Sonymusic-Centurymedia

not-of-this-earth

LA RECENSIONE DI NOT OF THIS EARTH

Album d’esordio per colui che, prima di divenire famoso al grande pubblico, è stato il maestro di chitarristi altrettanto famosi del calibro di: Steve Vai (Frank Zappa/David Lee Roth), Kirk Hammett (Metallica), Alex Skolnick (Testament) e Larry LaLonde (Primus); paradossalmente tutti divenuti famosi prima di lui, seppur all’interno delle loro band di riferimento. Satriani invece, fin da subito, ha creduto nella carriera solista e quest’album è decisamente un esordio convincente, che lascia intravedere l’inizio di una lunga carriera. Pubblicato quando Joe aveva già trent’anni, nel 1986, Not Of This Earth: inizialmente autofinanziato e preceduto da un EP di due anni prima, attirò subito l’attenzione della Relativity Records grazie alla mediazione di Steve Vai, divenuto suo amico per via delle lezioni impartitegli e che già a quel tempo aveva alle spalle diverse esperienze discografiche di un certo calibro. Dalle note a margine sul libretto all’interno del CD, è Satriani stesso a sottolineare che l’obiettivo è quello di un album strumentale di chitarra che fosse adatto ad ogni tipo di orecchio, e non solo ai meri appassionati dello strumento. Nonostante l’uso della batteria elettronica in parecchi dei brani (usata anche per motivi di budget limitato) l’album, interamente strumentale, sciorina composizioni di livello superiore alla media, uno stile già definito, un tono unico ed un certo bagaglio tecnico. Trattasi di una raccolta di brani assai eclettici, dove Joe riesce molto abilmente ad alternare il gusto per la melodia ad acrobazie tecniche di un certo livello, soprattutto grazie al magistrale uso che egli sa fare della tecnica del “legato”. Il brano che apre l’album (la title track Not Of This Earth) è semplice e lineare ma è una buona introduzione all’universo di un chitarrista col suo stile ben preciso. La seconda traccia "The Snake" è puro divertissement su una base funky. La terza traccia è una ballad dedicata alla moglie (Rubina) con una progressione di accordi ed un fraseggio molto melodici ed un gran assolo. La quarta (Memories) è un brano rock melodico con base in levare, tra i suoi cavalli di battaglia e quasi sempre presente nelle scalette dei suoi concerti. La traccia a seguire (Brother John) è un breve brano suonato senza distorsione in finger-picking, che fa da preludio al brano forse più interessante ed insolito dell’album, ossia la traccia n° 6, “The Enigmatic”: un brano dissonante che sviluppa un fraseggio sempre in legato che ricorda a tratti il grande Allan Holdsworth. Subito dopo è il turno di ”Driving at Night”, un brano in puro stile Satriani, perfetto proprio per guidare di notte e di “Hordes Of Locusts”, probabilmente il brano più heavy dell’album. Chiudono l’album i brani “New Day”, un quasi commiato con un assolo molto espressivo e “The Headless Horseman”, un country-blues-rodeo dove Satriani si diletta nel tapping a due mani.   Andrea Cardillo

ITUNES BUTTON amazon button

 
 

Not of This Earth – 00:03:57
The Snake – 00:04:40
Rubina – 00:05:52
Memories – 00:04:00
Brother John – 00:02:07
The Enigmatic – 00:03:25
Driving at Night – 00:03:30
Hordes of Locust – 00:04:55
New Day – 00:03:56
The Headless Horseman – 00:01:50