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LA RECENSIONE DI METAL HEALTH

Nel 1983 l’heavy metal comincia a manifestarsi anche negli States, dove sarà destinato ad una rapida e folgorante ascesa. I Quiet Riot sono tra i precursori del genere, una band nella quale aveva militato anche il mitico Randy Rhoads prima di diventare axe hero della formazione di Ozzy Osbourne. Con Carlos Cavazo al suo posto come chitarrista, i QR si presentarono al primo appuntamento discografico confezionando un album di raro impatto, contraddistinto dalla super anthemica “Metal Health” e dal gusto glam della cover “Cum on feel the noise”, che ripropose un classico degli Slade ad un pubblico forse troppo distratto negli anni 70 per accorgersi di quel nuovo movimento musicale, il glam inglese, cosi poco riconosciuto e valutato per il suo effettivo valore. Basterebbero questi due brani a sintetizzare un disco d’esordio . La Copertina che rappresentava un uomo intrappolato in una camicia e maschera di forza divennero negli anni un tratto fondamentale ed universalmente riconosciuto dell’iconografia metallica. Nel disco c’è spazio per un assolo di chitarra super effettato di Cavazo intitolato “Battle Axe”, ed una sequenza di mid tempo e brani veloci che sintetizzano alla perfezione il sound che si respirava negli States nei primi anni 80. C’è chi li ha etichettati come un sottoprodotto dei Van Halen,ma i Quiet Riot in realtà sono stati una band decisamente interessante, che però forse ha avuto la colpa di tradire un pochino le aspettative negli albums seguenti. Il successo conseguito con “Metal Health” infatti non fu mai inf ribadito successivamente, e la formazione di Kevi Du Brow annaspò sino a scomparire quasi completamente dal panorama americano ed internazionale. Bisogna però ricordare che in quella line up c’erano alla batteria Frankie Banali e soprattutto Rudy Sarzo al basso, destinato in seguito ad una carriera importante con artisti come Ozzy Osbourne, progetto M.A.R.S., Whitesnake, Michael Schenker Group e con Ronnie James Dio. Come ogni disco heavy rock di quegli anni, in “Metal Health “ c’era spazio per le ballate, in particolare “Thunderbird” e “Don’t want to let you go” due esempi che dicono molto delle radici musicali di questa band, arrivata all’heavy da una formazione rock tipicamente a stelle e strisce dove si respira southern rock, blues e persino country rock. La title track resta comunque uno degli inni più rappresentativi ed iconici di una generazione musicale, e contiene la frase “bang your head” che di fatto sintetizza l’azione per antonomasia del metallaro….. I Quiet Riot dal punto di vista dell ook riprendevano il concetto del glam, e possono dirsi precursori del glam rock, che proprio in quegli anni avrebbe spopolato negli States grazie ai Motley Crue ed ai Poison. Nella versione celebrativa di questo disco è presente un inedito dell’epoca, intitolato “Danger Zone”, che poco aggiunge a quanto detto sinora. Metal Health fu prodotto da Spencer Proffer, professionista noto negli ambienti losangelini soprattutto per le sue collaborazioni a colonne sonore, come “ Footloose” , realizzata nel 1984. L’ingegnere del suono era un giovane Duane Baron, che con Metal Health diede inizio ad una carriera importante, che lo portò a realizzare Thetre of Pain con i Motley Crue e tanti altri successi discografici della scena heavy rock americana degli anni 80.

Paolo Maiorino

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Metal Health (Bang Your Head) – 00:05:16
Cum on Feel the Noize – 00:04:47
Don't Wanna Let You Go – 00:04:40
Slick Black Cadillac – 00:04:12
Love's A Bitch – 00:04:11
Breathless – 00:03:51
Run For Cover – 00:03:38
Battle Axe – 00:01:38
Let's Get Crazy – 00:04:08
Thunderbird – 00:04:43
Danger Zone – 00:05:05
Slick Black Cadillac – 00:05:14