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NEWSTED

 

NEWSTED

 

Il percorso professionale, umano e musicale che ha portato Jason Newsted ad imbarcarsi in questo ennesimo progetto, che stavolta porta semplicemente il suo nome, è noto praticamente ovunque al mondo si possa ascoltare e parlare di musica rock, o metal, se preferite.

Jason Curtis Newsted, natio di Battle Creek, in Michigan, è stato il bassista della thrash band Flotsam & Jetsam dal 1981 al 1986 – con loro ha inciso l'album di debutto "Doomsday For The Deceiver" nel 1986 – prima di essere chiamato nei Metallica a sostituire il compianto Cliff Burton. Certamente una svolta professionale, ma non umana ed, alla lunga, quel rapporto, nato sotto una cattiva stella, si è deteriorato al punto di spingere Newsted a scendere dal teno del successo planetario ed a dedicarsi ai molti progetti che era stato costretto a tenere chiusi in un cassetto nei 14 anni passati al fianco di Hefield & Soci.

Il coraggio di scelte importanti ha da sempre caratterizzato la carriera del bassista che, nel corso degli anni post-Metallica, oltre ad aver prestato i suoi servigi a nomi del calibro di Voivod, Ozzy Osbourne e Sepultura, ha sperimentato, esplorato, innovato con i suoi Echobrain, con i Papa Wheelie, gli IR8 e i Sexoturica (gli ultimi due una sorta di supergruppi messi insieme con altri nomi noti del panorama metal internazionale) tuffandosi poi in una serie di collaborazioni sporadiche ma non per questo meno valide. Quando il richiamo del sound preferito si è fatto imprescindibile, nonostante qualche noia con la salute che impedirà in futuro un headbanging troppo sfrenato al buon Jason, ecco che i Newsted prendono il via, nel 2012. Affiancato da due illustri sconosciuti quali Jesus Mendez Jr. alla batteria e Jessie Fransworth alla chitarra, il bassista, sobbarcandosi anche il ruolo di cantante, essendo dotato di un ugola non esattamente virtuosa e raffinata, ma potente ed aggressiva (chi si ricorda i cori live nei Metallica?), inizia a scrivere materiale ed a suonarlo dal vivo. Nel 2013 viene pubblicato l'ep d'esordio del nuovo progetto, dal titolo che è un autentico manifesto programmatico, semplice e chiarissimo: "Metal". Si tratta di un lavoro intenso e carico di energia primordiale, screziato di reminiscenze motorheadiane, votato ad uno stile a suo modo classico: mai troppo estremo, ma semplice e dal sicuro impatto. In realtà le prime tre uscite della band dovevano essere tre ep ma alla fine, visti i buoni riscontri dell'esordio, artisti e casa discografica hanno convenuto che sarebbe stato opportuno fondere i due futuri dischi a breve durata in un solo lp, cosa regolarmente avvenuta pochi mesi dopo con la pubblicazione di "Heavy Metal Music" (più chiaro di così...), nel quale vengono anche recuperati due brani inclusi precedentemente su "Metal". Con la line up ampliata a quartetto grazie all'ingresso del chitarrista degli Staind Mike Mushok, i Newsted servono la loro pietanza sonora con semplice e lineare forza d'impatto, non tirando fuori dal cilindro nulla che faccia gridare esattamente al miracolo, ma fornendo una prova convincente di muscolare metal senza troppi fronzoli, diretto, grezzo e sporco quanto basta per risultare gradito agli estimatori di un certo thrash non necessariamente votato alla velocità. Vocalmente dotato di un timbro abrasivo e credibilmente cattivo, il bassista – che si è occupato anche della produzione, oltre che della composizione di un po' tutta la musica e dei testi – sfoga le sue frustrazioni passate senza limiti o barriere, coadiuvato da comprimari che sanno certamente il fatto loro, ma che non escono mai dal seminato, svolgendo il loro compito con cura, ma senza per questo sorprendere o colpire particolarmente. Gli assoli sono nitidi e bene inquadrati, ma certo non funambolici e le ritmiche sembrano a tratti più vicine a quanto fatto da nomi come i Down di Phil Anselmo piuttosto che da uno qualsiasi dei nomi di scuola strettamente thrash che ben conosciamo. Gli inevitabili raffronti con quanto realizzato contemporaneamente dagli illustri ex compagni Metallica, risultano totalmente improponibili, anche dal punto di vista delle scelte dei suoni, con i Newsted schierati decisamente su un fronte diverso, meno raffinato o ricercato, ma dal risultato finale votato all'impatto ed alla forza dell'insieme.

 

Vincenzo Barone