foul (My Dying Bride, Anathema), ma la lista sarebbe davvero corposa. Sebbene l'esordio – che, narra la leggenda, dovesse inizialmente essere un album denominato “Goetia” che conteneva estratti dai primi demo ed alcuni inediti, alla fine non licenziato a causa del fallimento dell'etichetta indipendente Tombstone Records, che si era assicurata inizialmente i servigi della band – costituisca solo un timido abbozzo, volto più al black sinfonico che ad altro, di quello che diverrà poi il mélange stilistico proposto dai Cradle Of Filth, garantisce ai nostri una grande esposizione internazionale, proiettando la band con decisione verso il ben più ampio riconoscimento futuro. Il massiccio uso di tastiere, arrangiamenti orchestrali, atmosfere al limite del cinematografico horror, voci femminili ed a tratti anche melodie, rende via via la proposta della band più assimilabile ad una fetta di pubblico più ampia, cosa che viene notata anche dalle case discografiche e , dopo la Cacophonous, è la Music For Nations ad accompagnare il gruppo attraverso una serie di uscite sempre più elaborate e ricercate, fino a giungere con “Midian”, pubblicato nel 2000 [dopo l'ep “V Empire Or Dark Faerytales In Phallustein” (1996), gli album “Dusk And Her Embrace” (1996) e “Cruelty And The Beast” (1998) e l'ep “From The Cradle To Enslave” (1999)] alla reale consacrazione internazionale soprattutto da parte della critica. Le tematiche trattate dalla band sono da sempre colte e ricercate, e subiscono una grande fascinazione da parte di certa letteratura gotica, da argomenti come il vampirismo, il satanismo, il sesso, la storia ed i personaggi che hanno lasciato un segno attraverso condotte sanguinarie tramandate ai posteri e divenute leggenda. Accusati a più riprese di “tradimento” da parte dei puristi del black metal, ma mantenendosi comunque sempre troppo estremi per essere accettati dal grande pubblico, i Cradle Of Filth hanno anche avuto modo di affacciarsi sul cinema horror realizzando parte della colonna sonora del film indipendente “Cradle Of Fear” - di cui Dani Filth è protagonista – e registrando il brano che accompagna i titoli di coda di “La Terza Madre” di Dario Argento. Il quinto album del gruppo, curato dalla Sony, “Damnation And A Day”, uscito nel 2003, costituisce forse l'unico esempio di pubblicazione di un gruppo così estremo da parte di una major e di ritagliarsi quindi una credibilità che va oltre il settore specifico di origine. La dimensione live della band ha da sempre grande importanza ed è curata ed arricchita da trovate spettacolari, figure grandgiugnolesche, effetti speciali, fuochi, esplosioni e soluzioni orrorifiche che ne fanno spettacoli gotici a tutto tondo, esaltando una teatralità che va di pari passo con la proposta musicale. “Nimphetamine” (2004), “Thornography” (2006), “Godspeed On The Devil's Thunder” (2008), “Darkly Darkly Venus Aversa” (2010), “The Manticore And Other Horrors” (2012) e “Hammer Of The Witches” (2015) completano ad oggi una discografia ricca ed elaborata, che non ha certo trascurato i live, le antologie ed anche la ristampa dei vecchi demo richiesti a furor di popolo (“Total Fucking Darkness”, uscito nel 2014, contiene il terzo demo con alcuni brani bonus). (Vincenzo Barone)