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LA RECENSIONE DI SCREAMING FOR VENGEANCE

“Screaming For Vengeance” è un disco molto importante nella carriera dei Judas Priest. Due anni prima Rob Halford e soci avevano pubblicato “British Steel “, che ancora oggi viene considerato il loro capolavoro assoluto. Un anno dopo era stata la volta di “Point of Entry”, un album molto controverso agli occhi della critica, considerato forse troppo “americano” e primo di quelle canzoni anthemiche cui i Priest ci avevano abituato.” Screaming” è anche un album che li consacra nell’Olimpo del metal internazionale, gli sdogana definitivamente le porte del successo statunitense e consolida la loro posizione al pari degli Iron Maiden, in un periodo che possiamo tranquillamente considerare la loro Golden Era. A differenza di “Point of Entry”, “Screaming” è un album zeppo di brani che sarebbero poi diventati classici nelle scalette dal vivo della band. “The Hellion”, “Electric Eye”, “Bloodstone”, un inizio al fulmicotone per Halford, che voleva disperatamente tornare a scrivere e cantare brani destinati ad entrare nelle playlist metal di tutti i tempi. “ Screaming” sembra in questo senso un Greatest Hits in retrospettiva, piuttosto che un nuovo album in studio. Title track a parte è l’album di “You’ve got another thing comin”, il brano più famoso ed importante dei Judas dal vivo, eccezion fatta per la mitica “Breaking the law”. Forse la pasta ritmica di questo nuovo lavoro rafforza il concetto di compattezza della sezione ritmica e rinsalda l’incredibile affiatamento dei due chitarristi Glenn Tipton e K K Downing. Il suono è più compatto, massiccio, i brani più ispirati. Non che il precedente lavoro fosse in realtà scarso come sentenziato da una parte della stampa dell’epoca, soprattutto europea, ma SFV ha davvero un’altra marcia e rompe gli indugi su chi, tra le bands degli anni 80, possa legittimamente aspirare al trono dell’heavy metal. Ricordiamo che in quegli anni escono “The Number of The Beast” e “Piece of Mind” dei Maiden, che però sono ancora lontani dal conquistare il mercato a stelle e strisce e dominano largamente solo in Europa. Come omettere la brutalità mid tempo di “Devil’s Chid” un altro dei super classici del quintetto inglese. Uno dei brani più incisivi e convincenti di sempre. Una prima versione arricchita dell’album venne realizzata aggiungendo la versione live di “Devil’s Child” ed un lungo inedito di oltre 7 minuti intitolato “Prisoner of your eyes”. Per il trentennale dell’uscita del disco invece nel 2012 venne invece pubblicata una versione super deluxe che conteneva altre tracce incise live al San Antonio Civic Center ed in particolare “Electric Eyer”, “Ridingf like the wind”, “You’ve got another thing comin” e “Screaming for Vengeance”. Nel 1982 l’album salì sino alla posizione 17 della Top 200 di Billboard, mentre “You’ve got….” Raggiunse la quarta posizione della classifica dei singoli rock.

Paolo Maiorino

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The Hellion – 00:00:37
Electric Eye – 00:03:43
Riding on the Wind – 00:03:10
Bloodstone – 00:03:53
(Take These) Chains – 00:03:07
Pain and Pleasure – 00:04:15
Screaming for Vengeance – 00:04:43
You've Got Another Thing Comin' – 00:05:10
Fever – 00:05:21
Devil's Child – 00:04:50
Prisoner of Your Eyes – 00:07:10
Devil's Child – 00:05:00