Sonymusic-Centurymedia

evil-empire

Quattro lunghi anni separano il primo devastante album d’esordio dei Rage Against The Machine da “Evil Empire”, secondo capitolo di una saga che - si poteva prevedere - non era destinata a durare troppo a lungo. Troppo forti i temi affrontati dalla band di Zack De La Rocha, troppo scomodi, troppo politicamente scorretti. Quando uscì il primo disco sembrava più una bizzarra estemporaneità da piccola etichetta indipendente, in molti si chiesero se ci sarebbe mai stato un ulteriore album. “Evil Empire” vide la luce nel 1996 e ribadi i concetti espressi nel precedente lavoro, con ulteriore e rinvigorita rabbia contro il sistema capitalistico fascista americano, come lo definivano gli stessi elementi dei Rage Against The Machine. Se “Killing in the name” era stato l’apripista di una corrente di pensiero di rottura, “People of the sun” e soprattutto “Bulls on parade” erano due pugni in faccia, scagliati con violenza e precisione chirurgica dalla band statunitense. Un rap punk metal hardcore che non ha eguali e che sfugge a qualsiasi etichetta. Pionieri del crossover più estremo, i RATM si resero protagonisti quell’anno di un’iniziativa che sconvolse le aspettative negli States organizzando una double bill con i Wu Tang Clan, considerati il loro corrispettivo per le generazioni ribelli di etnia afroamericana. Il tour toccò le principali città degli Stati Uniti nell’estate di quell’anno, e se presentava un elevato tasso di potenziale pericolo per la coesistenza di frange socialmente contrapposte , si rivelò invece uno dei rari e riusciti episodi di integrazione sociale mai registrati oltreoceano. Spesso erano i Wu Tang ad aprire i concerti , con una ovvia predominanza di fans di colore ad accalcarsi nella pit, mentre per i live dei Rage la percentuale sotto palco era più equamente distribuita. “Evil Empire” è il disco della maturità della band del chitarrista Tom Morello, che non perse affatto la sua aggressività, ma la triplicò, andando a colpire le iniquità del sistema politico, militare e sociale degli States, le contraddizioni filosofiche di un paese messo sotto accusa dai suoi stessi figli. Dal punto di vista musicale i RATM si affidarono a Brendan O’Brien, che p era stato un ingegnere del suono per Black Crows, Danzig e Pearl Jam prima di fare il salto e diventare produttore a tutti gli effetti. Blood Sugar Sex Magik dei Peppers, Get A Grip degli Aerosmith, Core degli Stone Temple Pilots, Vs dei Pearl Jam, sono solo alcuni dei tanti albums di successo prodotti da O’Brien. Un professionista bravissimo anche nel missaggio se pensiamo che realizzò “Ten” dei Pearl Jam e “Decade of Aggression” degli Sleyer, più o meno in quel periodo. Con lui in cabina di regia i Rage trovano la quadratura del cerchio, pur senza perdere la violenza e l’immediatezza sonica del loro credo. Brani come “Revolver”, “Tire me”, “Vietnow” o la stessa “Bulls on parade” sono schegge tutt’altro che impazzite, sono piuttosto proiettili ad altissima precisione sparati con l’intenzione di uccidere. L’album vendette milioni di copie in tutto il mondo e raggiunse la prima posizione in classifica su Billboard, fruttando alla band americana anche un Grammy Award come Miglior Performance Metal per “Tire me”. Ancora oggi “Evil Empire” viene menzionato insieme al disco di debutto della band come punto cardine di riferimento per generazioni di musicisti ed appassionati. Un vero documento di denuncia socio politico americano.

Paolo Maiorino

ITUNES BUTTON amazon button

 
 

People of the Sun – 00:02:30
Bulls On Parade – 00:03:50
Vietnow – 00:04:43
Revolver – 00:05:30
Snakecharmer – 00:03:51
Tire Me – 00:02:58
Down Rodeo – 00:05:19
Without a Face – 00:03:37
Wind Below – 00:05:49
Roll Right – 00:04:21
Year of tha Boomerang – 00:04:00