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LA RECENSIONE DI BLIZZARD OF OZZ

L’album di debutto di Ozzy come solista dopo la dipartita dai Black sabbath rappresenta a tutt’oggi uno dei dischi più importanti e seminali per la creazione di quello che dall’inizio degli anni 80 viene universalmente riconosciuto come heavy metal. Da “Never Say Die”, ultimo lavoro in studio con la band di Tommy Iommi, Ozzy aveva impiegato un paio di anni a formare una sua band , trovando anche il tempo di collaborare con Sammy Hagar (futuro vocalist dei Van Halen nell’album “Street Machine” e con i Triumph per “Progressions of Power”. La sua parabola artistica era in forte ascesa e Mr. Osbourne sapeva che i tempi erano maturi per fare il salto di qualità. Il passaggio fondamentale era la scelta del chitarrista e fu cruciale la decisione di assoldare Randy Rhoads un axe hero piccolino ma funambolico, che si era fatto notare negli States con i Quiet Riot. Inotrno a Rhoads ed al suo incredibile talento Ozzy costrui una vera e propria armata, con Tommy Aldridge alla batteria (Raimbow, Whitesnake….), Bob Daisley al basso e Don Airey alle tastiere. A registrare l’album tra il Marzo e l’Aprile del 1980 fu chiamato un giovanissimo ingegnere del suono, Max Norman, che aveva un curriculum assai scarno all’epoca, ma che poi in futuro avrebbe lavorato con Artisti del calibro di Y&T, Armored Saint, Coney Hatch e tanti altri. Max assunse anche il ruolo di produttore nei successivi album di Ozzy “Diary of a Madman” e “Bark at the moon”. Il risultato di questo album in studio fu assolutamente straordinario. Basti pensare che Blizzard è l’album di “Crazy Train” tutt’ora considerato e celebrato come il miglior pezzo dell’intera discografia di Ozzy Osbourne. Ma è anche l’album della contrastata “Mr. Crowley”, dedicata al celeberrimo satanista inglese Alistair Crowley o della tanto discussa “Suicide Solution”, salita ai poco edificanti onori della cronaca quando un giovane americano si sparò dopo aver ascoltato ripetutamente il brano, etichettato da una corte come incitante al suicidio. <H1>“Blizzard of Ozz” nel titolo è ovviamente una parodia del Mondo di Oz, ma vuole esattamente rappresentare il contrario del magico mondo fatato della fiaba. Ozzy giocò molto, in quel primo periodo della sua carriera di solista, su quel meccanismo che in qualche modo lo associava al mondo dell’occulto come conseguenza logica degli anni trascorsi nei Black sabbath.</H1> Ma ridurre l’importanza di questo straordinario album alla bellezza di questi tre brani in particolare sarebbe assai riduttivo. E’ anche l’album della bellissima “Goodbye to romance” dove Ozzy si confronta con una vera e propria ballata per la prima volta, o del bellissimo strumentale acustico di chitarra “Dee” o dell’introduttiva “I don’t know” , destinata a diventare il cavallo di battaglia con cui si aprivano i suoi concerti dal vivo. L’album scalò le classifiche americane sino a sfiorare la Top 20 di Billboard (21° posto) . “Crazy Train” entrò nella Top Ten della classifica dei singoli del 1981 negli States. Billboard nel 2011 pubblico una classifica degli albums rock più influenti di sempre e Blizzard of Ozz si piazzò in un’invidiabile terza posizione. Tuttavia questo è anche un album molto complesso di cui parlare. E’ chiaro che il talento dilagante di Randy Rhoads è fortemente caratterizzante in quasi ogni brano, ma è la forza dell’insieme che vince. Provate a tracciare un parallelo con l’evoluzione artistica dei Sabbath che pure in quel periodo avevano realizzato un capolavoro assoluto come “Heaven And Hel” l con Ronnie James Dio e capirete quanto e come Ozzy cambiò dell’immaginario hard rock negli States ed in tutto il mondo. In una delle tante versioni arricchite presenti sulle piattaforme digitali ce n’è una con dei brani bonus come “You’re looking at me looking at you”, una guitar e vocal mix di “Goodbye to romance” ed un demo di 1 minuto e 14 secondi di chitarrismo di Rhoads.

Paolo Maiorino

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I Don't Know – 00:05:11
Crazy Train – 00:04:51
Goodbye to Romance – 00:05:33
Dee – 00:00:49
Suicide Solution – 00:04:17
Mr. Crowley – 00:05:00
No Bone Movies – 00:03:52
Revelation (Mother Earth) – 00:06:08
Steal Away (The Night) – 00:03:26
You Looking at Me, Looking at You – 00:04:12
Goodbye to Romance – 00:05:46
RR – 00:01:13