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SATRIANI, JOE

 

SATRIANI, JOE

 

La storia del chitarrista Joe Satriani rappresenta di per sé un esempio di come il talento alla fine vince sempre. E’ destinato a vincere. Satriani è stato all’inizio degli anni 80 l’insegnante di chitarra di musicisti del calibro di Steve Vai, Kirk Hammett dei Metallica, Larry Lalonde dei Primus, Alex Skolnick dei Testament e tantissimi altri. Eppure se non fosse stato per il contributo del suo allievo prediletto Steve Vai, Joe avrebbe ed ha di fatto faticato a trovare un contratto discografico da solista. Ci riuscì nel 1986 con la Relativity Records e quando Not of This Earth vide la luce fu un vero sconvolgimento nel panorama heavy rock internazionale. Satriani divenne immediatamente un axe hero internazionalmente riconosciuto.

In quel primo lavoro come nei seguenti suonava chitarra, basso, tastiere e percussioni, avvalendosi “solo” di due session men come Jeff Campitelli e John Cuniberti per alcune parti di batteria e percussioni. L’incipit di “Not of this earth” è il biglietto di presentazione migliore che Joe Satriani potesse presentare al mondo. La poesia di brani come “Rubina” e “New Day” rivelarono l’animo romantico del virtuoso chitarrista. “The Enigmatic” fece pensare ad alcune soluzioni strumentali di Steve Hackett. Ma la conferma di tanto talento arrivò l’anno successivo con la pubblicazione di Surfing with the alien, un disco se possibile ancora più maturo che indiscutibilmente settò nuovi parametri nel mondo chitarristico heavy rock. Fu nominato disco chitarristico dell’anno per il 1987 e fece registrare oltre un milione di copie vendute in tutto il mondo, un risultato straordinario per un disco strumentale. La fama e la popolarità di Satriani crebbero a dismisura e nel 1988 Mick Jagger lo volle in tour con gli Stones al posto di Jeff Beck. Questo determinò lo slittamento di un anno della pubblicazione di Flying in a blue dream che vide la luce nel 1989. Un disco di conferma dove Satriani scelse di suonare con oltre ai suoi soliti amici e compagni di viaggio con Stu Hamm al basso e Simon Phillips alla batteria. A quel punto anche la sua attività concertistica cominciò ad intensificarsi e questo determinò anche una sequenza di side projects nati dal confronto con altri musicisti straordinari. The Extremist usci nel 1992 con i fratelli Matt e Greg Bissonette al basso ed alla batteria in aggiunta a Phillips. La discografia di Satriani cominciò ad arricchirsi di tanti nuovi capitoli e non solo per quanto concerne la sua carriera da solista, ma anche con i G3 al fianco di Steve Vai ed Eric Johnson e poi come special guest negli albums di Stuart Hamm e decine e decine di altri. Lo stile inconfondibile di Joe è un marchio di fabbrica spesso imitato che resta però un brand bel chiaro a tutti gli appassionati del genere musicale. Può e sa adattarsi a contesti musicali più legati al sound che può esprimere una band ed al concetto puro di canzoni oppure disegnare fantastiche melodie ed assoli ripidissimi che ne esaltano lo spirito virtuoso. Con Shockwave Supernova del 2015 Satriani ha raggiunto i 15 albums in studio dal 1986, una discografia di tutto rispetto.