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OSBOURNE, OZZY

 

OSBOURNE, OZZY

 

Considerato il padre putativo dell'heavy metal, Ozzy Osbourne è stato lo leader carismatico della band da cui tutto o quasi ebbe origine: i Black Sabbath.

La sua militanza nella band di Tony Iommi durò  circa una decina d'anni, dalla fine dei 60 al 1978, quando con un anonimo e abbastanza fallimentare album intitolato Never Say Die, Ozzy Osbourne venne letteralmente messo alla porta, per via dei suoi sempre più evidenti accessi alcolici e di droga. In realtà Ozzy aveva  provato ad uscire dai Sabbath già un paio d'anni prima e c'era  riuscito, sebbene per pochi mesi.

Dal 1980,  discograficamente parlando, Ozzy Osbourne iniziò una nuova ed entusiasmante fase della sua longeva carriera. Assemblò  una band mostruosa, che prevedeva l'ex Quiet Riot Randy Rhoads alla chitarra, Bob Daisley, fuoriuscito dai Raimbow al basso,  così come il tastierista Don Airey , ed alla batteria Lee Kerslake , conosciuto per i suoi trascorsi con gli Uriah Heep.

Si dovevano chiamare Blizzard of Oz, poi si decise di intitolare così il primo album della band, che partì col piede giusto grazie a singoli del calibro di "I don't know", "Crazy Train" e "Mr Crowley". Oltre 4 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti e Ozzy Osbourne si dimenticò in fretta dei Black Sabbath e della crisi depressiva che lo aveva paralizzato in una camera d'albergo a Los Angeles per parecchi mesi subito dopo essere stato silurato da Iommi. Fu un disco rivelazione, cui seguì un tour mondiale con oltre 100 concerti. Il successivo Diary of a mad man vide la luce alla fine del 1981 e confermò  il successo del primo disco sia in termini compositivi che in riscontri e vendite. La line up rimase invariata, eccezione fatta per Airey che lasciò  il posto alle tastiere a Johnny Cook. La grande stima ed amicizia di Ozzy Osbourne con Randy Rhoads si rafforzò ulteriormente e i due di fatto co produssero l'album. La tragica scomparsa di Rhoads in un incidente afflisse Ozzy che faticò  a rimettersi in piedi e contemplò  per la sua sostituzione proprio quel George Lynch cui Rhoads aveva soffiato il posto all'ultimo secondo. Invece la scelta ricade sul funambolico Jake E Lee,  una soluzione che avvicinò ancora di più Ozzy a certe sonorità americane. Bark at The moon del 1983 segnò il suo debutto del talentuoso batterista Tommy Aldridge. Prima di questo terzo album in studio Osbourne aveva pubblicato Speak of The Devil nel 1982, un live infarcito di canzoni del periodo sabbathiano. Dal 1983 Ozzy torna ad essere il solito animale da palcoscenico e non ritorna sul mercato prima di tre anni più tardi con The Ultimate sin prodotto da Ron Nevison (mentre Bark aveva visto Max Norman al mixer) con ancora cambi di formazione e Randy Castillo alla batteria, Phil Soussan al basso e  Mike Moran alle keyboards. È un disco controverso, un mezzo passo falso che induce Ozzy ad uno stop di riflessione che lo porta a pubblicare un live Tribute dedicato alla memoria di Randy Rhoads, uno dei dischi metal live più belli di sempre, ricco di assoli fantastici e tutti i classici della dinastia solistica di Ozzy. No Rest for The Wicked segna l'avvicendamento tra Lee ed un giovanissimo Zakk Wylde alla chitarra, ed il ritorno di Bob Daysley e Castillo. Ma il salto di qualità anche in fatto di vendita arriva con No More Tears del 1991. Un album eclettico ma maturo e molto curato sotto il profilo della produzione. Mtv gioca un ruolo importante nella carriera di Ozzy e ne intuisce le potenzialità che qualche tempo dopo li porteranno ad offrirgli uno show tutto dedicato alla sua famiglia: The Osbournes. Ozzmosis del 95 non è un disco clamoroso, ma trova Geezer Butler, compagno storico di Ozzy nei Sabbath, al basso e Dean Castronovo alla batteria, senza contare la collaborazione di Rick Wakeman degli Yes. Down to Earth del 2001, sei anni più tardi con un'altra piccola rivoluzione e Mike Bordin dei Faith No More e Robert Trujillo ex Suicidal Tendencies e Metallica al basso. Un album di cover nel 2005, poi Black Rain nel 2007 e Scream nel 2010, il suo ultimo lavoro in studio per Ozzy nato a Bitmingham Uk nel 1948. In retrospettiva quello che colpisce più di tutto è  l'incredibile gusto e talento nell'individuare fior di musicisti nell'arco di oltre 35 anni di attività. Oltre a tutti quelli citati anche Alex Skolnick dei Testament, Jerry Cantrell degli Alice in chains, Rudy Sarzo e Frankie Banali dei Quiet Riot, Jason Newsted ex Flotsam e Metallica. Insomma è come se nel tempo fosse stata un'ispirazione assoluta quella di far parte della band di Ozzy.