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LA RECENSIONE DI NO REST FOR THE WICKED

No Rest For The Wicked segna l’ennesimo passaggio di Ozzy da una fase all’altra della sua carriera e discografia. Passaggi peraltro contraddistinti dall’avvicendarsi dei vari chitarristi che si sono susseguiti al suo fianco. Da Randy Rhoads a Brad Gillis, da Jake E Lee a Zakk Wylde. Quest’ultimo era un giovanissimo axe hero che mandò all’ex leader dei Sabbath una demo tape, che convinse Ozzy ad assoldarlo al posto di Jake E Lee , il quale di lì a poco avrebbe fondato i Badlands con Ray Gillen. Questo è un disco particolare però della discografia di Mr. Osbourne, un album che in qualche modo lo porta dalle sonorità cupe legate alla vecchia terra d’Albione, verso soluzioni più vicine al sound che in quel momento imperava negli States. E’ un metal più orecchiabile, fortemente caratterizzato dalla chitarra di Wylde, che nonostante la giovane età non ha paura di prendersi la scena. La produzione è affidata a Keith Olsen che si occuperà anche del missaggio coadiuvato da Roy Thomas Baker. Su Keith Olsen si potrebbe scrivere un libro! Negli anni 80 aveva collaborato con chiunque, da Pat Benatar ai Whitesnake, da Rick Springfield a Sammy Hagar. Nella band in continua evoluzione troviamo Randy Castillo alla batterie, il rientrante Bob Daisley al basso, che contribui anche dal punto di vista compositivo alla stesura del brani. La line up è completata da John Sinclair alle tastiere, elemento sonoro sempre più presente nel sound di Ozzy. “NRFTW” è un album più maturo e compatto rispetto al passato , e vive alcuni episodi assolutamente significativi , come il mid tempo “Breaking all the rules” dall’ incedere ritmico davvero pregevole. Zakk colora il suono di Ozzy di un chitarrismo che fa ricordare quello di Randy Rhoads, fatto di continui vibrati ed orpelli di varia natura. “Bloodbath in paradise” è un altro tipico esempio di questo nuovo stile che diventerà negli anni e negli albums successivi un vero marchio di fabbrica di Ozzy. L’album si apre con Miracle Man” che stabilisce già il nuovo parametro e che viene ribadito e confermato da “Devil’s Daughter” e “Crazy Babies”. Ma è in “Fire in the Sky” che l’istrionico Iron Man ritrova il suo antico smalto confezionando una ballata ruvida e tagliente, dove Wylde si diverte a tessere linea armoniche pazzesche e si toglie lo sfizio di una parte ritmica con una 12 corde. “Tattoed Dancer” e “Alchool Demon” affrontano luoghi comuni del colorato carrozzone circense del rock e sono l’occasione per Ozzy di parlare di se stesso e raccontarsi. Nella versione deluxe c’è una versione live di “Miracle man” con al basso non Daysley ma Geezer Butler, altro storico membro dei Sabbath, da sempre unito e fedele amico di Ozzy. Un brano questo che fortemente caratterizza tutto il disco. Parla del predicatore Jimmy Swaggart, da sempre acerrimo nemico di Ozzy, che nel 1988 fu arrestato per reati di natura sessuale e coinvolto in un terribile scandalo dal quale usci distrutto. Ozzy si diverte a deriderlo con rabbiosa spietatezza. L’album vende 2 milioni di copie nei soli Stati Uniti, ma fallisce l’ingresso nella Top Ten attestandosi nella sua più alta posizione alla 13.“Miracle Man”fa anche peggio salendo solo sino alla posizione 87 della classifica dei singoli. Da questo disco partirà un tour molto impegnativo per Ozzy , che lo terrà discograficamente fermo sino al 1991, quando tornerà con No More Tears. “No Rest for The Wicked” resta un capitolo importante della saga discografica di Ozzy, viene considerato infatti il suo album migliore dopo un periodo di flessione che può essere ricondotto agli albums con Jake E Lee alla chitarra. Zakk Wylde fu dunque un motivo di svolta artistica e di ispirazione anche per un mostro sacro come Osbourne.

Paolo Maiorino

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Miracle Man – 00:03:48
Devil's Daughter (Holy War) – 00:05:14
Crazy Babies – 00:04:15
Breakin' All the Rules – 00:05:14
Bloodbath in Paradise – 00:05:02
Fire in the Sky – 00:06:24
Tattooed Dancer – 00:03:53
Demon Alcohol – 00:04:27
Hero – 00:04:46
The Liar – 00:04:29
Miracle Man – 00:03:47