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TOOL

 

TOOL

 

Poche altre bands nella storia del rock hanno avuto un impatto cosi devastante e lungamente annunciato come i californiani Tool che si formarono a Los Angeles nel 1990 e che esordirono discograficamente due anni più tardi con un ep dal titolo “Opiate”.

Erano anni particolari per la scena metal americana. Il grunge stava vivendo la sua fase di massima esposizione e dilagavano episodi di crossover che avevano generato bands come i Ministry o gli stessi Rage Against The Machine.

Gli inizi dei Tool furono assolutamente neoprogressive, ma senza le vette di qualità ed originalità che si sarebbero raggiunte nel corso della loro carriera grazie ad albums come “Lateralus”. Gli inizi rivelarono una band decisamente interessante e diversa dalla maggior parte dei gruppi losangelini di quel periodo, ma in fondo non cosi lontana da altre cose che erano uscite in quel momento come gli stessi Danzig.

Maynard James Keenan, il vocalist, non aveva forse il carisma negativo di Glenn Danzig, ma riuscì ad attirare su di se e sulla band l’attenzione di media e fans sin dai primissimi passi. Tra l’altro fu Tom Morello chitarrista dei Lock Up prima e dei RATM poi a far conoscere Keenan e il chitarrista Adam Jones e il  batterista Danny Carey, suoi compagni di scuola! Il successo di “Opiate” condusse  al primo vero intero album in studio, “Undertow”,  molto intenso ed innovativo, ma forse ancora embrionale rispetto a quello che sarebbero poi diventati i Tool nel corso della loro carriera. Parlare solo di musica con loro è sempre stato riduttivo, Tool è un progetto a tutto tondo che comprende videoclip, effetti sonori e visivi, il concepimento di tour studiati minuzionsamente dalla regia complessa ed articolata. La storia della formazione capitanata da Keenan è costellata da una serie infinita di battaglie legali, contro la loro prima etichetta la Volcano Records poi divenuta Zoo Entertainment, con il loro manager storico Ted Gardner, licenziato in tronco perché sospettato dal gruppo di aver tramato con la Volcano alle loro spalle e che a sua volta fece causa ai Tool per non aver incassato la sua quota nel rinnovo  contrattuale. Ed in tutto questo  riuscirono comunque a creare un album d’esordio nel 1993, un secondo capitolo ,” Aenima” uscito tre anni più tardi, il loro capolavoro assoluto “ Lateralus nel 2001 e” 10,000 Days”, quarto ed ultimo album nel 2006. 4 albums in poco meno di 14 anni, un record di scarsa prolificità in un mondo dove la tendenza era quella di cavalcare l’onda e pubblicare un album l’anno…… 11 milioni di copie vendute in tutto il mondo, tre grammy awards conseguiti, i Tool hanno lasciato un marchio indelebile sulla scena alternative metal e sono stati un riferimento per decine di altre bands. Insieme agli Jane’s Addiction forse rappresentano l’esempio più lampante di crossover ed hanno lasciato un vuoto musicalmente non facile da rimepire. Nei cinque anni  che separarono “Aenima” da “Lateralus”, la band sembrò  sul punto di sciogliersi, ognuno di loro si dedicò a progetti paralleli: Keenan fondò i A Perfect Circle, Adam Jones iniziò  la sua collaborazione con i Melvins ed il drummer Danny Carey andò in tour con Jello Biafra ed i Dead Kennedys. Ma quando all’inizio del 2001 i Tool annunciarono il loro terzo album intitolato “Systema Encephale”, la piattaforma Napster divulgò un quatitativo di files pirati che in realtà non erano la corrispondenza dei veri brani del disco, ma sembrò un attacco mirato ai Tool, ed in fondo lo era, in considerazione delle loro prese di posizione sempre più nette contro il digitale ed il file sharing. Si scatenò un putiferio tremendo e la band cambiò il titolo del nuovo album in “Lateralus”  cambiando  per sempre gli standard del metal progressivo ed alternativo. “The grudge” fece intuire dalle sue prime note un cambio di marcia netto ed inequivocabile rispetto ai primi due albums. In particolare “Schism” gli valse il Grammy come Miglior Performance Metal del 2001. La storia discografica dei Tool si chiude idealmente con 10,000 days un altro bellissimo capitolo di metal innovativo e coraggioso, capace di uscire dagli schemi ed osare perché quella è sempre stata lo vocazione dei musicisti che hanno reso possibile questo incredibile progetto.

Varie partecipazioni ai Festival Lollapalooza ed il rispetto di tutte le altre bands, anche musicalmente molto lontane dai suoni espressi dai Tool ed eccoci a parlare in retrospettiva di una band iconica al 100%. E se la domanda fosse posta per puro caso….ma i Tool si sono sciolti? La risposta sarebbe no perché di fatto non è cosi. A 10 anni dal loro ultimo album in studio si susseguono voci di un loro possibile ritorno in studio e sui palchi….